
In Italia sono ancora tante le strutture agricole, magazzini e capannoni, che presentano la copertura in amianto. È dal 1992 che questo materiale è fuori legge ma, non essendo obbligatoria la sostituzione, sono tante le strutture rimaste invariate. Secondo l’Ispels (istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro) i siti da bonificare sono 26 mila, un numero importante considerando che i capannoni ad uso agricolo occupano 100 milioni di metri quadrati.
Una soluzione piuttosto interessante arriva da Fieragricola che ipotizza la sostituzione dell’amianto con i pannelli fotovoltaici. Ciò consentirebbe di ammortizzare i costi e il gestore dei servizi energetici riconoscerebbe un incremento di 5 centesimi al KWh. Un’iniziativa che permette di coniugare il risparmio energetico con una sostituzione necessaria per un rispetto dell’ambiente.
Spesso, gli agricoltori che hanno continuato a mantenere la copertura in amianto lo hanno fatto per evitare di sostenere costi eccessivi per lo smaltimento. L’idea di utilizzare dei pannelli fotovoltaici supportata dall’incentivo economico è un’ottima strategia che offre all’agricoltore la possibilità di produrre energia pulita approfittando di questa situazione. Anche lo Stato ha i suoi vantaggi perché, in questo modo, riduce la presenza di amianto sull’intero territorio nazionale a beneficio di tutti i cittadini che potranno avere la garanzia di un ambiente sano.
Negli ultimi mesi, il settore agricolo, è al centro di diversi dibattiti che riguardano un impiego maggiore dei pannelli solari affinché possa iniziare un cambiamento verso l’uso di energia pulita per le diverse realtà territoriali. Dalle serre agli allevamenti per avere una produzione energetica autonoma e rispettosa del benessere del territorio.



