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Enerqos è una società  di engineering operante nel settore fotovoltaico. La nostra missione è progettare e realizzare sistemi altamente tecnologici, a massimo rendimento e performanti nel tempo, in grado di produrre energia pulita, competitiva nei costi e soprattutto inesauribile. 

Tagged in: Energia Ambiente
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Energia, Ambiente
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Argomenti
Fotovoltaico
Recensione

Forniamo sistemi fotovoltaici in modalità "chiavi in mano", offrendo al cliente totale assistenza in ogni suo passo, dalla progettazione all'installazione, dal supporto alle operazioni finanziarie allo svolgimento delle pratiche amministrative, fino alla gestione ventennale dell'impianto.

In ogni progetto, Enerqos individua ed integra ingegneristicamente la migliore tecnologia disponibile, grazie alla forza di un Gruppo che sviluppa al proprio interno soluzioni tecnologiche innovative e servizi ad elevato valore aggiunto e alla partnership con i migliori fornitori tecnologici.

In momenti di passaggio epocale, quale è stato il decennio dei cosiddetti anni Zero, nuove sfide si pongono alla politica e all'economia, perchè insieme sconfiggano le crisi strutturali del capitalismo e propongano modelli nuovi per gli anni a venire.

Allo scoppiare della recente crisi finanziaria globale, però, le istanze di rinnovamento non erano esclusivo appannaggio del sistema economico-finanziario dei paesi sviluppati, ma dovevano attribuirsi anche ad una più comune e universale richiesta di cambiamento nella fruizione delle fonti di energia, di fronte ad un progressivo aggravarsi delle condizioni ecologiche del pianeta.

Un peggioramento evidente, testimoniato dalle periodiche crisi di disponibilità dei combustibili fossili e dalle saltuarie (ma sempre più gravi) tragedie ambientali, un fenomeno sociale al quale le istituzioni e le aziende non potevano che rispondere velocemente.

Con l'obiettivo di creare nuovi paradigmi di sviluppo economico sostenibile, alcuni paesi (in prima fila il Giappone e la Germania) hanno preso alla lettera i dettami del Protocollo di Kyoto, favorendo l'accesso alle fonti di energia rinnovabile (eolica e fotovoltaica su tutte) attraverso un'intelligente e ben mirata legislazione in materia di tariffe ed incentivi alla produzione.

Quando, il 15 febbraio 2006, su ispirazione della corrispondente legge tedesca, il parlamento italiano istituì il "conto-energia", il mercato delle energie rinnovabili, ancora immaturo, fu finalmente avviato a raggiungere la sua maturità .

In questo contesto legislativo mosse i primi passi Enerqos, una società che ha fatto del fotovoltaico lo strumento per assolvere ad una missione, un'idea del futuro tecnologico e industriale elaborata dai soci fondatori a partire dalle proprie esperienze professionali ed umane.

Nel 2005 Stefano Goracci, un giovane imprenditore toscano impegnato da qualche anno in attività legate all'ambiente (smaltimento rifiuti, solare termico, fotovoltaico), incontrò Marco Landi a Chianciano in occasione di una conferenza organizzata dal locale Rotary club.

Questi, terminata una carriera di successo che l'aveva visto a capo di gruppi multinazionali quali Texas Instruments e Apple, approffittò dell'invito per esporre un sogno che coltivava da quando potè assistere alla nascita, presso Nizza, di Sophia Antipolis: fondare un polo tecnologico-industriale in Toscana, nel segno della superiore qualità della vita riconosciuta in città quali Siena.

Goracci colse lo spunto per fare visita Landi e proporgli la realizzazione del progetto.

Dopo che i due ebbero sondato invano il terreno per questa ipotesi, parve evidente che la via più sicura che conducesse a una simile missione sarebbe partita dal basso: così, nella primavera del 2006 nacque la prima idea di Enerqos, un'azienda che coniugasse alta tecnologia, incentivo alla ricerca e attenzione al territorio, investendo nella qualità del servizio energetico fornito.

Per dare vita ad un progetto di largo respiro, non è sufficiente approfittare di un'apertura di mercato, nè basta la stessa idea di partenza, per quanto grandiosa: un'impresa, infatti, è sempre figlia del tempo e delle idee, ma vive grazie al lavoro indefesso degli uomini.

Così, in quella primavera successiva agli incontri fra Landi e Goracci e all'approvazione del "conto-energia", l'esigenza della nascitura società era la creazione di un saldo e fidato team di manager che decidessero di partecipare non solo con le capacità sperimentate, ma anche economicamente, ad un'avventura umana e imprenditoriale che desse nuova luce alle carriere di ciascuno.

Giorgio Pucci fu il primo ad essere contattato da Landi, perchè riponesse nel progetto le sue peculiari capacità di gestore di reti di marketing e vendita maturate fra l'elettronica e le telecomunicazioni (Texas Instruments, Bull, Nokia) e perchè si occupasse di radunare i migliori elementi incontrati nel corso della sua carriera.

A questo punto fu il turno di Mauro Marcucci, già collega in Texas Instruments e compagno di università di Pucci, per occuparsi dell'efficienza dell'azienda in termini di qualità del lavoro: i tre manager, così, si ritrovavano a lavorare insieme dopo molti anni.

Quindi, si rese necessario un uomo di grande esperienza che si occupasse del settore finanziario, parte fondamentale di un business quale il fotovoltaico ad alta concentrazione di capitali: per questo compito fu chiamato Bruno Pavesi, anch'egli manager di lungo corso, che già aveva lavorato in Bull con Pucci e che per molti anni aveva diretto BTicino.

Al gruppo mancava, infine, un uomo che si dedicasse alla ricerca e allo sviluppo, il vero motore di ogni impresa tecnologica di qualità : fu chiesta, dunque, la collaborazione del prof.

Pierangelo Terreni, già compagno di studi di Pucci e Marcucci e preside della facoltà di Ingegneria dell'università di Pisa.

Ormai il team era completo: un amalgama coerente di persone legate fra loro da lunghe collaborazioni e salde amicizie, pronte a rivoluzionare le proprie carriere e a rischiare i guadagni di una vita con un progetto di alto profilo.

Avviare un'impresa nel mercato del fotovoltaico era una novità per tutti, con l'eccezione del solo Goracci: perciò, Marco Landi decise di trascorrere l'estate negli Stati Uniti, con lo scopo di studiare le mosse delle ESCO americane e imparare da loro.

Qui gli capitò di notare come molti ex colleghi o concorrenti (in particolar modo, fra chi aveva lavorato coi semiconduttori) avessero deciso di reinvestire le proprie capacità e i propri capitali, passando dall'elettronica al fotovoltaico.

I due business, in effetti, benchè separati dalle destinazioni d'uso dei prodotti sono accomunati innanzitutto dalla materia prima di partenza, il silicio: inoltre, come hanno avuto modo di vedere e provare i soci di Enerqos, il settore delle energie rinnovabili stava vivendo quella stessa rivoluzione che, a partire dagli anni Settanta, aveva portato gli elaboratori da ingombranti macchine condivise, a lenti terminali di un solo apparecchio fino agli agili personal computer.

Le fonti di energia alternative, insomma, stavano attraversando un cambio di prospettiva sostanziale: lo sviluppo tecnologico dei pannelli, lo studio accurato dell'efficienza energetica, l'abbattimento dei costi dei componenti (anche in virtù di tariffe agevolate) rendevano finalmente possibile una capillare diffusione di impianti rispettosi dell'ambiente che fossero allo stesso tempo, fonte di energia per l'economia di un territorio, ma anche occasione di sfogo per il lavoro e per la ricerca nello stesso tempo.

Il primo consiglio d'amministrazione dei sei soci fondatori servì a stabilire la linea strategica della nuova società : abbandonata ogni intenzione di divenire produttori di componenti, a causa delle specifiche contingenze del mercato italiano (competenze tecnologiche non adeguate, alto costo del lavoro), e per via dell'eccessivo onere per il capitale aziendale, fu presa la decisione di concentrare gli sforzi sull'intero downstream della costruzione di una centrale ad energia fotovoltaica.

L'idea era quella di abbinare ad un'eccellenza sostanziale dei pannelli e alla ricerca di novità tecniche un servizio qualitativamente unico nella gestione della centrale energetica: la scelta del sito, la progettazione del campo, il controllo dello stesso e la sua messa in garanzia attraverso accordi assicurativi di nuova concezione costituirono insieme un progetto ambizioso di ingegneria per il quale si rendeva necessario un grande investimento in capitale umano, oltre che finanziario.

Da qui venne il nome Enerqos, perchè simboleggiasse un'azienda, sì, che lavorasse nel campo dell'energia, ma che assolvesse a questo compito con l'intenzione di raggiungere una qualità superiore: perciò, le linee-guida furono di cogliere ogni insegnamento possibile dai primi contratti per maturare esperienza e costruire un'immagine completa del business e di porsi un obiettivo ambizioso come entrare in borsa al quinto anno di attività , per stimolare la crescita del progetto.

Alla fine del primo anno, quindi, si assestò definitivamente lo schema operativo dell'azienda: in primo luogo, venne acquisita la quota di maggioranza di SAMARES, società di Sandra Magnani, grande esperta di telecomunicazioni, impegnata nel controllo dell'efficienza degli impianti di produzione energetica.

In questo modo, fu possibile installare presso il polo tecnologico-universitario di Navacchio (Pisa) una vera e propria centrale di telecontrollo che monitorizzasse a distanza i campi costruiti nell'intero territorio nazionale.

Questo servizio, chiamato Osiride, si doveva integrare alla possibilità di inserire nei contratti una clausola assicurativa da stipularsi con le banche e gli istituti che, consapevoli della resa sempre maggiore delle energie alternative e della rilevanza sociale degli investimenti fatti nel senso della preservazione ambientale, accettassero di garantire tutti i componenti materiali da eventuali danni arrecati da cause naturali o di forza maggiore.

Il sistema chiavi in mano era ormai definito e l'impresa poteva esprimere tutte le sue potenzialità di crescita nella duplice veste dell'Operation & Maintenance.

Così, nei successivi anni, Enerqos, che nel frattempo aveva stabilito la sua sede a Monza (poi spostata a Sesto S.Giovanni) e aveva aperto filiali estere in Francia, Grecia, Stati Uniti e Cina, conquistò la posizione predominante nel mercato italiano e, al consolidarsi del suo ruolo industriale, all'affermazione del suo modello imprenditoriale, alla graduale ma inevitabile soluzione delle confusioni burocratiche che hanno sempre storicamente bloccato l'industria italiana, potè finalmente espandere le prospettive e determinare nuovi limiti per il raggiungimento della missione che aveva guidato l'intera avventura.

Indirizzo
Viale Edison,110
(palazzo C)
20099 Sesto San Giovanni (MI)
Nazione
Italia I
Tipo indirizzo
NESSUNA SELEZIONE
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Fax
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