Architettura e Lighting Design

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Giuliana Ledda

Negli edifici che progettiamo, soprattutto nel caso di terminal aeroportuali, centri commerciali o stazioni ferroviarie, caratterizzati da grandi profondità del corpo edilizio, la luce riveste un ruolo particolare e nel dettaglio assume grande valore la combinazione tra luce artificiale e luce naturale.

Il controllo dell’illuminamento è uno dei requisiti che concorrono al benessere dell’organismo, nella sua relazione dinamica col contesto ambientale.

Le persone amano la luce diurna, si sentono a proprio agio negli spazi che possono giovare di questo apporto e sentono il bisogno di avere un contatto con l’esterno. Questa considerazione è alla base dei nostri progetti e comporta una costante sfida nella progettazione di questi edifici, dove le differenti volumetrie del corpo edilizio generano spazi con diverse caratteristiche dal punto di vista dell’illuminazione.

Si passa infatti facilmente da ambienti inondati di luce proveniente da facciate vetrate o da lucernari zenitali, fino a spazi senza illuminazione naturale. Per questi motivi la luce artificiale gioca un ruolo altrettanto importante in quanto ad essa è affidato il compito di mediare i passaggi tra spazi caratterizzati da differenti gradi di illuminazione, integrando la luce naturale nelle ore diurne e sostituendola in quelle notturne, dando omogeneità agli spazi e restituendo la sensazione di comfort a passeggeri, visitatori e lavoratori che attraversano e vivono questi ambienti.

Il nostro lavoro di progettazione sulla luce parte quindi dal controllo di quella naturale attraverso la pelle dell’edificio. Infatti l’involucro degli edifici, la ‘pelle’, si definisce un’interfaccia dinamica proprio perché è in grado di rispondere a condizioni climatiche specifiche.

Oggi abbiamo a disposizione software che consentono la modellazione e la simulazione dell’illuminazione naturale che sono in grado di analizzare la relazione tra la “pelle” dell’edificio ed il fenomeno luminoso e ci consentono di bilanciare al meglio il rapporto tra parti vetrate e parti cieche, scegliere la migliore performance delle vetrazioni o introdurre sistemi dinamici di regolazione dell’ingresso della luce solare in relazione alle ore del giorno, all’orientamento, alla stagione.

Ed è a questo punto che il lavoro sulla luce naturale si incrocia con quello sulla luce artificiale, e sulla sua gestione, per il quale ci avvaliamo prevalentemente della competenza di un lighting designer, il quale conosce le tecniche per forgiare la luce in ragione delle esigenze degli spazi, scegliendo la corretta tipologia di apparecchi di illuminazione ma soprattutto integrandola con sistemi di piattaforme intelligenti.

Tali sistemi consentono di gestire l’intero impianto d’illuminazione associando un indirizzo ad ogni apparecchio luminoso per dare sia il massimo del comfort visivo sia il controllo dell’impatto energetico in termini economici e di sostenibilità ambientale.

In edifici di grandi dimensioni tutto questo offre notevoli vantaggi quali la dimmerabilità delle lampade e la possibilità di studiare scenari di illuminazione che variano a seconda dell’attività che si svolge in un determinato ambiente, oltre ad assicurare il controllo del risparmio energetico e della manutenzione.

Questo approccio progettuale contribuisce a ricreare ambienti confortevoli, in cui la luce non fa solo parlare di sé ma semplicemente ci aiuta a vivere gli spazi sentendoci naturalmente a nostro agio.

Giuliana Ledda Associate Director Architecture ONEWORKS, Milano

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