Gli itinerari didattici della luce in Italia

Studenti del Master di primo livello Lighting Design & Technology del Consorzio POLI. design di Milano in visita presso la sede centrale de iGuzzini illuminazione (courtesy: Consorzio POLI.design)

La luce (sia naturale, che artificiale) è un “materiale” fondamentale dell’architettura e del Design ed imparare a progettare correttamente un’illuminazione è un percorso formativo complesso ed articolato.

In questa nostra Inchiesta abbiamo voluto fare il punto in merito ai principali percorsi dedicati alla formazione illuminotecnica attivati presso alcuni istituti universitari italiani

Se parliamo di formazione universitaria, dobbiamo subito premettere che gli aspetti tecnici fondamentali che si riferiscono allo studio dell’Illuminotecnica spesso vengono trattati nei corsi di Fisica Tecnica e come fondamenta in tutti i corsi di Lighting Design, mentre gli aspetti relativi all’uso architettonico della luce – trattata non solamente secondo parametri scientifici, ma percettivi ed interpretativi di un progetto nella sua interezza – sono sviluppati seguendo diverse modalità nei corsi di progettazione della luce all’interno dei corsi di laurea in Architettura, Design ed Ingegneriae nei Master dedicati.

Un altro aspetto più specifico ma ugualmente significativo in materia di formazione è quello dello studio dell’oggetto “apparecchio di illuminazione”, che viene sviluppato nell’ambito del Product Design, importante sia per acquisire la capacità di innovazione progettuale per nuove lampade, ma soprattutto per capire le funzionalità e le caratteristiche d’uso di quelle esistenti.

Dobbiamo sottolineare tuttavia che i corsi universitari non bastano completamente a formare un “lighting designer”. Sono infatti decisive e necessarie la
ricerca e la pratica, per poter apprendere completamente le capacità di seguire un corretto progetto d’illuminazione.

Come accade in tutte le discipline professionali, soltanto il rapporto diretto e la collaborazione all’interno delle realtà lavorative del settore possono portare ad un’autonomia professionale. Ecco perchè questa ricerca ha cercato di sottolineare le relazioni della didattica con le attività di ricerca e con le applicazioni del progetto, l’uso dei laboratori e la collaborazione degli Atenei con le Istituzioni, il territorio, gli studi professionali e le aziende.

L’OFFERTA FORMATIVA

A Napoli e a Roma

All’Università degli Studi di Napoli “Federico II l’insegnamento è supportato da una grande attività di ricerca che porta la didattica ad un continuo confronto con progetti reali e possibilità di approfondimento di ricerche condivise fra diversi Atenei. Si determina così un trasferimento di competenze professionalizzanti ed al contempo si creano legami tra Università e territorio.

Attualmente il gruppo di ricerca, coordinato dalla prof.ssa Laura Bellia del Dipartimento di Ingegneria Industriale, sta svolgendo ricerche in ambito illuminotecnico che riguardano l’ottimizzazione dell’uso della luce naturale in ambienti interni con riferimento alla qualità dell’ambiente luminoso, alla riduzione dei consumi energetici, agli effetti non-visivi della luce ed alla sostenibilità ambientale. Per queste ricerche sono state instaurate collaborazioni con l’ Università di Palermo e l’Università di Pisa. Inoltre, si stanno conducendo indagini sull’uso della luce per i Beni Culturali ed in particolare per il patrimonio archeologico attraverso una convenzione con la Soprintendenza di Pompei.

A Roma, negli anni, il Master in Lighting Design MLD della Sapienza, è diventato il centro catalizzatore della didattica sulla luce, ma anche della multidisciplinarietà della materia, con prestigiose collaborazioni in diversi ambiti e un’attenzione particolare all’ambito dei Beni Culturali.

Il Master dipende dal Dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza, ma allo stesso tempo si avvale del supporto del LFT&T Laboratorio di Fisica Tecnica e Tecnologia del Dipartimento di Architettura, Università RomaTre. Il Laboratorio – oltre ad essere di supporto formativo alla didattica – è finalizzato ad attività di ricerca e conto terzi, con misurazioni, prove e collaudi per progetti innovativi. Questa struttura crea una sinergia che lega le diverse realtà universitarie, compresi anche altri corsi di Architettura ed Ingegneria che ne utilizzano le competenze. Per la convenzione con Areti (Acea) per il progetto qualità della luce per Roma Capitale, ad esempio, sono stati coinvolti (e lo saranno anche nella seconda fase), studenti ed ex-studenti del Master ma anche ex-studenti del corso di Fisica Tecnica per il restauro dell’Università degli Studi Roma Tre.

Sempre a Roma nella Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale (ICI) della Sapienza  il tema dell’Illuminotecnica viene trattato – seppur generalmente in modo sintetico – nei corsi di Fisica Tecnica (SSD ING-IND/10-11). Nel corso di laurea triennale in IngegneriaEnergetica (presidente dell’area prof. Livio de Santoli), lo stesso tema viene invece trattato in modo più approfondito, grazie ai 12 CFU destinati al corso di Fisica Tecnica.

Di più, dal prossimo manifesto del corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Energetica 2021/22, appena approvato dal Consiglio di Area Didattica, sarà attivato un corso dedicato alla progettazione illuminotecnica, Lighting Design, destinato al curriculum in Applicazioni dell’Ingegneria Civile e al curriculum in inglese. Il corso, tenuto dal prof. Fabio Bisegna, sarà in lingua inglese, e andrà a completare i “Cenni di progettazione illuminotecnica” che sono trattati nel corso di Smart Cities, tenuto dallo stesso docente, nell’ambito dello stesso corso di Laurea Magistrale.

Per quanto concerne le attività di ricerca, storicamente le problematiche illuminotecniche sono trattate sia negli aspetti tipicamente legati al risparmio energetico (integrazione luce naturale-luce artificiale), sia nell’integrazione con il contesto urbano, sia ancora in relazione agli effetti visivi e non visivi legati alla radiazione luminosa.

A Milano

Il Politecnico di Milano, sesto Ateneo a livello mondiale nel ranking delle Università per quanto riguarda il settore ‘Arts and Design’, offre diverse opportunità in materia di progettazione illuminotecnica.

La Scuola del Design prevede, nell’ambito della sua offerta formativa, insegnamenti dedicati al progetto dell’illuminazione: un corso monodisciplinare di “Progettazione illuminotecnica” al secondo anno della Laurea in Design degli Interni è tenuto, uno dal prof. Pietro Palladino ed un altro con lo stesso programma dal prof. Maurizio Rossi.

Un Laboratorio di Lighting Design al primo anno della laurea magistrale in Interior and Spatial Design inoltre completa la preparazione con l’utilizzo dei software dedicati; sono tra l’altro davvero numerose le esperienze didattiche di Product Design rispetto agli apparecchi di illuminazione anche nell’ambito del corso di Laurea di Design del Prodotto dove gli studenti sono spesso chiamati a progettarli e prototiparli.

La Scuola di Architettura, Urbanistica, Ingegneria delle costruzioni prevede invece l’insegnamento di “Progetti di illuminotecnica” del prof. Pietro Palladino come corso monodisciplinare al secondo anno della Laurea Magistrale, dove si prevede anche l’uso dei software e l’applicazione di essi ad un progetto specifico in funzione dell’esame finale; infine il progetto di illuminazione è un insegnamento integrato nella Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio.

Il Consorzio POLI.design, fondato dal Politecnico, offre invece un corso post Laurea, un Master di primo livello in Lighting Design & Technology che ha come obiettivo la formazione di figure professionali in grado di seguire l’iter progettuale e produttivo dell’illuminazione, nell’architettura degli interni, negli esterni urbani, nell’allestimento museale e temporaneo, nelle residenze e nello spettacolo, volgendo l’attenzione all’analisi e sintesi dei processi metodologici di ideazione, organizzazione e realizzazione del progetto di illuminazione, in relazione con le produzioni e innovazioni tecnologiche del settore e con una particolare attenzione agli aspetti socioculturali fruitivi della illuminazione artificiale.

Didattica e ricerca sono inoltre supportate dall’attività del Laboratorio LUCE, Laboratorio di Progettazione, illuminotecnica, fotometria e colorimetria del Dipartimento di Design che lavora insieme ad aziende del settore e fornisce un importante contributo per il mercato dell’illuminazione, per prove e collaudi in progetti innovativi nel settore della luce e del colore.

A Venezia

All’Università IUAV di Venezia la luce è oggetto di studio all’interno del Corso di Laurea Magistrale in Architettura e del Corso di Laurea in Disegno del Prodotto e Multimedia e del Corso di Laurea in Interior Design. I docenti coinvolti sono per l’area di Design i professori Francesca Cappelletti e Piercarlo Romagnoni, per l’area Architettura Antonio Carbonari, Luigi Schibuola, Massimiliano Scarpa e Fabio Peron. Nei corsi si affrontano la conoscenza e comprensione dei fenomeni fisici negli ambiti dell’illuminotecnica utili per la progettazione degli artefatti attraverso la formulazione dei principi teorici di base e la loro applicazione. Si intende sviluppare l’autonomia di giudizio dello studente portandolo a operare scelte e selezionare materiali e prodotti e a discriminare fra obblighi normativi e gradi di libertà progettuali.

Per quanto riguarda la ricerca con riflessi nell’ambito didattico gli ambiti di investigazione delle attività recenti si sono rivolti in particolare alle diverse metriche di analisi dell’illuminazione circadiana e alla valutazione del comfort visivo negli ambienti di lavoro, all’analisi delle performance dei sistemi di schermatura e all’interazione della luce con oggetti di interesse culturale.

IUAV è partner del progetto di ricerca DAYKE-Italy, focalizzato sull’indagine dell’illuminazione naturale nelle aule universitarie tramite questionari e simulazioni. La collaborazione con le aziende si svolge con stage per i laureandi e anche con la presenza di tecnici provenienti dal mondo produttivo per conferenze e lezioni all’interno dei corsi di studio.

IUAV è soggetto attivo nella realizzazione di corsi di formazione specifici progettati insieme con le aziende per approfondire specifiche tematiche di interesse. IUAV è membro attivo e socio della Rete Innovativa Regionale (RIR) Venetian Smart Lighting, sistema di imprese e soggetti pubblici e privati che sviluppa e sostiene iniziative di promozione in ambito Smart Lighting, approvato dalla Regione Veneto con DGR n. 938 del 22 giugno 2016 nell’ambito della LR 13/2014. In questo contesto IUAV partecipa al progetto di ricerca TEMART, focalizzato su tecnologie e materiali per la manifattura additiva applicata anche al campo dell’illuminotecnica.

A Milano, Roma, Firenze

Nel contesto di tre delle sue sedi strategiche in Italia, la vocazione Internazionale e multidisciplinare dello IED, Istituto Europeo di Design, si rispecchia nella struttura dei corsi dedicati. Oltre ad approfondire l’insegnamento del progetto di illuminazione all’interno dei diversi corsi di Design, nello specifico, tre corsi rispondono ad una domanda precisa di formazione sull’argomento.

Per questo prima dell’iscrizione viene previsto un colloquio di orientamento volto a verificare le conoscenze pregresse e la padronanza dei principali programmi di progettazione e design.

Oltre ad una preparazione teorica di base, nei corsi vengono affrontate tutte le principali problematiche e opportunità che hanno a che fare con la progettazione integrata della luce indagando le relazioni che esistono tra l’illuminazione, la psicologia, la sociologia, l’urbanistica, l’arte e il marketing e viene dato spazio al confronto con i più importanti Lighting Designer internazionali. Inoltre un project workdi gruppo su una case-history reale simulerà un vero e proprio incarico professionale e si svilupperà in collaborazione con aziende del settore.

(courtesy: IED Firenze)

A Torino

All’interno del Politecnico di Torino la didattica sui temi illuminotecnici viene erogata a diversi livelli del percorso formativo: i principali corsi in cui si approfondisce il tema sono l’Atelier di Architettura degli Interni, compreso nell’offerta formativa della laurea triennale in Scienza dell’Architettura, il workshop “Il progetto illuminotecnico” organizzato e supportato dal Laboratorio di Analisi e Modellazione dei Sistemi Ambientali (LAMSA), offerto alle Lauree Magistrali di Architettura.

Oltre a questi due corsi, nelle lauree Magistrali di Architettura il tema dell’illuminazione viene trattato come contributo in Atelier incentrati sul progetto dell’edificio, dello spazio urbano e del patrimonio architettonico e paesaggistico e in un Master di primo livello in Interior, Exhibit and Retail Design.

La peculiarità del Politecnico di Torino è la stretta correlazione delle attività didattiche con iniziative progettuali e di ricerca che hanno sperimentato la collaborazione tra Politecnico, Città ed Enti privati. La ricerca in ambito illuminotecnico è sviluppata, nel Dipartimento ENERGIA “Galileo Ferraris” (DENERG), dal gruppo TEBE – Technology Energy Building and Environment, che – per i temi inerenti la luce – svolge attività di ricerca su Landscape Lighting Design, illuminazione urbana e Smart Cities; tecnologie innovative di illuminazione; luce e prestazione energetica negli edifici; luce e benessere dell’individuo, comfort e performance; sistemi di illuminazione diurna e facciate attive; sistemi di controllo dell’illuminazione per edifici Smart.

Fra le ricerche in corso citiamo quella sul “Supporto scientifico per la definizione delle procedure e degli indicatori per la valutazione dell’efficienza energetica di interventi di nuova realizzazione e /o di riqualificazione degli impianti esistenti di illuminazione pubblica (2017-2022)” referente prof.ssa Anna Pellegrino, in collaborazione con il LAMSA.

A Firenze

All’Universitàdegli Studi di Firenze, alcuni corsi riguardo l’illuminazione affrontano i diversi aspetti, tecnici, normativi ma anche sperimentali e di “cultura della luce”. Presso la Scuola di Architettura di Firenze, è stato attivo per alcuni anni ed è in attesa di una sua riattivazione per il prossimo anno accademico un seminario tematico di “Acustica ed illuminotecnica per l’Architettura” dei professori Gianfranco Cellai e Simone Secchi.

Il seminario intende approfondire le conoscenze di acustica e di illuminotecnica artificiale e naturale con particolare riguardo alle applicazioni nel campo della progettazione architettonica e dei componenti per l’edilizia, anche con diretto riferimento alle recenti norme sull’efficienza energetica degli edifici. Oltre agli argomenti propriamente tecnici dell’illuminotecnica, inoltre, il corso tratta anche l’uso della luce nel cinema e nell’arte come riflessione e spunto per la progettazione architettonica.

Il Corso di Lighting Design, tenuto dal prof. Gianpiero Alfarano all’interno del Master in Interior Design del Dipartimento di Architettura Dida, invece, basandosi su ricerche ed esperienze progettuali effettuate con criteri di eco-sostenibilità energetica dal Laboratorio Smart Lighting Design che dirige al Design Campus, propone riflessioni sulla sperimentazione di un concetto diverso di fare illuminazione.

Università degli Studi di Firenze. La sede del Design Campus dove è ubicato il Laboratorio Smart Lighting Design (courtesy: Università di Firenze)

Questa differenza consiste nella ricerca di nuovi materiali e nuove applicazioni per ottenere luce a basso consumo, ma anche nel rifondare nuovi principi di educazione alla luce attraverso nuovi e inediti stimoli percettivi; privilegiando analisi di confronto tra alcuni interventi innovativi che possono aver avuto ricadute sostanziali sull’intera cultura del progetto della luce più che al successo delle singole realizzazioni.

A Pisa

All’Università di Pisa, il riferimento nel campo dell’illuminazione è il Laboratorio di Illuminotecnica e Acustica, responsabile scientifico prof. Francesco Leccese. Il Laboratorio LIA, (Lighting and Acoustics Laboratory), presso la Scuola di Ingegneria, Dipartimento DESTeC (Dip.to di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni) è stato costituito nel 2005 per rispondere alle nuove esigenze didattiche e di ricerca della Scuola di Ingegneria, in particolare negli ambiti dell’Ingegneria Civile, dell’Ingegneria Edile e dell’Architettura.

Nel Laboratorio si affrontano diverse tematiche di ricerca, tra le quali in particolare – per quanto riguarda gli aspetti della luce e della illuminazione – la valutazione dinamica dell’illuminazione naturale e artificiale di ambienti interni, l’ergonomia della visione e l’illuminazione di postazioni di lavoro con videoterminali, lo studio della visione notturna, le tecniche innovative per l’illuminazione architettonica di edifici e monumenti, l’analisi delle prestazioni energetiche dei sistemi di illuminazione, il rischio da radiazioni ottiche artificiali dovute a sorgenti luminose. Agli studenti di Ingegneria ed ai ricercatoridi qualsiasi livello il Laboratorio fornisce la possibilità di avvalersi di moderne tecniche sperimentali per la determinazione in campo dei principali parametri caratterizzanti l’ambiente visivo e sonoro utilizzando la strumentazione di misura in dotazione .

A Macerata

All’Accademia di Belle Arti di Maceratapresso il Dipartimento di Progettazione Arti applicate, Scuola di progettazione artistica per l’impresa, alla progettazione della luce è dedicato addirittura un intero corso di studi, il Corso di Design – indirizzo Light Design, con Diploma Accademico di primo e secondo livello.

L’esterno della sede dell’ABAMC, Accademia di Belle Arti di Macerata (courtesy: ABAMC)

Il corso prevede una durata di 3 anni (180 CFA); Light Design + 2 anni di Visual Light Design (120 CFA) per una formazione dedicata alla progettazione artistica della luce, in tutti gli ambiti della comunicazione visiva (spettacolo, allestimenti, esposizioni museali, scenografia d’ambiente, eventi live, light art, architettura e urbanistica, nonché del design illuminotecnico).

I diplomati della Scuola potranno svolgere attività professionali di collaborazione per enti e istituzioni private e pubbliche, per imprese di produzione del prodotto, presso studi di progettazione e libera professione sia nel settore della progettazione della luce dedicata all’architettura che nel mondo dello spettacolo. Completano la formazione esperienze di stage, workshop, seminari, ecc.

ALCUNI PERCORSI FORMATIVI NEL DETTAGLIO: LE  INDICAZIONI DEI DOCENTI, L’OFFERTA

Napoli.Una proposta articolata

Laura Bellia

Per Laura Bellia, professoressa di Fisica Tecnica ambientale, presso il Dipartimento di Ingegneria industriale, Università di Napoli “Federico II”“…A Napoli l’illuminotecnica trova spazio in diversi ordinamenti didattici di corsi di laurea e post-lauream. In ciascun corso o modulo gli obiettivi formativi sono diversi, così come gli approcci metodologici. L’obiettivo comune consiste nel promuovere negli allievi una consapevolezza rispetto alle tematiche più attuali del progetto illuminotecnico, sensibilizzandoli sui vari aspetti che concorrono a definire la qualità degli ambienti luminosi, sia interni che esterni, per lo sviluppo di una cultura progettuale orientata all’integrazione efficace delle diverse esigenze (comfort visivo, comfort non-visivo, risparmio energetico, sostenibilità) ed al dialogo tra le diverse figure professionali. Le attività didattiche alimentano e sono alimentate dai risultati delle attività di ricerca che si svolgono presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale”.

Università di Napoli “Federico II”

La didattica sulla progettazione illuminotecnica si ritrova dunque in diversi corsi ed è affiancata da un interessante lavoro di ricerca svolto in Ateneo.

Il Corso di Illuminotecnica (9 CFU) rivolto agli studenti delle Lauree Magistrali di Ingegneria edile, Ingegneria Edile-Architettura e Ingegneria Elettrica, è il più completo. Mira da un lato a trasmettere le basi della disciplina e dall’altro a far apprendere le tecniche e metodologie di progettazione, con l’obiettivo di avviare gli studenti alla pratica professionale.

Nel Master of Science in Design for the Built Environment è presente un modulo di Lighting Design (4 CFU), in lingua inglese, integrato nel corso di Technological Design Studio.

L’illuminotecnica trova spazio anche in corsi post-lauream: presso la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, il corso di “Impianti tecnici per il patrimonio costruito” (3 CFU) è in parte dedicato ai sistemi di illuminazione per i Beni Culturali e nell’ambito del Master Universitario di II livello in Restauro e Progetto per l’Archeologia è presente un corso di “Progettazione impiantistica e illuminotecnica” (3 CFU). In entrambi i casi, l’obiettivo è quello di fornire agli specialisti (architetti, archeologi, restauratori) le competenze necessarie per interagire in modo consapevole con gli specialisti del lighting design, in una logica di approccio progettuale integrato.

Misurazioni effettuate dagli studenti presso l’area archeologica di Pompei (cortesia: Università di Napoli “Federico II”)

La didattica è inoltre supportata dal Laboratorio di Fotometria e Illuminotecnica, una struttura del Dipartimento di Ingegneria Industriale, con esercitazioni teorico-pratiche di illuminotecnica e di simulazione con specifici software.

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Roma. Luce e Architettura

Stefano Catucci

Secondo il prof. Stefano Catucci, direttore del Master in Lighting Design dell’Università La Sapienza di Roma: “..il Master in Lighting Design di Roma è incentrato sul progetto della luce non solo come risorsa tecnica, ma come materia dell’architettura la cui vocazione non è soltanto funzionale, ma espressiva. Gli studenti ricevono una preparazione tecnica professionale di alto livello, la cui qualità è testimoniata dall’altissimo gradimento che trovano nel mondo del lavoro: più del 70% dei nostri diplomati sono oggi impiegati in Italia e all’estero nelle grandi aziende del settore, negli studi professionali, nelle amministrazioni pubbliche, dalle soprintendenze ai musei. Sappiamo che essi portano con sé dall’esperienza del Master non solo competenza tecnica e reti di contatti, ma soprattutto una cultura architettonica della luce che permette loro di controllare un progetto dall’ideazione all’esecuzione, essendo in grado di intervenire in ogni momento della realizzazione, dagli elaborati di progetto, al cantiere ed al collaudo”.

Master in Lighting Design MLD, Università la Sapienza di Roma

Il Master in Lighting Design MLD, giunto alla XVIII edizione, ha come obiettivo la formazione del lighting designer e del lighting project manager, figure professionali altamente specializzate e fortemente richieste dal mercato del lavoro.

Il Master vanta una forte identità disciplinare e una assoluta specificità in particolar modo nel settore dei Beni Culturali; realizzato in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è patrocinato dal MiBACT e dalle associazioni di settore AIDI, APIL, ASSIL, ASSODEL, oltre ad avvalersi del supporto tecnico-strumentale del LFT&T Laboratorio di Fisica Tecnica e Tecnologia del Dipartimento di Architettura, Università RomaTre.

Roma. Misurazioni effettuate presso la Cappella Sistina (courtesy: Università la Sapienza, Roma)

Gli studenti sono coinvolti sul campo in attività prestigiose, dalla definizione delle linee guida per l’illuminazione del Colosseo, al supporto nel progetto dell’illuminazione della Cappella Sistina, dal progetto illuminotecnico per la Colonna Traiana e l’Emiciclo Napoleonico dei Fori Imperiali, alla consulenza al Comune di Roma per gli interventi migliorativi a valle della trasformazione a LED degli impianti di illuminazione pubblica, fino allo studio recentissimo sulle Mura Aureliane, o alla convenzione con il Teatro dell’Opera di Roma.

Le Mura Aureliane e i Mercati di Traiano, sono al centro di una collaborazione del Master con Areti (Acea) che nel secondo semestre 2021 prevede un bando di partecipazione aperto agli studenti, oltre a quelli già impiegati nella prima fase.

Grazie all’ausilio del Ministero degli Esteri, che ha messo a disposizione negli anni numerose borse di studio, è stato avviato un processo di internazionalizzazione, che ha visto partecipare studenti provenienti da tutto il mondo.

Roma. Master Lighting Design MLD. Verifiche, studi ed indicazioni metodologiche per l’attuazione del progetto “Qualità della luce” che riguarda interventi migliorativi successivi alla nuova Illuminazione a LED per il Comune di Roma (courtesy: Marco Frascarolo, Coordinamento didattico MLD)

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Firenze, Milano, Roma. La luce come esperienza di ricerca

Consuelo De Gara

Per la dott.ssa Consuelo De Gara, coordinatrice del Corso di Specializzazione in Lighting Design–Progettare la luce, allo IED di Firenze: “..Illuminare significa dare alla luce la materialità che gli è comunemente negata. Di solito usiamo la luce per illuminare le cose, ma per me la luce è prima di tutto una materia prima per costruire lo spazio”. Sta in queste parole di James Turrell il fondamento teorico dell’approccio non convenzionale di questo programma didattico, immaginato come un vero e proprio laboratorio di ricerca sulle valenze architettoniche e le potenzialità espressive della luce. Il corpo docenti, costituito da professionisti di primo piano del lighting design e dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Ottica del CNR, guida gli studenti nell’apprendimento del linguaggio della luce e nella sua declinazione progettuale negli ambiti del Retail, dell’hotellerie e dei Beni Culturali: tutte le esercitazioni si svolgono su case history reali, in collaborazione con brand, istituzioni culturali e aziende di illuminotecnica del territorio”.

IED Istituto Europeo di Design

Lo IED Istituto Europeo di Design, fra i numerosi corsi, propone nello specifico, per le sedi in Italia tre diversi corsi:

A Firenze, Lighting Design – Progettare la Luce, Corso di specializzazione, coordinatore dott.ssa Consuelo De Gara, è rivolto a laureati o diplomati in Architettura, a Interior Designer, Ingegneri, Product Designer e specializzati in campi affini, ai professionisti del settore dei Beni Culturali. Il corso è strutturato in 2 moduli: al primo, teorico tecnico, fa seguito un modulo progettuale formulato come una vera e propria esercitazione pratica che affronta le diverse fasi e i diversi ambiti della progettazione. Verranno infine fornite tutte le coordinate essenziali per orientarsi nel panorama professionale del lighting design e facilitare connessioni dirette con il mondo del lavoro. Un’attenzione particolare sarà inoltre rivolta a stabilire relazioni con il mondo della produzione industriale in modo da facilitare l’accesso diretto all’innovazione tecnologica.

“The Time is now” Progetto IED a Pitti Uomo (courtesy: IED Firenze) (photo: Stefano Casati)

A Milano, Lighting Design Experience, Corso di specializzazione, coordinatore arch. Beatrice Spirandelli, si avvale di prestigiose aziende partner, grazie alle quali è stato rinnovato il Light Lab, uno spazio nel quale i partecipanti avranno modo di sperimentare le differenti funzionalità degli apparecchi di illuminazione e delle sorgenti luminose.

A Roma, Lighting Design, Corso di Formazione Avanzata, coordinatore arch. Adriano Caputo, che si avvale di due importanti aziende partner per la didattica e del patrocinio di AIDI.

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Torino. Per trasmettere la cultura della luce

Anna Pellegrino

Opinione della prof.ssa Anna Pellegrino, del Dipartimento Energia DENERG del Politecnico di Torino è che: “..La cultura in ambito illuminotecnico può essere il risultato di percorsi di formazione differenti, di natura professionale, frutto di curiosità e interesse personale o, più spesso, di un percorso di formazione che ha origine e si sviluppa in ambito universitario, per poi completarsi, attraverso l’esperienza diretta, nell’esercizio della professione. Il Politecnico di Torino da molti anni si occupa di trasmettere la “cultura della luce”. Il tema dell’illuminotecnica e in particolare della progettazione della luce viene trattato nell’ottica di fornire non solo principi teorici ma un insieme di conoscenze, competenze, metodi e strumenti, necessari a concepire e gestire il progetto della luce, sia essa naturale o artificiale. Le iniziative dell’Ateneo che hanno avuto la luce tra i temi protagonisti hanno visto intrecciarsi e compenetrarsi attività didattiche, iniziative progettuali e di ricerca e hanno sperimentato la collaborazione tra Politecnico, Città ed Enti privati”.

Politecnico di Torino

L’ambiente universitario del Politecnico di Torino offre la possibilità di condurre esperienze innovative di progetto, di studiare sistemi tecnologici evoluti, e, grazie all’ibridazione tra esperienze didattiche e applicazioni reali a carattere professionale, crea processi virtuosi di trasmissione della cultura della luce e arricchisce la pratica grazie al contributo originale degli studenti.

Il recente workshop sul caso reale del progetto del Masterplan di Ateneo, ha avuto come tema lo studio dell’illuminazione notturna delle aree esterne del Campus Ingegneria, nell’ottica di un progetto funzionale, volto a garantire il benessere visivo, la sicurezza, l’orientamento e l’individuazione di punti di riferimento nel Campus, promuovendo l’adozione di sistemi innovativi e sostenibili.

Le esperienze extra-didattiche le competenze illuminotecniche interne all’Ateneo hanno avuto occasione di trasformarsi in concreta progettualità, con la collaborazione allo sviluppo del progetto per l’illuminazione affidato allo studio Light Follows Behaviour,
UK.

Un’altra esperienza con finalità scenografica, è stata invece quella di “Polito in Light” condotta da un team studentesco che ha realizzato un’installazione luminosa temporanea per la corte d’onore del Castello del Valentino, sede storica dell’Ateneo e del Campus Architettura, inserita nel circuito torinese di “Luci d’Artista”.

Torino. Castello del Valentino. “Polito in Light” (courtesy photo: Politecnico di Torino)
Torino. Castello del Valentino. Dettaglio installazione “Polito in Light” (courtesy photo: Politecnico di Torino)

L’iniziativa studentesca Polito in Light nata nel 2015 si è avviata nel 2019 ad una fase di rinnovo di questo progetto per ricostruire l’opera in assetto definitivo e con materiali idonei a resistere agli agenti esterni e atmosferici. Il Comune di Torino si è reso parte attiva dell’iniziativa inserendo poi l’installazione in modo definitivo nel circuito della manifestazione cittadina.

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Firenze. Coniugare sperimentazione e creatività nella luce

Gianpiero Alfarano

Secondo il prof. Gianpiero Alfarano, direttore scientifico del Smart Lighting Design – Lab: “..Oggi due ambiti di ricerca trattano gli aspetti ‘Luce/Uomo’ con scarsissimi punti di incontro, l’Illuminotecnica, con metodologie tecnico-scientifiche di verifica e quantificazione della qualità, e l’Arte della luce, che con atteggiamento sperimentale ricerca soprattutto l’impatto emozionale. Abbiamo cioè la necessità di metodi e competenze coerenti con il “Progetto della luce”, in un approccio integrato di lettura critica della fenomenologia in stretta relazione alle potenzialità tecnologiche. La scelta coerente per affrontare aspetti eco-energetici e di piacevolezza del contatto visivo è un utilizzo sistemico delle proprietà illuminotecniche, che sappiano modulare contenuti culturali dall’espressione comunicativa della luce: far riconoscere nelle vibrazioni cromatiche degli oggetti e degli spazi i valori formali che li hanno generati”.

Smart Lighting Design – Lab, Università di Firenze

Lo Smart Lighting Design – Lab, laboratorio universitario congiunto nell’ambito del LMD-Laboratorio Modelli per il Design, del Design Campus dell’Università di Firenze è stato istituito per orientare a nuovi processi creativi coinvolgendo ricercatori, esperti del settore, aziende e soprattutto giovani aspiranti designer ed avere possibilità di sperimentare in modo concreto le ultime acquisizioni tecnico-scientifiche nel settore del lighting.

Il laboratorio adotta strumentazioni 3D Print di ultima generazione insieme ad altre attrezzature specialistiche per sviluppare progetti sperimentali. Tra le sinergie che il laboratorio è in grado di innescare nel processo creativo, una parte di rilievo viene occupata dal know how accreditato in questi ultimi anni dalle esperienze congiunte in ambito universitario dalla ricerca teorica e ricerca applicata.

Progetti come Nuova luce a Ponte Vecchio, che ha condotto alla realizzazione del nuovo impianto di illuminazione con tecnologia LED per il Ponte Vecchio di Firenze e il contest La luce che si fa vedere, hanno permesso di avvalersi di esperienze concrete di collaborazione con importanti aziende del settore arrivando anche alla realizzazione di nuovi prodotti esclusivi di illuminazione.

Università di Firenze. Smart Lighting Design – Lab. Alcune delle attività condotte dal Laboratorio (courtesy: Design Campus – Università di Firenze)
Università di Firenze. Smart Lighting Design – Lab. Alcune delle attività condotte dal Laboratorio (courtesy: Design Campus – Università di Firenze)

Un altro settore di incentivazione all’esplorazione di campi applicativi è costituito dall’adozione di esperienze ottenute dalle ricerche sperimentale effettuate in ambito universitario sui pigmenti fotoluminescenti di nuova produzione industriale in collaborazione con un’azienda italiana: ricerche e sperimentazioni si svolgono sulla progettazione di apparati luminescenti che utilizzano l’energia vegetale per alimentarsi attraverso tecnologia Planc-microbial fuel cell (P-MFC). Un’energia ad impatto zero e totalmente green sviluppata dal processo fotosintetico delle piante: lo studio intende favorire reciprocità e integrazione tra Natura, Scienza e Design.

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Macerata. Un percorso didattico per competenze differenziate

Francesca Cecarini

Per la prof.ssa Francesca Cecarini, coordinatrice del corso in Light Design presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata: “..Il triennio ha un piano di studi dedicato il primo anno alla formazione nel basic light design, il secondo al progetto luce per lo spettacolo ed il terzo al progetto luce per l’architettura e l’Exhibit. Chi vuole proseguire gli studi può accedere al biennio dove il percorso didattico approfondisce ed affina le proprie competenze in ambiti differenziati della progettazione della luce, la luce per la scenografia urbana e multimediale, il Design di prodotto, la Light Art, la luce per l’Interior Design e la direzione della fotografia. Ai miei allievi dico sempre che chi progetta la luce è indubbiamente un “mediatore culturale”, qualcuno che trasforma il linguaggio visivo in altri linguaggi espressivi. Secondo me è una figura che si avvicina di più al concetto di autore, a metà tra le conoscenze tecniche del progettista e la cultura artistica tipica della tradizione accademica”.

Corso in Light Design, Accademia di Belle Arti di Macerata

Nel corso di in Light Design di tre anni, diploma accademico di primo livello, la formazione è sia teorica che pratica con esperienze seminariali ordinarie: presso una struttura teatrale, dove vengono utilizzati dagli studenti sia gli apparecchi di illuminazione che il mixer luci, in modo da poter progettare l’allestimento delle Audizioni Live di Musicultura e fare gli operatori al mixer; alla fine del secondo anno gli studenti partecipano poi attivamente all’allestimento del festival Musicultura presso lo Sferisterio di Macerata; nel terzo anno i seminari sono incentrati sull’architettura d’interni e d’esterni.

Progettazione dell’allestimento per Musicultura Festival (courtesy: ABAMC)

Nelle esperienze didattiche pratiche straordinarie sono stati selezionati gli studenti più meritevoli che hanno avuto l’occasione di lavorare con i docenti e con i professionisti alla realizzazione concreta dei progetti.

Nel corso degli ultimi anni si segnalano i progetti luce per l’opera lirica in collaborazione con il Macerata Opera Festival presso il Teatro Lauro Rossi e la convenzione/contratto con il Comune di Macerata, per l’ideazione artistica di progetti di Light Design per la valorizzazione delle architetture storico-artistiche e monumentali della città.

Macerata. Accademia di Belle Arti. Prove di illuminazione in piazza

Per quest’ultimo compito, il gruppo di progetto allievi/docenti ha sviluppato una Light Design Strategy e la messa in opera degli impianti per la nuova l’illuminazione esterna dello Sferisterio e zona limitrofa e della Piazza della Libertà.

(a cura di arch. Sara Berta Borzelli & Berta Architetti, Roma)

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