La progettazione nel futuro che verrà

progettazione
(cortesia: ASA studio albanese)

 

Gli studi che si occupano di progettazione in questa fase di ripresa stanno facendo il punto sui cambiamenti e sulle nuove sfide che la pandemia ha lasciato a tutti come quesiti aperti.

I progettisti di ASA studio albanese si sono interrogati e stanno lavorando su questi temi, convinti come tanti che l’emergenza Covid-19 ci abbia posti di fronte ad una nuova normalità, sulla quale è ancora difficile esprimere giudizi, e che però si sostituirà in maniera definitiva ai nostri vecchi approcci.

Per ASA studio albanese il periodo di sospensione forzata delle attività ha condotto infatti allo sviluppo di alcuni cambiamenti concreti dal punto di vista delle priorità da considerare nelle procedure progettuali.

progettazione
(cortesia: ASA studio albanese)

 

In primis, il rapporto tra città e campagna e tra azione antropica e natura è destinato ad essere ripensato radicalmente, non solo sotto l’aspetto ecologico ed economico, ma ancor di più sotto quello urbanistico e architettonico.

Se le città svuotate della presenza dell’uomo sono apparse da una parte come le città ideali dei quadri rinascimentali, al tempo stesso si sono popolate di ospiti inattesi, animali e piante che hanno riguadagnato i margini lasciati liberi dai loro abitanti, rivendicando forse una nuova forma di coesistenza. Come stabiliremo le regole di questa nuova normalità? Sarà anche responsabilità degli architetti.

Un secondo grande problema è quello che le abitazioni occupate e abitate in maniera intensiva hanno rimesso al centro dei temi della progettazione l’importanza dell’abitare e delle architetture degli spazi domestici e della loro valorizzazione, anche attraverso l’illuminazione.

Il lockdown in questo senso ha ricordato a tutti gli addetti ai lavori che la differente qualità della vita offerta da una casa confortevole è uno dei sintomi più evidenti del divario economico: uno spazio domestico accogliente con un’illuminazione appropriata, anche solo con elementi minimi di abitabilità, dovrebbe essere un valore non negoziabile.
Alcune di queste riflessioni hanno modificato i progetti in corso nell’ambito dell’attività dello Studio, mentre diventeranno la base dei progetti futuri.

Nel contesto dell’attività dello Studio e delle modalità pratiche di progettazione, l’emergenza ha invece funzionato da incentivo per l’applicazione sistematica di procedure agili utilizzate finora solo occasionalmente, come il lavoro in remoto e le call conference, unite ad una gestione ultraflessibile degli spazi ed alla completa reversibilità degli interventi, anche se la dimensione umana relazionale diretta resta tuttavia un valore fondamentale e non sostituibile.

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