Nei tempi antichi la luce si otteneva dai focolari, da bracieri montati su treppiedi, da torce portate da persone o da lampade a olio, esempi delle quali risalgono ai Fenici. I Romani conoscevano l'uso dell'olio minerale quale sorgente per la produzione di luce, le candele di sego e le lanterne portatili.
Durante il medioevo non si ebbero innovazioni di rilievo; le torce e i candelabri, talvolta adoperati in gran numero, consentivano di ottenere una forte illuminazione. Alcuni miglioramenti alle lampade usate per molti secoli vennero apportati da Cardano; le materie prime utilizzate furono, oltre all'olio minerale e vegetale, la cera e i grassi animali.
Nel 1786 Lebon scoprì il gas illuminante, che però venne utilizzato solo vent'anni dopo; fra le prime applicazioni vi fu l'illuminazione delle fonderie nel 1798. Nel 1805 fu ideato il primo apparecchio che utilizzava gas illuminante per uso domestico; nel 1810 Windsor costruì la prima officina pubblica a Londra (Gas-Ling and Coke) per la produzione continua di gas che, convogliato in tubature, alimentava le lampade per illuminare Pali Mali, il Saint James's Park e il Golden Lane.
I primi esperimenti in Italia furono compiuti nel 1818 da Giovanni Aldini per l'illuminazione di un teatro; nel 1832 venne inaugurata l'illuminazione a gas della galleria De Cristoforis a Milano, alla quale seguì nel 1840 la prima illuminazione pubblica di Napoli.
L'illuminazione elettrica iniziò nel 1813 (lampada ad arco di Humphry Davy); questo determinò un ulteriore progresso con la messa a punto del sistema ad arco fra due carboni di storta affiancati (candela Jablochkov) o disposti frontalmente; nel 1878 Thomas Edison ideò la prima lampadina a incandescenza. L'affermazione di questo sistema di illuminazione è dovuta sia alla facilità di impiego, alla tonalità e alla costanza della luce, sia al rapido progredire dell'industria elettrica che ha consentito di portare ovunque l'energia elettrica.
Successivamente anche il sistema di illuminazione a incandescenza venne superato dall'impiego dei tubi a scarica, di più elevata efficienza luminosa; attualmente è sostituita dai tubi e dalle lampade dette impropriamente fluorescenti.
L'illuminazione per i cristiani
L'illuminazione nei riti della Chiesa primitiva è attestata dagli Atti (20, 9): "Nella sala superiore dove erano riuniti erano accese parecchie lampade". Necessaria perché la celebrazione spesso avveniva durante le ore notturne, l'illuminazione era però particolarmente ricca per rendere più solenne il rito. Le moltissime lampade rinvenute nei cimiteri cristiani attestano l'uso della luce come simbolo del seguace di Cristo "luce del mondo"; i neobattezzati tenevano una lampada in mano; la tradizione apostolica della fine del II sec. prescriveva l'accensione di una lampada all'inizio del rito eucaristico.



