Fra illusione e realtà il nuovo modo di esporre

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L’Ara com’era‘. Ara Pacis, Roma. Il racconto multimediale, realizzato in uno speciale connubio fra realtà aumentata e virtuale, consente una visita immersiva e multisensoriale che offre una esperienza innovativa di confronto con il monumento, lo spazio urbano, la figura dell’Imperatore Augusto e gli usi e costumi del periodo (Cortesia Zètema)

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un profondo cambiamento legato al mondo della museografia.

Il “museo” – inteso nella sua più ampia accezione come luogo destinato alla raccolta, conservazione e fruizione di oggetti di varia natura ai quali viene riconosciuto un particolare valore o significato a livello socio-culturale – si avvia sempre di più a superare attraverso la tecnologia la frattura concettuale fra arte e scienza

La tecnologia oggi sta proponendosi come lo strumento ideale in termini contemporanei per riportare l’unitarietà e la massima coincidenza fra discipline umanistiche e discipline scientifiche. Queste due forme di sapere infatti, fino ad oggi concepite come forme di conoscenza distinte, oggi si correlano e si compenetrano tra loro, grazie alle possibilità offerte da un diverso approccio conoscitivo che si traduce in una soluzione univoca di espressione della realtà. Oggi il mondo scientifico tende infatti ad accedere alla realtà espositiva anche attraverso la tecnologia, sempre più elemento primario ed essenziale nella vita del Museo.

Gli allestimenti virtuali

Oltre ad apportare evidenti migliorie qualitative nella concezione degli allestimenti in senso pratico e a consentire enormi vantaggi dal punto di vista conservativo garantendo una flessibilità totale degli spazi, le acquisizioni tecnologiche – sempre più determinanti nella comunicazione – sono infatti la chiave per creare suggestioni e scenari inediti e sorprendenti, che si traducono in un’esperienza totalizzante da parte dei fruitori che sempre di più passano dall’essere semplici spettatori a divenire attori della propria esperienza.

Gli allestimenti sono ormai frequentemente concepiti in modo da garantire un’esperienza immersiva e totalizzante, mirata – a seconda del tipo di evento – a ricostruire un’ambientazione, restituire una configurazione o ripercorrere un avvenimento, dalla progressione temporale del palinsesto architettonico di una città fino alla restituzione virtuale su una superficie di una cromia originale ormai totalmente assente.

La capacità di restituire un’esperienza visiva, tattile ed emotiva completa è un elemento di grande attrazione e suggestione, che stimola la nostra curiosità e rende l’esperienza della visita particolarmente attraente per tutte le fasce di età.

La multimedialità si configura in modo netto come una forma di confronto e comunicazione attuale e diretta, completamente in linea con i cambiamenti delle nostre abitudini, utenti di un’interfaccia smartphone sempre più familiare e presente.

Negli ultimi anni, il livello di risoluzione fotorealistica, la compattezza e la facilità di utilizzo dei sistemi multimediali è tra l’altro notevolmente cresciuta, tanto da permettere l’allestimento di eventi e veri e propri musei interamente virtuali nello spazio urbano.

I Viaggi nell’Antica Roma

Ad esempio, nella primavera romana, l’allestimento di spettacoli multimediali a cadenza bisettimanale dedicati a far rivivere la storia del Foro di Cesare e del Foro di Augusto è diventato un appuntamento fisso e molto ambito da diversi anni.

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Viaggio nei Fori‘. Foro di Augusto, Roma. Lo spettacolo utilizza in modo originale e creativo i ruderi per dare l’impressione che a parlare siano soprattutto le pietre stesse (Cortesia Zètema)

I Viaggi nell’Antica Roma sono due spettacoli straordinari e innovativi che permettono agli spettatori di partecipare ad una ricostruzione del mondo dell’antica Roma, arricchita da informazioni, dettagli e curiosità.

Curati da Piero Angela e Paco Lanciano, con la collaborazione di Gaetano Capasso e la Direzione Scientifica della Sovrintendenza Capitolina, gli spettacoli si svolgono attraverso la proiezione di filmati e di videoproiezioni digitali che ricostruiscono l’aspetto dei luoghi nell’antica Roma direttamente sulle superfici dei monumenti e prevedono l’utilizzo di appositi sistemi audio con cuffie che forniscono informazioni di grande rigore storico e scientifico in 8 lingue.

Gli spettacoli hanno modalità di fruizione e durata differente; quello nel Foro di Cesare è itinerante e parte dalla storia  degli scavi realizzati fra il 1924 e 1932 per la costruzione dell’attuale via dei Fori Imperiali, si sofferma sui resti del Tempio di Venere e consente la suggestione della vita quotidiana di quell’epoca a Roma quando funzionari, plebei, militari, matrone, consoli e senatori passeggiavano sotto i portici del Foro, facendo “riapparire” le taberne ed altre curiosità. Lo spettacolo si conclude con una ricostruzione virtuale della Curia, nuova sede del Senato romano.

Per lo spettacolo del Foro di Augusto, gli spettatori assistono dalle tribune allestite sulla via adiacente ad una multiproiezione di luci, immagini, filmati ed animazioni, con la ricostruzione della gigantesca statua dell’Imperatore accanto al Tempio di Marte Ultore.

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‘Viaggio nei Fori‘. Foro di Augusto, Roma. Ricostruzione virtuale di una delle esedre semicircolari laterali del Foro, finemente decorata, integrata da proiezioni informative sulla localizzazione dello spazio. Per gli spettatori è prevista una visione statica, dalle tribune appositamente allestite (Cortesia Zètema)
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‘Viaggio nei Fori‘. Foro di Augusto, Roma. Proiezione della gigantesca statua di Augusto, alta 12 metri, che dominava l’area accanto al Tempio di Marte Ultore (Cortesia Zètema)

Un altro affascinante viaggio nel passato della Città Eterna – L’Ara com’era – permette invece di ammirare l’Ara Pacis, celebre costruzione eretta far il 13 ed il 9 a.C. per celebrare la Pace instaurata da Augusto sui territori dell’Impero, nei suoi colori originali, permettendo inoltre una ‘visita’ dell’intero rione, il Campo Marzio, all’epoca dell’Imperatore Augusto.

Attraverso ricostruzioni in 3D e l’utilizzo di realtà virtuale ed aumentata, i visitatori si trovano immersi nel passato, possono “volare” sull’altare, planare sul rione, assistere alla ricostruzione di un sacrificio romano, compiuto da veri attori, ed ammirare l’aspetto originale della costruzione, caratterizzato da un’affascinate policromia, sempre accompagnati in tutto il percorso da un racconto coinvolgente di profondo impatto emozionale, in 5 lingue. Lo spettacolo combina l’utilizzo di diverse tecnologie, con la creazione di mondi virtuali in cui vengono inseriti sia personaggi reali che ricostruzioni in computer grafica.

Attraverso l’impiego di particolari visori a realtà aumentata, elementi virtuali e reali si fondono direttamente nel campo visivo dei visitatori, mentre una particolare applicazione di realtà aumentata riconosce la tridimensionalità dei bassorilievi e delle sculture effettuando un ‘tracking’ in tempo reale, e apparendo agli occhi del visitatore in modo totalmente realistico.

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‘L’Ara com’era’. Ara Pacis, Roma. Attraverso l’utilizzo di un particolare visore di realtà aumentata, elementi virtuali e reali si fondono direttamente nel campo visivo dei visitatori, che vivono un’esperienza particolarmente realistica ed efficace (Cortesia Zètema)

Le riprese tradizionali in green screen con il coinvolgimento di attori veri sono state inserite in un ambiente a 360° attraverso software particolari.

L’esperienza, vissuta ad oggi da più di 52.000 visitatori, risulta particolarmente coinvolgente ed efficace, ed allarga la conoscenza della storia di un monumento a quella di un tessuto urbano e di una società, indagandone riti, miti e consuetudini.

L’experience multimediale di altri mondi

Sebbene il mondo archeologico abbia trovato un terreno particolarmente fertile per queste applicazioni innovative, che sembrano concepite per valorizzare, attualizzare e presentare storie ed oggetti antichi, la multimedialità e l’impiego di tecnologie innovative non è certamente esclusiva di questo specifico segmento.

Il desiderio di coinvolgere ed offrire esperienze estreme di contatto e comunicazione profonda agli spettatori è una politica comune al meccanismo stesso del concepire, dell’allestire e del presentare eventi di qualsiasi natura.

Ad Amsterdam, nell’antico birrificio della Heineken convertito a spazio espositivo, è stato allestito ad esempio Heineken Experience, un’experience multisensoriale nel corso della quale – oltre ad apprendere come viene prodotta la birra dalla materia prima – lo spettatore stesso si “trasforma” in birra all’interno di un contenitore, in una sala in cui suoni, proiezioni, leggeri schizzi d’acqua e movimento dei sedili costruiscono uno spazio virtuale fortemente realistico e coinvolgente.

Ancora, di recente allestimento è la D-Day Experience a Saint–Côme-du-Mont, nei pressi di Utah Beach in Normandia, spazio dedicato alla rivisitazione multisensoriale dello sbarco. Dopo essere entrato in un hangar buio, lo spettatore sale su un vero aereo da trasporto paracadutisti della 101° Airborne, e – dopo l’accensione motori ed il rullaggio – attraverso il ricorso a effetti speciali proiettati sui finestrini e applicati alla struttura del velivolo vive l’esperienza del decollo, del sorvolo sulla Manica sotto il fuoco nemico e di un atterraggio con un motore a fuoco che, una volta atterrati, si estende ad un prato intorno, in un’esperienza intensa e mozzafiato.

In conclusione…

Luce ed effetti speciali si configurano oggi come uno dei punti nodali nella museografia e nell’allestimento; la loro interazione è sempre studiata e calibrata, affinché si supportino a vicenda, senza annullarsi o disturbare le loro specifiche funzioni.

Le nuove tecnologie consentono oggi di offrire prestazioni sempre più complete e sofisticate, con una invasività estremamente contenuta ed un livello qualitativo molto elevato; la flessibilità e la facile gestione degli impianti ci consente una libertà di movimento ed una flessibilità fino a poco tempo fa impensabili, mentre, a livello conservativo, la drastica diminuzione dei fattori di rischio nelle emissioni spettrali, la diminuzione dei livelli di calore emesso e la possibilità di monitorare in tempo reale tutti i parametri ambientali si configurano come elementi strategici nella vita di un museo.

Se ad esse si aggiungono poi le potenzialità di altri sistemi multimediali, fortemente impattanti a livello comunicativo ed emotivo, abbiamo le chiavi per fornire, attraverso la tecnologia, una risposta completa ed attuale a tutte le esigenze di un contesto che, sempre più, si connota come un elemento essenziale nella crescita individuale e sociale.

(a cura di arch. Alessandra Reggiani, lighting designer – Roma)

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