Tecnologie innovative e illuminazione per il Ponte Genova San Giorgio

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Genova. Ponte Genova San Giorgio. Un’immagine del viadotto (cortesia photo: Shunji Ishida)

 

Il nuovo Ponte Genova San Giorgio sulla Val Polcevera appena inaugurato, che sostituisce il precedente viadotto strallato del Ponte Morandi edificato nel 1967 e tragicamente crollato nel mese di agosto di due anni fa, causando la morte di 43 persone, ha coinvolto in modo esemplare in partnership una filiera di 330 imprese tra fornitori e subfornitori, provenienti da ogni regione italiana.

Le società che hanno preso parte diretta nelle fasi di progettazione e di costruzione – il consorzio PerGenova, costituito da Fincantieri Infrastructure e Webuild (ex Salini Impregilo), Renzo Piano, come autore del concept architettonico e illuminotecnico, Italferr, quale progettista esecutivo, e Rina Consulting per la direzione lavori – hanno apportato le loro specifiche competenze, operando in tempi molto ridotti per un’opera di tale portata, e consegnando il viadotto dopo soli 13 mesi dal getto della prima fondazione.

La struttura del ponte

Il ponte di cemento e acciaio progettato dall’arch. Renzo Piano è lungo 1067 m, ospita in totale 6 carreggiate (due per ogni senso di marcia e due corsie d’emergenza), ed è definito da 19 campate di lunghezza variabile. L’impalcato è sostenuto da 18 pile di sezione ellittica (9,50 x 4,00 m) alte 40 m ciascun, con fondamenta che affondano per 50 m sottoterra.

Dal punto di vista del design, la sua è un’architettura pensata per essere percepita come una struttura leggera e dinamica e in questo senso la graduale rastremazione della sezione dell’impalcato verso le estremità – scandite dal susseguirsi di costole in acciaio lungo il bordo – contribuisce a generare questa percezione di smaterializzazione della sezione del viadotto.

Le sezioni ellittiche delle pile, unite all’impalcato che ricorda la forma di carena di nave, accentuano questa sensazione, e permettono alla luce diurna di scorrere morbidamente sulle superfici in cemento e acciaio, minimizzandone il volume.

La colorazione chiara della verniciatura degli elementi in acciaio riflette i colori del paesaggio circostante e contribuisce poi a ridurre ulteriormente l’impatto della nuova infrastruttura nella Val Polcevera.

L’illuminazione all’interno delle gallerie poste nell’impalcato

La società Palazzoli, grazie ad una collaudata collaborazione con Fincantieri, è stata chiamata a realizzare l’illuminazione dei camminamenti all’interno dell’impalcato del ponte, cuore tecnologico dell’opera, dove sono collocati i sistemi di automazione robotica e tutta la sensoristica del sistema di monitoraggio del ponte, predisposta per il controllo infrastrutturale e per la manutenzione, oltre ad uno speciale sistema di deumidificazione per evitare la formazione di condensa salina e limitare i danni da corrosione.

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Genova. L’apparecchio stagno “Rino LED” di Palazzoli installato all’interno dei camminamenti delle gallerie poste nell’impalcato del Ponte (cortesia photo: Palazzoli)

 

Per l’illuminazione dei camminamenti a livello dell’impalcato sono stati installati 1000 apparecchi stagni (serie ‘Rino LED’, di Palazzoli), con inserti filettati e connettore rapido, che sono caratterizzati da involucro inossidabile resistente alla corrosione e alle atmosfere particolarmente aggressive, da una struttura indeformabile e da un diffusore in vetro temperato ad elevata trasparenza per garantire l’uniformità nel livello di emissione dei flussi luminosi. Questi apparecchi, con tecnologia LED multichip, presentano un’elevata efficienza luminosa, fino a 150 lm/W, con ridotti consumi energetici.

Un viadotto sostenibile ed energeticamente autonomo

Il concept pensato per questo nuovo viadotto è quello di un ponte sostenibile e integrato con l’ambiente. Un ponte dal punto di vista energetico autonomo in molti periodi dell’anno, e meno invasivo possibile dal punto di vista dell’impatto sul paesaggio, per permettere agli utenti di cogliere l’immagine della città di Genova, la valle del Polcevera e il mare.

Il Gruppo Webuild, incaricato di realizzare il nuovo ponte con Fincantieri, ha affidato per questo a Bosco Italia la cura della progettazione e installazione dei pannelli fotovoltaici, progettando inoltre delle barriere frangivento in cristallo extra chiaro che corrono per l’intera lunghezza del viadotto.

In questo modo, tutta l’energia necessaria per il funzionamento dell’illuminazione, della sensoristica e degli impianti viene prodotta da questi pannelli fotovoltaici posti a sbalzo lungo il bordo del Ponte: durante le ore del giorno, la struttura del nuovo ponte rifletterà la luce del sole ed assorbirà energia solare restituendola poi nelle ore notturne.

L’illuminazione stradale e architetturale/scenografica

L’illuminazione artificiale del nuovo Ponte San Giorgio, pensata dall’arch. Renzo Piano in equilibrio con la luce naturale, si è posta nell’ottica di enfatizzare le caratteristiche di leggerezza del nuovo viadotto ed il suo richiamarsi alle forme navali e lo stesso utilizzo per l’illuminazione del piano stradale di apparecchi installati su alti pali al centro della carreggiata vuole rievocare l’immagine degli ‘alberi delle navi’.

Il progetto realizzato, sviluppato da Italferr, ha quindi optato per integrare l’illuminazione stradale con quella architetturale e scenografica della struttura su quattro diversi livelli del ponte (in collaborazione con iGuzzini), ricorrendo ad apparecchi realizzati ex novo o a sistemi già in produzione, opportunamente modificati, per un totale di 1535 apparecchi.

Per l’illuminazione del piano stradale gli apparecchi sono stati posizionati su palo fra le due carreggiate per tutto il tratto centrale e lungo il bordo nei tratti di immissione iniziale al nuovo viadotto.

Realizzati su disegno dell’arch. Piano in due differenti dimensioni relazionate all’altezza di installazione gli apparecchi “Zena” (iGuzzini) sono posti al centro delle carreggiate, in una sequenza di 18 pali di 28 m di altezza e con interdistanza di 50 m, e sono stati studiati per resistere meccanicamente alle naturali sollecitazioni del ponte e alla spinta del vento.

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Genova. Uno studio dell’arch. Renzo Piano per l’apparecchio ‘Zena’ (cortesia photo: Archivio iGuzzini)

 

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Genova. Gli apparecchi ‘Zena’ di iGuzzini montati su uno dei sostegni per l’illuminazione stradale (cortesia photo: Shunji Ishida)

 

Su questi sostegni, ad un’altezza di 14 m, gli apparecchi sono montati con vani ottici di dimensioni maggiori (Ø 700 mm), per un effetto luminoso che riproduce trasversalmente la forma di una vela, assicurato da un’ottica speciale in grado di assicurare sulle carreggiate i valori d’illuminamento richiesti.

Una soluzione analoga, ma con dimensioni minori e su pali di altezza inferiore (14 m), è stata poi utilizzata lungo le rampe d’accesso al ponte e in un breve tratto iniziale.

Per l’illuminazione scenografica del registro inferiore dell’impalcato, che richiama la forma della carena di nave, sono state utilizzati apparecchi (serie ‘Linealuce’, iGuzzini) posizionati sulla testa delle pile in cemento armato, allo scopo di enfatizzare il ritmo architettonico e suggerire grazie alla luce radente prodotta dagli apparecchi l’effetto di levitazione di uno scafo nel mare.

Sul bordo del ponte, sono invece presenti proiettori di forma minimale connessi in serie – sospesi e orientabili – a evidenziare le velette laterali di chiusura dell’impalcato, mentre alla base degli “alberi” posti al centro delle carreggiate sono stati installati due proiettori (‘Platea Pro’, di iGuzzini) orientati verso la sommità di ogni palo, per assicurare la lettura luminosa della loro forma architettonica anche durante la notte.

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