Il Product Design come sistema/servizio al mercato

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Daniele Varesano

In oltre sessant’anni di attività, 3F Filippi ha modificato sostanzialmente la progettazione degli apparecchi per gli impianti produttivi e per il terziario.

Se dovessimo in qualche modo individuare gli elementi che hanno stimolato e influenzato l’attività di product design, potremmo elencare tre fattori: lo sviluppo delle nuove tecnologie, le nuove esigenze segnalate dal mondo delle attività produttive e da quello dei servizi, gli stimoli e le riflessioni nate da un continuo confronto con i progettisti.

Esaminando il primo aspetto, vediamo che l’influenza maggiore è venuta dall’affermarsi definitivo del LED come sorgente luminosa per gli apparecchi: in una fase iniziale, i produttori di apparecchi di illuminazione hanno riconvertito gli apparecchi già realizzati con altre sorgenti, mentre ora sviluppano soluzioni che includono questa tecnologia già dall’inizio.

Naturalmente questo ha modificato l’approccio progettuale in modo radicale, perché in precedenza erano altre le caratteristiche delle sorgenti di cui tenere conto nella creazione degli apparecchi, come la necessità di controllare il flusso luminoso omnidirezionale delle sorgenti fluorescenti o il forte calore emanato delle sorgenti ad alogenuri metallici. Nonostante gli indubbi vantaggi che il LED ha portato al nostro settore, notiamo oggi il pericolo di una certa omologazione dell’offerta.

A fronte di una progressiva crescita del mercato e dei player, infatti, si è registrato un certo appiattimento tecnico-creativo di quello dei fornitori. In molti casi le differenze fra prodotti omologhi sono ridottissime, dal momento che utilizzano – ad esempio – ottiche molto simili fra di loro sviluppate da fornitori internazionali che perseguono costi ridotti e analoghi trend illuminotecnici.

Ecco perché siamo convinti che in futuro la differenza la faranno quelle realtà in grado di progettare non solo i prodotti, ma anche il sistema dei componenti strategici che li compongono, facendo tesoro del proprio know-how tecnico e del dialogo con lighting designer professionali.

Un altro cambiamento importante è stato quello delle esigenze del mercato: al giorno d’oggi la progettazione delle aziende mostra una crescente attenzione al tema della flessibilità degli spazi richiesta dai committenti, visti i continui cambiamenti di layout necessari all’adeguamento dei cicli produttivi.

Tutto questo influisce sulla progettazione degli apparecchi, che vanno concepiti anche per offrire l’ottimale illuminazione di ogni ambiente, anche in caso di modifica della loro posizione. La stessa esigenza si avverte nella progettazione di spazi contemporanei per il terziario, a cominciare dagli uffici.

I cambiamenti che hanno attraversato il mondo del lavoro hanno reso molto più varia la fruizione degli ambienti, divenuti sempre di più un ibrido fra l’ufficio tradizionale, una location per incontri/eventi e lo spazio domestico.

Per soddisfare queste nuove esigenze, 3F Filippi ha dato vita alla linea 3F Filippi Architectural, con una progettazione che non tiene più conto della sola performance tecnica (consumi e lux), ma dell’utilizzo dei luoghi. Con questa linea, l’azienda ha scelto di confrontarsi direttamente con gli architetti, i referenti più indicati per capire i nuovi trend della progettazione degli spazi di lavoro (soluzioni plug & play, elevato comfort visivo, facilità di ricollocazione degli apparecchi etc.).

Infine, il confronto con i progettisti (architetti e non) è il terzo elemento che ha influito significativamente nell’attività del product design. Se le nuove tecnologie e i cambiamenti del mercato rappresentano uno stimolo esterno, il continuo dialogo con questi professionisti permette di “immaginare” le esigenze del domani e, di conseguenza, considerare in anticipo quali modifiche dovrà (o potrà) avere il modo di progettare gli apparecchi, realizzando per tempo le nuove soluzioni richieste.

Daniele Varesano, Marketing & Design Manager – 3F Filippi 

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