Ospitalità e benessere, oggi e domani

Obbürgen. Waldhotel Health&Medical Excellence (Matteo Thun & Partners) (photo: Andrea Garut) (courtesy: Matteo Thun & Partners)

Nella società dell’era digitale, il settore dell’ospitalità ha attraversato un radicale cambiamento; spazi e servizi hanno assunto caratteristiche sempre più sofisticate e incorporee, superando le tradizionali soluzioni adottate nell’ambito del design

Dai Millennials alla Generazione Z, che nei prossimi anni costituirà una fascia significativa di clientela, le nuove generazioni hanno fatto della tecnologia e della virtualizzazione una metodologia essenziale ed irrinunciabile di comunicazione ed interfaccia.

Amburgo. SIDE Hotel (Matteo Thun & Partners) (photo: Claus Brechenmacher – Reiner Baumann Photography) (courtesy: MatteoThun&Partners)

Oltre al prezzo, inevitabile parametro base, i clienti prestano infatti sempre più attenzione all’innovazione, al design, alla qualità, alla sostenibilità ed all’impatto emozionale della loro esperienza, che sempre più si configura come imperativo che può discriminare la scelta della destinazione; l’hotel diventa parte integrante dell’esperienza stessa, influenzando la gradevolezza e la riuscita di un viaggio.

Studi, analisi e trend del settore mostrano, con evidente chiarezza, una nuova serie di strategie essenziali a soddisfare una domanda che, sempre più, presta attenzione a soluzioni e parametri che definiscono il cliente come un ospite auto-sufficiente, abile ad interagire con la tecnologia e desideroso di personalizzare al massimo la propria esperienza attraverso la connettività, attento alla sostenibilità ambientale ed alla salvaguardia della propria salute, in un connubio fra implementazione di elementi tecnologici e approccio “human centric lighting” incentrato sull’intero processo progettuale e compositivo.

In questo approccio ‘eco-friendly’ e ‘biophilic’, incentrato su sostenibilità, benessere e qualità, la luce – elemento profondamente legato a questi temi – gioca un ruolo chiave non solo per la gradevolezza delle scelte tecniche ed architettoniche – illuminazione diffusa, adeguato livello dei contrasti, giochi di trasparenze e rapporto con le texture dei materiali ed i colori in uso – ma anche per la giusta sequenza dei bioritmi umani e una migliore comprensione della neurofisiologia, connessione fra mente e corpo che ci permette la percezione e l’interazione con lo spazio che ci circonda.

I clienti dei nuovi hotel/Le logiche del wellness

I clienti sono sempre più attratti dal reale interfaccia con la realtà locale dei luoghi, dall’offerta di cibi e bevande salutari e biologiche, dalla sostenibilità ambientale e dalla irrinunciabile gestione ad personam del proprio spazio, in ambienti gestiti interamente da connessioni di rete.

L’utilizzo dello smartphone per controllare le porte, l’uso di comandi vocali per gestire dispositivi e sistemi di regolazione, la possibilità di connessione degli account personali o l’interfaccia automatico con il personale dell’hotel sono solo alcune delle opportunità immateriali che si configurano come apprezzato valore aggiunto per incrementare la gradevolezza di un’esperienza.

L’interfaccia digitale si estende a tutte le categorie di accoglienza, dall’extra lusso a fasce di livello più contenuto, in cui l’offerta e la versatilità dei servizi disponibili sono ridotti in quantità e potenzialità.

La digitalizzazione, che oggi è soprattutto incentrata su un’interfaccia smart, vedrà nei prossimi step- già in uso in alcuni brand – l’utilizzo di intelligenza artificiale, robot, realtà virtuale e realtà aumentata, per spazi caratterizzati sempre più da mobilità e flessibilità in location via via sempre più estreme.

Nella ricerca di armonia, equilibrio e sostenibilità, anche il rapporto con la natura trova una nuova identità: il verde diventa una presenza compositiva dell’architettura o un “materiale” che riveste le superfici architettoniche con una texture viva.

Il rapporto fra architettura, ospitalità e benessere, luoghi e natura è il fulcro ad esempio della poetica degli interventi eseguiti nel settore da Matteo Thun & Partners.

Nel Waldhotel Health & Medical Excellence ad Obbürgen (Lucerna), la struttura a terrazze e i tetti piani isolati in modo naturale si integrano perfettamente nel paesaggio, in un concetto innovativo che estende le tematiche della sostenibilità e della salute all’ospitalità, nell’esperienza di un contatto diretto con la natura incontaminata.

Materiali naturali, forme organiche e colori caldi, illuminati da un attento connubio di luce naturale ed artificiale, creano un forte e continuo legame fra interno ed esterno, incrementato dalla presenza di giardini su diversi piani e da molteplici elementi che raffigurano erbe e oggetti botanici, che rimandano al concetto di healthy living.

La luce – diurna e notturna – si integra all’architettura attraverso vetrate, tagli, asole, incassi, creando effetti morbidi ed armonici, o proponendosi nella evidente purezza delle forme, definite da un’attenta ricerca sui materiali utilizzati, che sottolineano ulteriormente l’eleganza e la bellezza di un ambiente equilibrato.

Interazione con il genius loci e attento studio degli effetti luministici della luce solare, in un contesto a impatto zero, caratterizzano anche il progetto per il Virgilius Mountain Resort a Merano (Bolzano), in un intervento in cui l’uomo, l’architettura e l’ambiente si interfacciano in un progetto olistico che coinvolge tutti gli spazi. La SPA, distribuita su tre livelli, ed un giardino interno di larici, frammento del bosco circostante, enfatizzano l’armoniosa integrazione fra natura e architettura.

Merano. Virgilius Mountain Resort (Matteo Thun & Partners) (photo: Virgilius Mountain Resort) (courtesy: Matteo Thun&Partners)

Il connubio fra luce, acqua ed architettura si configura come elemento base per la creazione di un’esperienza olistica per il corpo e l’anima anche nello stabilimento termale Jod Schwefelbad a Bad Wiessee, nella Germania meridionale.

Bad Wiessee. Jod Schwefelbad (Matteo Thun & Partners) (photo: Matteo Thun & Partners) (courtesy: Matteo Thun & Partners)

La successione di quattro atri inondati di luce, e la sapiente distribuzione degli apparecchi di luce artificiale, guidano gli ospiti in un percorso distributivo armonico in cui tutti gli elementi compositivi convergono in un clima visivo perfettamente bilanciato.

Luce e impatto emotivo del colore

Decisamente più improntati sull’impatto emozionale e sulla straordinarietà dell’esperienza vissuta dall’ospite sono invece alcuni fra gli interventi concepiti dall’arch. Simone Micheli con loStudio Simone Micheli Architectural Hero.

Nell’Aquatio Cave Luxury Hotel&SPA a Matera, l’ospite si muove in una scena quasi surreale, caratterizzata da forme, arredi e materiali ultramoderni in un contesto storico che, per contrasto, acquisisce ancor più personalità. L’insieme è avvincente e fortemente coinvolgente, avvolto da una luce – interamente artificiale, spesso proveniente dal basso – che sottolinea l’atmosfera unica dell’esperienza.

Nei Lords of Verona Luxury Apartments a Verona e nell’Ausonia Hungaria al Lido di Venezia, l’impianto compositivo tradizionale funge da involucro ad un Interior Design attuale ed essenziale, improntato su forme organiche, con evidenti richiami al contesto urbano e, soprattutto, sulla voglia di offrire l’inedito.

Verona. Lords of Verona Luxury Apartments (Simone Micheli) (photo: Jürgen Eheim) (courtesy: Simone Micheli Architectural Hero)
Lido di Venezia. Ausonia Hungaria (Simone Micheli) (photo: Andrea Sarti) (courtesy: Simone Micheli Architectural Hero)
Rimini. Hotel i-SUITE (Simone Micheli) (photo: Jürgen Eheim) (courtesy: Simone Micheli Architectural Hero)

Inedito che si ritrova in tutti gli spazi – camere, SPA, ambienti comuni – dell’Hotel i-SUITE di Rimini, caratterizzato da un design di forte impatto emotivo nel quale la luce, spesso integrata agli arredi o agli elementi architettonici, funge da filo conduttore esperenziale, giocando anche sull’applicazione di diverse cromie di emissione.

Di grande suggestione anche l’atmosfera dell’Atomic Spa a Milano, basata sull’interazione fra forme, luce e colore, che offre al cliente un’esperienza letteralmente immersiva, fortemente suggestiva e coinvolgente.

La luce, usata con sapiente assortimento delle cromie, gioca con la riflessione delle superfici materiche e dell’acqua, creando una situazione unica e di grande impatto.

Milano. Atomic Spa (Simone Micheli) (photo: Jürgen Eheim) (courtesy: Simone Micheli Architectural Hero)

Design e gestione domotica degli spazi in hotel

Gli interventi di recupero architettonico spesso vengono attuati per un restyling in edifici in alcuni casi iconici o vincolati, e talvolta la creatività dei designer si trova ad essere decisamente ridotta da direttive rigide, che limitano gli esiti della traduzione del contesto in idiomi contemporanei; tuttavia, l’aggiunta di un’interfaccia digitale relativo ai sistemi personalizzati di gestione è il primo requisito che viene sempre chiesto ai progettisti dalla proprietà, quale elemento primario di innovazione.

Roma. Sofitel Rome (Studio Jean-Philippe Nuel) (photo: Lutron) (courtesy: Lutron)

Talvolta, la tecnologia è integrata negli arredi, come avviene nel caso dell’Hotel Sofitel Villa Borghese a Roma, intervento curato dallo Studio Jean-Philippe Nuel, nel quale tastierini serigrafati retroilluminati con pittogrammi sono inseriti direttamente nella testiera del letto, in modo da gestire comodamente le scenografie luminose scelte in funzione di ogni singolo momento e di ogni singolo ospite.

Sempre più spesso inoltre la luce si integra alle soluzioni architettoniche, inducendo una sensazione tattile di armonia generale che costituisce il fondo luminoso della visione.

La luce è concepita come un vero e proprio materiale architettonico che esalta ed enfatizza le superfici, trovando una totale sinergia con le soluzioni compositive adottate, come avviene nell’Hotel VP Plaza España di Madrid, su lighting design di Maurici Ginés – Artec 3 Studio.

Madrid. VP Plaza España (Lighting Design: Maurici Ginés – Artec 3 Studio) (photo: Lutron) (courtesy: Lutron)

Il personale dell’Hotel può gestire l’intero sistema di illuminazione – composto non solo dalle camere e dalle suites – ma anche da tutti gli spazi comuni, dalle aree ristoro e dalle facciate esterne, attraverso un solo iPad.

Oltre alla personalizzazione degli effetti, il sistema di regolazione consente di ottenere un sensibile risparmio energetico, che ha consentito al progetto di ottenere una certificazione LEED Gold.

(a cura di Alessandra Reggiani, lighting designer – Roma) 

MAGGIORI APPROFONDIMENTI SULL'ARGOMENTO