Smart building, per i progettisti rappresenta il 15% del fatturato

Gli investimenti in efficienza energetica e digitalizzazione spingono l’economia, in particolare nell’edilizia, tanto che lo ‘smart building’ ha garantito nel 2018 un volume d’affari in Italia pari a 3,6 miliardi di euro.

Per gli studi di progettazione il comparto ha significato il 15% del fatturato con previsioni di crescita tra il 15 e il 33%.

Sono alcuni dei dati contenuti nello Smart Building Report 2019, il primo dei rapporti redatti dall’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano ad affrontare in maniera organica il tema degli smart building, anche attraverso l’analisi delle dinamiche con cui gli edifici vengono ideati, realizzati e gestiti.

Smart Building: come influisce su progettisti e operatori

Il Rapporto ha analizzato l’impatto dello smart building sugli operatori del settore tramite interviste dirette con oltre 129 player appartenenti a sette differenti categorie: ESCo, utility, technology provider, software provider, studi di progettazione, imprese di facility management e TelCo.

Il comparto degli smart building è abbastanza rilevante per i technology provider e i software provider, per i quali rappresenta quasi un quinto del fatturato. Il mercato assume un certo peso anche per gli studi di progettazione e le ESCo per cui rappresenta circa il 15% del fatturato. Non risulta essere un business rilevante per le imprese di facility management, utility e TelCo.

Le previsioni mostrano come il settore acquisirà sempre maggior importanza: gli operatori si aspettano una crescita del fatturato del 33% per studi di progettazione e del 30% per le ESCo; ciò in quanto hanno dimensioni piccole e dunque manifestano interesse a investire per entrare tra i principali attori del mercato.

Infine, l’analisi mette in luce come gli interventi legati allo smart building vengano effettuati prevalentemente nel settore terziario privato: il 70% nel caso dei software provider e degli studi di progettazione e il 50% per ESCo, facility management e TelCo.

Solamente per le utility e i technology provider il principale mercato è il settore residenziale, mentre nessun attore ha una presenza significativa nel terziario pubblico, a testimonianza del fatto che la PA è ancora indietro nel processo di digitalizzazione ed ammodernamento delle proprie strutture ed impianti.

Smart building: gli interventi più realizzati

Il Rapporto evidenzia i 4 elementi chiave di uno smart building:
- building devices and solutions (gli impianti e le tecnologie che provvedono alla sicurezza degli occupanti, come quelli di generazione di energia e di efficienza energetica e quelli relativi al tema safety&security);
- automation technologies (la sensoristica connessa agli impianti, finalizzata alla raccolta dati, e gli attuatori che impartiscono agli impianti i comandi elaborati dalle piattaforme di controllo e gestione);
- piattaforme di controllo e gestione (l’insieme dei sistemi software volti alla raccolta, elaborazione e analisi dei dati acquisiti dalla sensoristica installata sugli impianti);
- connectivity (l’insieme dei protocolli di comunicazione, wireless o cablati, che permettono la comunicazione tra sensori, attuatori e la piattaforma di controllo e gestione).

Nel 2018, in Italia, il volume di affari complessivo associato ad investimenti in smart building è stato di circa 3,6 miliardi di euro, distribuiti in maniera quasi omogenea tra building devices & solutions (41%, pari a 1,47 miliardi di euro), automation technologies (31%, 1,1 miliardi) e piattaforme di gestione e controllo (28%, 1,02 miliardi), dove gli investimenti in hardware e software sono stati preponderanti rispetto alla parte impiantistica, a riprova della sempre maggior importanza della componente digital. Non è stato considerato l’elemento di connectivity.

Gli interventi legati a tecnologie smart che più frequentemente vengono realizzati sono: sistemi di videosorveglianza, monitoraggio di impianti termici (caldaie a condensazione, microgenerazione e pompe di calore) e gestione dell’illuminazione.

Il Rapporto sottolinea che il settore è destinato a crescere significativamente nel prossimo quinquennio, e non solo in Italia. Si stima che in Europa gli investimenti in efficienza energetica e digitalizzazione nel comparto daranno grande spinta all’economia, in particolare nell’edilizia, che contribuisce per il 9% al PIL europeo e garantisce oltre 18 milioni di posti di lavoro, grazie soprattutto alle PMI, responsabili di circa il 70% del volume d’affari.

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