Landscape Design: per rendere il paesaggio notturno un’esperienza

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Egizia Gasparini, Valentina Dellaturca  
DODI MOSS – Architetti e Progettisti del Paesaggio, Genova

La luce naturale come quella prodotta dall’uomo favorisce la visibilità, l’identificazione e l’orientamento delle persone nell’ambiente esterno.

Il suo opposto è il buio, da sempre una delle paure ataviche dell’essere umano. 

Il superamento dell’equazione, ancora molto diffusa, secondo cui “più luce = più sicurezza” – che, sin dal suo nascere ha dato valore all’illuminazione pubblica, facendo di un paesaggio notturno illuminato un paesaggio sicuro – pone la necessità di una risposta multidisciplinare al concetto contemporaneo di “illuminazione urbana”.

In questi termini, il progetto illuminotecnico di uno spazio pubblico esterno porta la sintesi di contributi afferenti, oltre che alla progettazione architettonica e del paesaggio, alla sfera dell’urbanistica, del disegno industriale e della psicologia ambientale.

Risulta quindi di rilevante interesse per i Comuni dotarsi del cosiddetto Piano della Luce affinché sia conosciuto lo stato dell’illuminazione esistente al fine di pianificare tempi e modalità per eventuali sostituzioni e per sviluppare nuove azioni. Senza volere in questa sede approfondire la metodologia progettuale, è importante notare come sia al centro dell’attenzione la creazione di scenari notturni (nightscape e light urbanism) che pongano al centro il fruitore dello spazio, rendendo il paesaggio notturno un’esperienza unica e diversa da quella quotidianamente vissuta durante di giorno.

L’apparecchio di illuminazione non è più considerato semplicemente come un altro elemento nell’organizzazione dell’arredo urbano ma lascia alla luce stessa il ruolo di protagonista negli spazi esterni, sia pubblici che privati.

La luce assume, quindi, diversi significati: da un lato la sicurezza, la connessione, l’infrastruttura digitale, che rendono l’illuminazione pubblica efficiente, performante, a basso consumo e flessibile, dall’altro la luce che si fa scenografia per prolungare la vita degli spazi aperti regalando emozioni, accenti per la costruzione di paesaggi impensabili nelle ore diurne.

In questi termini le scelte illuminotecniche fanno parte a tutti gli effetti del progetto di paesaggio, sia in ambito pubblico che privato, nel contesto della riqualificazione urbana o del nuovo intervento.

Questo è lo stato dell’arte. Quali sono però le domande sul futuro del rapporto luce / buio nelle nostre città? E nel territorio non urbanizzato? Quali sono gli strumenti e gli approcci progettuali che potranno ridurre gli effetti negativi dell’inquinamento luminoso sulla salute umana, ristabilendo un equilibrio tra bisogno di luce e bisogno di buio?

La società digitale del futuro presenterà sfide rinnovate per nuove esigenze: la flessibilità, l’individualità e il controllo saranno ugualmente rilevanti al pari del design della sorgente luminosa.

L’illuminazione è un campo in cui l’industria, il design e la tecnica convergono concretamente e con un dinamismo che non è paragonabile a quello degli altri elementi urbani di tradizione.

Oltre a questi aspetti si stima che entro il 2050 il 40% degli edifici cittadini sarà di nuova costruzione o frutto di interventi di rinnovo consistenti, per soddisfare le crescenti esigenze e la continua crescita delle popolazioni urbane.

Siamo in grado già oggi di vedere le dimensioni future di questo nuovo mercato per l’illuminazione strutturale sistematicamente incorporata negli edifici? E in questi contesti, la nuova città luminosa sarà capace di stabilire una relazione diversa con lo spazio pubblico?

Egizia Gasparini, Valentina Dellaturca  

DODI MOSS – Architetti e Progettisti del Paesaggio, Genova

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