È il secondo appuntamento con l’arte visiva a Canto 27, il suggestivo ristorante forlivese con sede nella piazza Guido da Montefeltro di fronte al complesso Museale di San Domenico, dedicato a Remo Suprani, giovane ravennate di indubbio talento.
Le opere esposte, tratteggiano una visione del paesaggio portato all’essenza, rivelazioni di luce sulla natura che ci circonda, orme di un passato, fantasmi d’architetture che lasciano un’impronta sul futuro, orizzonti emozionali dipinti dalla mente e dall’inconscio.
Suoi sono i bruni, i grigi, i rossi bordeaux ed infine il blu cyan, l’ultimo introdotto sulla sua tavolozza.
“l’Albero” è l’elemento che più di ogni altro caratterizza il paesaggio di Remo Suprani, una serie pittorica di grande interesse artistico per l’originalità d’interpretazione.
Nei suoi paesaggi si ergono silenti in solitaria unicità, nascondono saggezza antica, parlano una poesia sussurrata, le loro fronde si muovono ad una leggera brezza, i tronchi sono allungati, esili e scarnificati come sculture giacomettiane.
Remo Suprani è l’artista che pone l’uomo e il suo vissuto al centro dell’esperienza creativa.
Sulle orme delle massime stagioni espressive del ventesimo secolo, l’artista sigla un percorso d’espressione pittorica che, nella proiezione futura della realtà contemporanea, svela le emozioni senza tempo che scaturiscono dalla vita dell’uomo di sempre, immerso nella parabola delle proprie inquietudini ed incertezze, ma anche nell’elisse percettibile del sogno e della rinascita.
Suprani nasce a Ravenna nel 1965, dai genitori assorbe la passione per l’arte ed inizia a disegnare fin da bambino, cosa che poi perfezionerà nella tecnica frequentando il Liceo Artistico.
Dopo molti anni di ricerca arriva alla tecnica che gli è più congeniale, l’olio alchidico, uno speciale medium “da velatura” in particolari tonalità, ottenute con la collaborazione di un chimico di una nota azienda bolognese.
Severo critico di se stesso, alieno dall’inseguire mode e frenesie del momento, Suprani ricerca una dimensione lirica di luce e colore che traspare dai suoi lavori, siano essi “paesaggi”,”interni” o “ritratti”…
Grazie al rapporto con alcune gallerie, le sue mostre sono presentate in diverse città italiane a cui seguono esposizioni in California, New York e a Montecarlo, solo per citarne alcune. Performance e istallazioni, sono ospitate in diversi luoghi istituzionali fra i quali, il Palazzo della Provincia a Ravenna, Palazzo Lettini a Rimini o al Palazzo della Ragione a Mantova, oltre a diverse altre sedi europee.
Referente per opere dell’artista ravennate è la Galleria L’IMMAGINE di Cesena, che cura anche l’organizzazione di questa mostra.
P.zza Guido da Montefeltro, 47121 Forlì.
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