Luce e Retail 4.0

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Milano. Gioielleria ‘Vhernier’. Un sistema di gestione DMX permette la rapida regolazione degli apparecchi con lampade Tunable White custom made attraverso l’utilizzo di un tablet, permettendo la creazione di diversi scenari di luce (Cortesia Vhernier)

Sono differenti nell’ambito del Retail le opportunità offerte dalle tecnologie digitali innovative applicate alla gestione della luce, come ad esempio quella dell’“eye tracking”

Nell’ambito del Retail le innovazioni tecnologiche hanno iniziato a diffondersi in un momento nel quale la crisi economica concorreva in modo importante a ridisegnare non solo le strategie progettuali e comunicative, ma l’atto stesso dell’offrire e del comprare.

Dopo un periodo piuttosto lungo contrassegnato da un’economia stabile caratterizzata da un forte flusso di denaro e da un atteggiamento di tipo consumistico, la contrazione provocata dalla crisi ha drasticamente ridimensionato le nostre abitudini, trasformando in modo progressivo l’atto dell’acquisto da momento casuale e comune ad evento pianificato, via via sempre più straordinario e coinvolgente, in alcuni casi sofisticato e fuori dagli schemi dell’ordinarietà.

Sempre più spesso, il punto vendita non è più concepito come lo spazio predisposto solo all’acquisizione di un bene, ma anche come il contenitore di un evento, lo scenario in cui compiere un’esperienza, sempre più avvincente ed accattivante, costruita in modo sapiente su precise esigenze e strategie di marketing.

La scelta e la spesa diventano momenti particolari, nei quali l’ambiente gioca un ruolo di primaria importanza, non solo nel predisporre all’acquisto, ma anche per l’elaborazione di sensazioni e ricordi positivi e gratificanti, che fidelizzino gli utenti al brand e alla location.

In questo processo etico e concettuale, la luce, per le sue capacità di interazione con la nostra psiche e la nostra sfera sensoriale, gioca un ruolo fondamentale non solo nel creare gli opportuni scenari luminosi, nel garantire gli appropriati livelli di illuminamento e nella definizione dei giochi di contrasto, ma anche nel suscitare reazioni ed emozioni.

La tecnologia LED, con la sua miniaturizzazione e la sua facilità di mantenimento e gestione, ha trovato sempre più spazio nel concetto stesso di architettura, assurgendo al ruolo di vero e proprio materiale, integrandosi alle soluzioni progettuali o negli arredi e trovando un nuovo dialogo e confronto con la componente di luce diurna.

L’ambiente visivo non è più impostato su una soluzione univoca ma è contrassegnato dalla flessibilità e dalla mutevolezza, spaziando in scenografie e variazioni che stimolano, guidano, e suggeriscono al cliente suggestioni e proposte secondo una precisa sequenza, ben pianificata e finalizzata a suscitare reazioni positive e gradevoli e l’elaborazione di ricordi duraturi.

L’illuminazione si integra alla composizione architettonica e definisce la sua personalità più come stimolo visivo che come identità formale, contenendo anzi al massimo l’impatto del segno e il personalismo del design affidandosi invece ad un minimalismo sobrio ed elegante.

Tagli, gole, velette, sistemi magnetici, nastri o cavi, incassi trimless dalle dimensioni sempre più esigue caratterizzano nella loro essenzialità lo spazio con un segno discreto e funzionale che enfatizza la bellezza e la personalità della luce stessa che, affidandosi al linearismo, all’uniformità, al raffinato gioco delle gradazioni tonali ed alla dinamicità delle tecnologie di gestione, diviene polo di attrazione e componente essenziale dell’intero progetto.

Scenografie di luce LED dinamica

Negli ultimi anni, l’applicazione di sistemi dinamici – in termini di cambio colore RGB, di gradazioni Tunable White, di regolazione della luce – come l’utilizzo di schermi e proiezioni – sono diventati una prassi negli allestimenti degli interni, coinvolgendo poi con il loro dinamismo e la loro personalità anche gli esterni dei negozi.

I grandi brand della moda, accessori e gioielli ci presentano – soprattutto all’estero – la realizzazione di vere e proprie scenografie di luce a scala urbana, con soluzioni di grande bellezza ed efficacia che legano il marchio all’immediato contesto ed alla città, facilitando l’identificazione della localizzazione del punto vendita. Bulgari a New York o Prada a Tokyo sono solo alcuni fra gli esempi di questa strategia globale di approccio nella progettazione della luce, nei quali la versatilità garantita dagli scenari di luce e dall’interattività delle soluzioni abbatte qualsiasi limite, anche quello fisico e concettuale fra interno ed esterno.

I sistemi di gestione, anch’essi miniaturizzati e resi ancora più flessibili dalla tecnologia wifi e bluetooth, sono sempre più sofisticati e consentono una totale libertà espressiva e creativa, svincolati dal problema dell’invasività dimensionale degli ingombri e dei cablaggi, dando alla luce una libertà ed una potenzialità applicative ed espressive sino ad oggi inimmaginabili.

Miniaturizzazione e interattività sono dunque concetti oggi imprescindibili nello spazio del Retail, che trae una nuova linfa vitale ed espressiva da questa seducente interazione, che consente la massima libertà e personalizzazione dello scenario ambientale, che può essere facilmente costruito giorno per giorno a seconda delle specifiche esigenze.

Proximity Marketing con l’”eye tracking”

Nella gioielleria “Vhernier” in via Montenapoleone a Milano, ad esempio, la luce ambiente e quella delle vetrine sono dotate di sistemi luminosi custom made con tecnologia Tunable White (prodotti da Luce5) e gestiti da un sistema DMX controllato da tablet che permette di applicare la corretta tonalità di luce in relazione al gioiello da evidenziare, spaziando da tonalità più fredde per i diamanti ai toni più caldi per l’oro giallo.

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Milano. Gioielleria ‘Vhernier’. L’impostazione della temperatura colore e dell’intensità luminosa viene settata sia per l’illuminazione generale che per gli espositori, in funzione della tipologia di oggetto presentato e delle sue peculiarità (Cortesia Vhernier)

Oltre alle variazioni tonali, ai cambi colore ed alla modulazione della luce, oggi la tecnologia si sta spingendo sempre più verso l’interazione fisica e diretta con gli utenti, personalizzando ulteriormente l’esperienza dell’acquisto e l’interazione fra cliente e spazio vendita, che acquisisce un peso ancor più sostanzioso.

Oggetti, contenitori e superfici sembrano animarsi al passaggio, al tocco o al semplice sguardo di chi interagisce con lo spazio, esprimendo la propria vitalità e identità attraverso la luce, che plasma, modella, svela, guida ed evidenzia a seconda delle funzioni assegnate.

Particolarmente interessante, in questo senso, il software “The Gaze” basato sulla computer vision (concepito e brevettato da Luce5) e sulla tecnologia di ‘eye tracking’, che oltre a rendere dinamica la luce al passaggio delle persone, è in grado di stabilirne genere, fascia di età e stato d’animo, offrendo un’illuminazione modulata sui dati acquisiti.

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Milano. Gioielleria ‘Vhernier’. Schema di funzionamento del software “The Gaze” basato sulla computer vision, prodotto da Luce5, in cui si evidenzia il dinamismo della luce in funzione della presenza dei clienti, con il riconoscimento degli addetti del negozio per i quali vale un settaggio preimpostato (Cortesia Luce5)

Grazie ad uno speciale sistema, gli addetti al negozio sono esclusi dalle valutazioni al fine di garantire condizioni di illuminamento standard in assenza di clienti, con ampi risparmi sui consumi.

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Schermata tipo della funzione ‘people tracking’, in cui la telecamera analizza la figura umana e individua l’ubicazione e la postura degli utenti (Cortesia Luce5)

Oltre al movimento corporeo, il sistema è in grado di tracciare lo sguardo e di applicare dinamismo e modulabilità anche all’interno delle vetrine, che da contenitori statici inerti acquistano personalità e movimento, arricchendo lo scenario complessivo dell’insieme e proponendo soluzioni espositive nuove ed originali.

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La funzione ‘gaze estimation’ permette di analizzare lo sguardo del cliente dosando la luce in funzione dei dati acquisiti e permette la re-identificazione degli utenti nel tempo (Cortesia Luce5)

Giorno dopo giorno, lo spazio del retail si avvicina dunque sempre più ad un organismo dotato di intelligenza artificiale, in grado di assecondare le aspettative ed i gusti di un pubblico sempre più esigente e interattivo, abituato alla coesistenza con una tecnologia avanzata e sofisticata che costruisce però la sua finalità sulla sfera sensoriale dell’uomo, che resta sempre e comunque – con la sua fragilità, la sua sensibilità e la sua psiche – il centro di tutto.

(a cura di Alessandra Reggiani, lighting designer – Roma)

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