Impianto elettrico, differenze tra livello 1, 2 e 3

La progettazione degli impianti tecnologici è normata dal DM 37/08. Il progetto per l'installazione, trasformazione e ampliamento dell’impianto elettrico è sempre obbligatorio, con la variante che in alcuni casi deve essere redatto da un professionista iscritto all’albo professionale, in altri casi è redatto dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice.

Il deposito della progettazione relativa all'impianto elettrico asseverato da un professionista non è dovuto se l'intervento:
- è relativo ad un immobile la cui estensione è inferiore ai 400 mq (per esercizi commerciali);
- è relativo ad un immobile la cui estensione è inferiore ai 250 mq (per immobili destinati a residenza);
- impegna una potenza complessiva inferiore a 6Kw e differenza di potenziale inferiore ai 1000V;
- non riguarda zone comuni.

Quando ci si affida direttamente ad un’impresa installatrice questa elabora un’offerta economica basata sul dimensionamento dell’impianto elettrico; ma come si fa a capire qual è il corretto dimensionamento dell’impianto per la propria abitazione?

L’impianto elettrico residenziale deve essere conforme alla norma CEI 64-08, che nell’allegato A definisce tre livelli di impianto elettrico: Livello 1 base, Livello 2 standard e Livello 3 domotico. Questa classificazione ha valore normativo e si pone l’obiettivo di assicurare agli utenti che l’impianto sia conforme e abbia le dotazioni prescritte dalla norma stessa.

ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche) fornisce le seguienti definizioni per i tre livelli di impianto elettrico:

Livello 1 base: l’opzione essenziale. È progettato per un utilizzo basilare dell’impianto elettrico, capace di garantire un buon livello di sicurezza ed efficienza. Prevede un numero minimo di punti-prese e punti-luce, circuiti in funzione della metratura dell’appartamento e almeno due interruttori differenziali (il quadro elettrico sarà così composto: generale/salvavita, linea luci, linea prese). Installare in casa un impianto elettrico di LIVELLO 1 vuol dire preservare l’abitazione dal rischio di incidenti domestici dovuti al malfunzionamento dell’impianto, ma anche garantire un’erogazione di energia costante e quindi un’ottimizzazione del ciclo di vita.

Livello 2 standard: per chi sceglie più protezione. Prevede un sistema di controllo carichi per ridurre gli sprechi energetici e ottimizzare l’utilizzo dell’energia elettrica. Soprattutto, prevede l’installazione di videocitofoni e sistemi antintrusione per preservare la casa da minacce esterne. Aumentano punti prese, punti luce e interruttori differenziali del quadro elettrico, si ottiene maggiore attenzione ai consumi e la casa è decisamente più sicura.

Livello 3 domotico: casa al top dell’efficienza e del comfort. È progettato per chi ritiene la tecnologia domotica una componente fondamentale per ottimizzare la vita domestica ed ottenere un considerevole risparmio energetico. L’impianto elettrico si trasforma in un vero e proprio sistema domotico con l’inserimento di almeno quattro funzioni, ad esempio: antintrusione, controllo carichi, gestione comando luci, gestione temperatura, gestione scenari, controllo remoto, sistema diffusione sonora, rilevazione incendio, sistema anti-allagamento e/o rilevazione gas.

Il Livello 1 base garantisce sicurezza, fruibilità dell'impianto ed espandibilità dell'impianto.
Il Livello 2 standard comprende tutte le caratteristiche dell'impianto di Livello 1 base ed inoltre garantisce protezione della casa, la gestione dei consumi elettrici e il risparmio energetico.
Il Livello 3 domotico comprende tutte le caratteristiche dell'impianto di Livello 2 standard e Livello 1 base ed inoltre garantisce innovazione tecnologica, accessibilità, comfort e un maggiore valore alla propria abitazione.

La dotazione di un impianto elettrico consiste in un numero minimo richiesto di circuiti, dispositivi ausiliari (controllo carichi, videocitofono, antiintrusione, ecc.), prese (energia, TV, telefono/dati), punti luce a soffitto o a parete. A seconda che si opti per un livello o per un altro la dotazione impiantistica cambierà, così come sarà diverso il costo per la sua realizzazione, ma anche il “valore aggiunto” che verrà conferito all’appartamento ristrutturato con un nuovo impianto a norma.

L’allegato A della CEI 64-08 indica le dotazioni minime per ciascun livello di impianto. Basandosi sulla normativa, ANIE ha redatto degli schemi che danno contezza della consistenza delle apparecchiature da installare per ottenere impianti elettrici che potranno essere classificati di Livello 1, Livello 2, oppure Livello 3; visionabili nei documenti correlati al presente focus casa.

In generale la dotazione di un determinato impianto dipende da:
- il livello di impianto che si vuole realizzare (1, 2 o 3);
- la superficie calpestabile dell’ambiente (soggiorno, camera da letto, cucina ecc.), escludendo quelle esterne quali terrazzi, portici, ecc. e le eventuali pertinenze.

Come è possibile vedere dai documenti allegati la dotazione impiantistica è crescente man mano che si passa dal Livello 1 al Livello 3. Per tutti i livelli è possibile l’espandibilità dell’impianto, questo vuol dire che in fase di ristrutturazione se è già presente un impianto a norma nella propria abitazione e si volesse modificarlo e/o integrarlo questo è possibile, sempre nel limite consentito dal livello preesistente. Che sia una nuova installazione o una trasformazione o una integrazione, in ogni caso il tecnico installatore dovrà rilasciare la certificazione di conformità ai sensi del DM 37/08.

MAGGIORI APPROFONDIMENTI SULL'ARGOMENTO