Le proposte dei designer e delle aziende

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La lampada ‘Soffio’ (cortesia: Foscarini)

In queste pagine uno stato dell’arte del lavoro di alcuni dei designer e delle aziende più attivi nel settore, con relazione al rapporto fra tecnologie & digitale, materiali e sostenibilità e replacement dei prodotti   (I parte)

LE NOSTRE DOMANDE

Tecnologie & digitale

Quale tipo di interazione con l’utente è prevista nel progetto del sistema/ della lampada?

Materiali e sostenibilità

Quali logiche inedite hanno supportato la scelta dei materiali nel Product Design del vostro apparecchio?

Replacement

Il Design concept e la progettazione dell’apparecchio hanno tenuto in conto anche i contenuti del suo possibile replacement secondo quanto previsto nella nuova Direttiva Ecodesign?

ANDREA CIOTTI

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Il designer Andrea Ciotti

LAMPADA ‘MIRELLA’

Tecnologie & digitale. La lampada ‘Mirella’ prodotta da 3F-Filippi è la sintesi di un apparecchio per l’ambiente architetturale in cui converge tutta l’esperienza di un’azienda specializzata nell’illuminazione industriale, con il conseguente utilizzo di un know how di alta innovazione tecnologica.

Il progetto parte dal concetto di un apparecchio che non deve mostrarsi in sé, ma che deve divenire altro quando acceso, moltiplicando il volume stesso e adattandosi ai diversi interni con un’illuminazione altamente performante. Può avere controllo remoto con sistema DALI, con sensori che monitorano gli scenari preferiti dall’utente e interfacciarsi con le APP da cellulare o tablet.

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La sospensione ‘Mirella’ (courtesy: 3F-Filippi)

Materiali e sostenibilità. È proprio la tecnologia della produzione dell’apparecchio che lo rende particolarmente innovativo. La lente diffusore in metacrilato è realizzata come un unico estruso con una precisione estrema che lo rende uguale al vetro ma con un peso minore. Per questa difficile lavorazione, per evitare bolle ed imperfezioni nella lente, vengono usati gli stessi macchinari delle lenti per l’automotive. Anche le alette laterali sempre in metacrilato garantiscono una giusta inclinazione della luce per evitare l’abbagliamento e rispettare l’ergonomia

Replacement. L’apparecchio è stato progettato per rendere accessibile con facilità tutta la parte tecnologica dell’elettronica e delle sorgenti luminose. Con un semplice movimento la parte superiore scorre su una slitta e si possono ispezionare così gli elementi tecnici: questo permette che tutte le parti siano disassemblabili e riutilizzabili o riciclabili a fine vita, ma soprattutto sostituibili durante l’utilizzo, per garantire una massima durata e l’eventuale aggiornamento di sistemi e componenti.

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D’ALESIO & SANTORO

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I lighting designer Carlo D’Alesio e Piero Santoro

APPARECCHIO ‘TLED’

Tecnologie & digitale. Più che intorno all’interazione con un singolo utente, abbiamo collaborato nello sviluppo del TLED con l’azienda costruttrice FIDA attorno l’interazione con uno scenario – per determinare valori di IK, IP e performance coerenti con esso. Tale scenario, nel caso di questo apparecchio, è tanto “verticale” quanto decisamente particolare.

E’ un sistema dedicato ad infrastrutture di ingegneria civile, nello specifico ad infrastrutture ferroviarie. Le interazioni da prevedere in questo caso erano distruttive: dall’atto vandalico, al tentato sabotaggio fino alla pulizia con lance a getto d’acqua concentrato, per fare qualche esempio.

Con la sola riqualificazione illuminotecnica di Roma Tiburtina, illuminiamo i viaggi di 57 milioni di passeggeri l’anno. Molte energie sono state dedicate nel cercare un sistema a fila luminosa continua, con una ridotta superficie di output luminoso, e con un parco ottiche che permettono l’utilizzo dello stesso segno grafico in risposta a differenti esigenze illuminotecniche.

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L’apparecchio ‘TLED’ installato presso la stazione Roma Valle Aurelia (photo: N. Nunziata)

Materiali e sostenibilità. Durabilità ed affidabilità sono, come di buona consuetudine progettuale ed esecutiva in queste applicazioni, due cardini del progetto. Ad oggi, il TLED è uno dei pochi apparecchi con frontale in vetro ad esempio, resistente all’esposizione al ferodo dei treni.

L’ottimizzazione dei componenti del sistema permette di ridurre al minimo le parti singole pur potendo offrire un parco ottiche ed elettroniche particolarmente variegato.

TLED grazie alla sua configurazione elettromeccanica permette di estendere la linea elettrica e di controllo DALI agli apparecchi successivi, efficientando costi e manutenzione dell’impianto stesso.

Replacement. Negli ultimi 3 anni si sono alternate diverse generazioni di prodotto finito e l’evoluzione è ancora in corso. Questa natura di sistema evolutivo deve portare insito il concetto di Replacement: il concetto non è limitato all’apparecchio come corpus, ma ad ogni suo componente o sottoassieme, sia meccanico, elettrico o ottico.

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EDOARDO COLZANI

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Il designer Edoardo Colzani

LAMPADA ‘GLOBE’

Tecnologie & digitale. In questo progetto, l’interazione tra utente finale e prodotto, è assolutamente primaria. La lampada ‘Globe’ disegnata per Laurameroni design collection, permette al suo fruitore, la possibilità di gestire la direzione della luce con un semplice gesto. Il paralume, progettato per emettere luce su 2 lati, può infatti ruotare su se stesso di 360 gradi, permettendo a chi la usa di scegliere l’inclinazione di emissione più adatta alle sue esigenze, che esse siano di semplice lettura o di illuminazione di un ambiente.

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La lampada ‘Globe’ (cortesia: Laurameroni design collection)

Materiali e sostenibilità. La ricerca dei materiali e delle forme è stata fondamentale, tanto da impegnare il nostro studio per ben 2 anni di ricerca, prima di arrivare al prodotto finito pronto per il mercato. Il concetto base sta nella lavorazione del paralume, a forma di porzione di sfera con la particolarità di non avere giunzioni o saldature in alcun punto, anche se la sua stessa forma porta a pensare a quello. Un unico pezzo di rame che viene poi finito con lavorazioni manuali in 3 finiture differenti.

Replacement. Si è deciso di utilizzare materiali adatti alla lavorazione in serie oltre che per un possibile riciclo: parliamo di rame e ottone che sono materiali riciclabili al 100%. Studi approfonditi della Comunità Europea dicono addirittura che quasi la metà del rame in circolazione in Europa proviene dal riciclo. Inoltre, il progetto prevede l’utilizzo di una parte della calotta, che viene inizialmente scartata, per lo sviluppo di un nuovo apparecchio luminoso ancora in fase di progettazione.

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FEDERICO PERI

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Il designer Federico Peri

LAMPADA ‘GALERIE’

Tecnologie & digitale. ‘Galerie’ è un progetto dove l’interazione è parte integrante del concept. La lampada da terra prevede infatti che i suoi elementi luminosi si possano afferrare e spostare in altezza a seconda dell’effetto desiderato, così come consuetudine con le antiche lampade ad olio le quali sono il riferimento principale per l’ideazione del progetto.

Galerie infatti nasce dalla reinterpretazione delle tradizionali lanterne, tipicamente trasportabili a mano e appese alle pareti per illuminare ambienti domestici, corridoi piuttosto che strade cittadine.

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La lampada ‘Galerie’ (cortesia: FontanaArte)

Materiali e sostenibilità. La lampada può considerarsi un progetto inedito come utilizzo dei materiali: prevede infatti un mix di materiali che FontanaArte non aveva mai utilizzato in precedenza. Cuoio come impugnatura della lanterna, marmo come base per garantire un solido baricentro, metallo per la struttura e infine vetro come diffusore per la luce. Il diffusore, soffiato in quattro strati di vetro in cui l’esterno e l’interno sono di due diversi colori, appare bianco da spento, ed ambra una volta acceso.

Replacement. Il progetto è stato realizzato nel 2017 e parlando di ecosostenibilità ha previsto l’utilizzo di materiali sicuramente riutilizzabili: pietra, metallo, pelle e vetro sono materie che possono avere una seconda vita, inoltre tutte le singole parti sono facilmente disassemblabili.

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LUCIDI PEVERE

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I designer Paolo Lucidi e Luca Pevere

LAMPADA ‘APLOMB’

Tecnologie & digitale. ‘Aplomb’ è una lampada che nasce da un’intuizione materica, dal contrasto tra un materiale del tutto opaco e la luce. Volevamo innovare nel mondo dell’arredamento lavorando sul cemento come materiale fruibile in ambienti contemporanei, sfruttando la sua estetica grezza su una forma minimale e pura.

L’interazione con l’utente è prettamente estetica, Aplomb è un segno grafico, un cavo elettrico teso dal peso dell’apparecchio. Volevamo una lampada piccola ma di carattere, che si potesse utilizzare in ambienti molto eterogenei e dal design duraturo nel tempo e la difficoltà stava proprio nella gestione del materiale rispetto alle sue dimensioni finali.

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La lampada ‘Aplomb’ (cortesia: Foscarini)

Materiali e sostenibilità. Il cambio di scala nell’utilizzo del cemento è stata probabilmente la sfida più grossa: un materiale utilizzato solitamente “a peso”, qui al contrario lavorato con attenzione al millimetro.

Il corpo illuminante pesa pochi chilogrammi e si raccorda al cavo elettrico con un collo sottile e lungo. Abbiamo cercato di sfruttare l’eleganza delle proporzioni per nobilitare un materiale di fatto povero ed economico e abbiamo speso molte energie con Foscarini per trovare l’impasto giusto da colare, resistente e allo stesso tempo abbastanza fluido oltre a lavorare sull’aspetto della superficie esterna che doveva avere un feeling a metà tra artigianale e industriale

Replacement. La collezione Aplomb è cresciuta negli anni arricchendosi di nuove versioni e di differenti soluzioni illuminotecniche più in linea con l’idea di sostenibilità: si è aggiunta dapprima una soluzione LED “retrofit” per mantenere lo stesso attacco della fonte luminosa tradizionale e in un secondo momento la soluzione a LED integrato. La lampada è completamente disassemblabile in tutti i suoi componenti e permette in fase di smaltimento di separare le varie parti che la compongono.

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MAMMINI CANDIDO

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I designer Letizia Mammini e Valeria Candido

LAMPADA ‘ZOE’

Tecnologie & digitale. ‘Zoe’ è un corpo illuminante fitomorfo prodotto da Olev che si innesta nella base tramite jack, cosa che consente una rotazione totale della luce a 360° gestita dall’utente.

La versione tavolo e da terra è dotata di interruttore a sfioro con possibilità di regolare l’intensità del flusso luminoso. È inoltre disponibile nella versione tavolo la possibilità di ricaricare ad induzione il cellulare e i dispositivi predisposti.

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La lampada ‘Zoe’ (cortesia: Olev)

Materiali e sostenibilità. L’apparecchio nasce come soluzione da esterno e per questo la scelta dei materiali si è subito orientata su materiali in grado di resistere agli agenti atmosferici.

La lampada è stata realizzata in Alluminio Anticorodal dalle ottime caratteristiche meccaniche e resistenza alla corrosione. La lampada viene anodizzata bronzo per garantire un’ulteriore protezione alla corrosione.

L’asta di sostegno è in Acciaio Inox 316L un materiale di alta qualità anche questo adatto all’uso esterno. Tutti materiali totalmente riciclabili. La lampada è realizzata con lavorazioni meccaniche di alta precisione, utilizzate solitamente nel settore automotive, un processo inedito per il lighting, che ci hanno permesso di disegnare nel minimo dettaglio l’apparecchio.

Replacement. Zoe è stata progettata con una particolare attenzione all’utilizzo di materiali ecocompatibili. Lo Studio Mammini Candido è particolarmente sensibile al tema ecologico, in quanto vediamo la nostra attività proiettata verso il futuro: “ci interessa il futuro perché è là che vogliamo trascorrere il resto della nostra vita”.

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MARCO ACERBIS

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Il designer Marco Acerbis

LAMPADA ‘MESH’

Tecnologie & digitale. La lampada ‘Mesh’ nella versione da tavolo a batteria è stata pensata per garantire all’utente una estrema facilità e versatilità di utilizzo: non avendo fili da collegare la lampada può essere posizionata ovunque si voglia e regolando l’intensità luminosa con il tasto touch posto sulla base si creano effetti luminosi sempre nuovi ed affascinanti. Il suo grado di protezione IP 65, non affatto scontato per una lampada a batteria, amplifica ulteriormente gli scenari e le possibilità di utilizzo tra interno ed esterno, sia in ambito privato che in ambito pubblico.

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La lampada ‘Mesh’ (cortesia: Platek)

Materiali e sostenibilità. L’obiettivo principale di questo progetto è stato la volontà di creare una lampada a batteria effettivamente compatibile per l’utilizzo in esterno e che garantisse una durata prolungata della carica. La lampada è infatti dotata di una scheda elettronica che gestisce la carica della batteria per preservare la durata e la vita utile. La progettazione ha richiesto uno sforzo importante nella scelta dei materiali e nella definizione della componentistica, integrati nell’estetica dell’apparecchio.

Replacement. La lampada Mesh, come tutti i prodotti a LED di Platek rispetta la Direttiva Ecodesign. La fonte luminosa a LED garantisce bassi consumi energetici e la scheda elettronica che va a gestire la batteria garantisce la durabilità del prodotto. Inoltre i materiali con cui è realizzata sono facilmente separabili e recuperabili.

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MARIANA PELLEGRINO SOTO

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La designer Mariana Pellegrino Soto 

LAMPADA ‘ALBA’

Tecnologie & digitale. Il concept di ‘Alba’ progettata per Oluce parte da un elemento molto semplice, ispirato ad una goccia d’acqua – utilizzata in modi diversi a seconda del modello. Le forme morbide interagiscono con gli ambienti in una visione scenografica dell’oggetto luminoso.

L’interazione dell’utente non è pragmatica e tecnologica ma tradizionale in quanto l’oggetto viene osservato, ammirato, non deve necessariamente adattarsi all’utente perché appartiene ad un’idea, sì funzionale, ma profondamente decorativa dello spazio e fortemente evocativa di una memoria estetica elegante e “femminile”.

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La lampada ‘Alba’ (cortesia: OLuce)

Materiali e sostenibilità. La qualità dei materiali diventa un requisito connotativo. Tutti gli elementi dei diffusori in vetro sono realizzati a mano, soffiati in modo tradizionale in Italia.

Le parti metalliche delle basi e degli attacchi sono realizzate in metalli riciclabili come l’alluminio. Quindi oltre al progetto formale, la scelta delle finiture e dei materiali è un elemento fortemente riconoscibile e determinante per il design delle lampade.

Replacement. Le lampade sono completamente smontabili, per permettere la sostituzione di ogni parte, non solo della sorgente luminosa, e disassemblare a fine vita gli elementi da riutilizzare o smaltire. OLuce quindi ha previsto la possibilità di sostituzione dei pezzi per garantire la continuità di utilizzo e la durata nel tempo

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MAURIZIO SCUTELLÀ

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Il designer Maurizio Scutellà

LAMPADA ‘PIRCE’

Tecnologie & digitale. La lampada ‘Pirce’ è stata creata con Artemide e interagisce con lo spazio in cui è collocata, attraverso un originale gioco di volumi , luci ed ombre che cambiano in maniera dinamica a secondo del punto d’osservazione: si tratta di un’interazione “intima” sia con l’utente che con lo spazio in cui è collocata.

Materiali e sostenibilità. Da un foglio di alluminio bidimensionale da 4 mm, tagliato al laser, si sviluppa una forma tridimensionale, quasi come un origami luminoso, accentuato ancor di più quando viene accesa. La luce assieme alla forma non simmetrica crea un forte volume scultoreo ed emozionale, che la rende unica. E’ diventata nel tempo una delle lampade più vendute e riconoscibili nel panorama internazionale.

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Alcune versioni della lampada ‘Pirce’ (cortesia: Artemide)

Replacement. Pirce è 100% riciclabile ! Tutto il corpo dell’apparecchio è ricavato da un unico foglio d’alluminio bidimensionale tagliato al laser, imbutito nella zona che ospita la fonte luminosa e quindi piegato: quindi completamente recuperabile ed a impatto prossimo allo zero a livello produttivo.

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PALOMBA SERAFINI ASSOCIATI

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I designer Ludovica Serafini e Roberto Palomba

LAMPADA ‘SOFFIO’

Tecnologie & digitale. Nella lampada da tavolo ‘Soffio’ di Foscarini l’interazione avviene attraverso il gesto intuitivo dello sfiorare il disco in alluminio sulla sommità dell’oggetto.

L’accensione ed il dimmer sono in una posizione insolita ed inattesa, così come tutti gli elementi che costituiscono la lampada: è la differente relazione tra le parti che determina l’innovazione formale dell’oggetto, che appare sospeso sul piano d’appoggio e sembra fluttuare.

In questa “lanterna contemporanea” anche il gesto dell’accensione è quasi l’evocazione del fiammifero che sfiora lo stoppino: l’innovazione nell’interazione non è quindi una nuova tecnologia ma l’uso inatteso e “poetico” di una tecnologia consolidata.

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La lampada ‘Soffio’ (cortesia: Foscarini)

Materiali e sostenibilità. Il vetro e l’alluminio sono entrambi completamente riciclabili, inoltre la sorgente luminosa è estremamente miniaturizzata per nascondersi all’interno del disco superiore.

I LED utilizzati sono stati studiati per una determinata temperatura colore ed intensità luminosa che si avvicinasse il più possibile alla luce ad incandescenza.

L’artigianalità del cono rovesciato in vetro di Murano è solo in apparente contrasto con la contemporaneità del disco in alluminio, ed è l’equilibrio tra i due che genera la magia dell’oggetto.

Replacement. Il prodotto è stato realizzato nel rispetto di tutte le normative attuali. La durata degli oggetti dipende però non solo dal rispetto delle direttive più aggiornate, o dall’uso di componenti durevoli, ma, anche, da un linguaggio contemporaneo e longevo allo stesso modo: gli oggetti devono avere un valore intrinseco ed un’estetica propria, non dipendente da stilemi temporanei.

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SPALVIERI & DEL CIOTTO

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I designer Simone Spalvieri e Valentina Del Ciotto

LAMPADA ‘YARI

Tecnologie & digitale. Nella lampada ‘Yari’ realizzata per Lexon l’interazione con l’utente è stato uno dei temi principali che abbiamo tenuto in considerazione in fase di progetto.

Una task light per definizione è una lampada che deve affiancare l’utente durante una specifica attività, la luce deve quindi poter essere spostata, deve inoltre poter essere cambiata nell’intensità tramite gesti veloci ed efficaci.

Queste operazioni sono state semplificate: basta sfiorare due volte l’interruttore per avere due diverse intensità luminose e lo spostamento della luce è limitato al piano orizzontale per un’ampiezza di 180°. L’aggiunta di una presa USB frontale per ricaricare piccoli gadget elettronici amplifica l’interazione con l’oggetto.

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La lampada ‘Yari’ (cortesia: Lexon)

Materiali e sostenibilità. La richiesta del produttore per questo progetto era quella di realizzare una lampada estremamente performante ma dal costo contenuto, adeguato al segmento di mercato dell’azienda. Abbiamo studiato i vari materiali e siamo arrivati ad utilizzare l’alluminio estruso, che ci ha permesso di tenere bassi i costi di produzione e di avere allo stesso tempo un prodotto sostenibile in fase di smaltimento del prodotto.

La base è in ABS ugualmente riciclabile e il tubo in alluminio si richiude per ridurre i volumi durante il trasporto. C’è da dire però che quando si progetta un prodotto di elettronica composto da molti componenti, non sia ha mai il totale controllo della sua sostenibilità. Parte di un buon progetto dovrebbe quindi essere quella di educare l’utente ad un corretto utilizzo e smaltimento del prodotto a fine vita.

Replacement. Yari è completamente smontabile e non ha parti incollate perciò il replacement di ogni suo componente è sicuramente possibile e pensato in fase progettuale. Detto questo, in un mercato globale frammentato come quello attuale c’è una grande distanza tra la corsa alla produzione e alla distribuzione a basso costo e il reale ed impellente bisogno di migliorare la sostenibilità dei prodotti. Probabilmente in futuro avrà sempre più senso creare una distinzione tra grandi aziende capaci di gestire e rendere sostenibile la complessità del replacement e piccole aziende artigiane che utilizzano materiali e tecnologie che hanno un basso impatto sull’ambiente.

(a cura di  arch. Sara Berta, lighting designer- Roma)

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