Pietra ricostruita per rivestimenti di facciata

27/01/2021 – La pietra naturale è un materiale nobile, ovunque venga applicata conferisce grande eleganza alla struttura. In particolare, quando si tratta di rivestire la facciata di un edificio. Ma, per vari motivi come la tutela dell’ambiente, budget, condizioni ambientali esterne particolari o semplicemente per praticità, si può ricorrere ai materiali lapidei ricomposti, come la pietra ricostruita, che permette di avere la stessa resa estetica e allo stesso tempo di rispettare una regolarità e una perfezione che altrimenti non sarebbero possibili.

Le pietre ricostruite sono in grado di imitare fedelmente qualsiasi tipologia di pietra naturale, dal marmo al granito, con uno spessore minimo che varia da 0,3 a 0,9 cm. Inoltre, sono disponibili in differenti formati, in grado di accontentare qualsiasi richiesta: dai ciottoli, ai formati di grandi dimensioni.

La pietra ricostruita può essere utilizzata anche per pavimenti esterni, per rivestimenti interni, per recinzioni, parapetti e per realizzare ripiani per arredi.

La pietra ricostruita è ottenuta riaggregando materiali lapidei con un legante, a base di cemento o resina. Nel passato la ricomposizione nasceva dall’esigenza di recuperare un materiale di scarto destinato a impieghi “meno nobili”. Al contrario, oggi, i materiali ricomposti formano una categoria di materiali con una propria immagine estetica: l’innovazione tecnologica ha permesso di ottenere materiali performanti e ricchi di colori, venature e sfumature non sempre presenti in natura grazie all’utilizzo di pigmenti artificiali.

Altre caratteristiche che hanno permesso a questo materiale di affermarsi sempre più nel mondo dell’edilizia come materiale da rivestimento per facciate sono la facilità e rapidità di posa, grazie alla maneggevolezza delle lastre, e la semplicità nella manutenzione, a cui si aggiungono le seguenti prestazioni tecniche:
- ingelività;
- resistenza alle escursioni termiche;
- resistenza al fuoco;
- inalterabilità nel tempo del colore dei pigmenti.

Foto: Rivestimento ecologico in pietra ricostruita per esterni MISTI ©ITALPIETRA

Pietre ricostruite a base di cemento

La miscela è composta da graniglia di pietre naturali (residui della lavorazione dei marmi o dei graniti) e legante a base di cemento ad alta resistenza.
L’impasto deve arrivare ad avere una consistenza simile al getto del calcestruzzo, quindi chiusa ed uniforme. Dopodiché, viene vibrato e compattato per garantire la perfetta adesione tra inerti e legante.

Lo step successivo è quello della formatura; in questa fase è possibile dare vita ad una molteplicità di forme, disegni e texture. Gli stampi per la formatura possono anche essere ricavati dalle pietre naturali, al fine di rendere più veritiero l'aspetto, sia alla vista che al tatto.

Dopo la formatura si passa alla stagionatura che permette l’essiccamento e l’indurimento del cemento. Le pietre ricostruite a base di cemento sono particolarmente adatte a rivestire facciate sottoposte a rilevanti sollecitazioni esterne. La lastra finale è sottile e leggera, viene posata con colle speciali senza l’utilizzo di ancoraggi meccanici. In alcuni casi gli elementi per i rivestimenti sono dotati di sistemi ad incastro, al fine di consentire una posa con fuga minima, da rifinire con l'impiego di stucchi.

Foto: Rivestimento in pietra ricostruitaMANOIR©Matiera

Pietre ricostruite a base di resine

La miscela è composta da graniglia di pietre naturali e legante a base di resina. La resina satura gli spazi vuoti presenti tra i granuli, conferendo resistenza alla massa. L’impasto di inerti e legante è mandato alla formatura, che avviene con macchine che lavorano per vibrocompressione con tecnica sottovuoto, per assicurare una perfetta adesione tra resina ed inerti.

In questo caso, dalla formatura si possono ottenere blocchi di materiale da cui verranno successivamente tagliate le lastre, oppure, come nel caso della pietra ricostruita a base di cemento, si possono utilizzare stampi di forma piana per conferire alla lastra l’aspetto finale desiderato.

Per quanto riguarda la posa, le lastre di pietra ricostruita a base di resina possono essere incollate con adesivi cementizi, oppure posate con un sistema che prevede ancoraggi meccanici. Questa tipologia di lastra può anche essere utilizzata anche come paramento esterno delle facciate ventilate.

Foto: Rivestimento in pietra BUGNATO ANTRACITE © PRIMICERI MANUFATTI

Pietra ricostruita, tanti vantaggi in un solo materiale

Entrambe le tipologie offrono ampia libertà di scelta e personalizzazione: le lastre possono essere fornite con bordi non lavorati oppure perfettamente rettificati e rifilati su misura o smussati, con misure standard o fuori misura, con una determinata calibratura degli spessori, lucidate per evidenziare la tessitura ed il colore, sabbiate o bocciardiate, a seconda dell’effetto finale progettato.
In ogni caso la finitura superficiale avrà un reale effetto monolitico.

L’effetto finale della tonalità di colore della lastra e delle venature dipenderà dagli inerti utilizzati (graniti, porfidi, sabbie silicee) e dalla loro granulometria, oltre che dai pigmenti aggiunti che avranno la funzione di stonalizzare il colore per accentuare le varianti cromatiche tipiche della pietra naturale.

Le pietre ricostruite destinate a rivestire facciate possiedono un buon grado di protezione, ma è sempre possibile intervenire con un trattamento idrorepellente.

In ultimo, si ricorda che nel caso di intervento di recupero della facciata è possibile usufruire del bonus facciate. In questo caso, la demolizione e sostituzione del rivestimento interesserà buona parte dell’intonaco, pertanto bisognerà verificare se è o meno un intervento influente dal punto di vista termico.

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