Torino. Circolo del Design: dai progettisti idee nuove per il quotidiano

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La sede del Circolo del Design a Torino (photo: Andrea Macchia)

 

E’ nata a Torino una piattaforma multimediale di scambio culturale, aperta al pubblico, voluta dal Circolo del Design di Torino che – grazie ad un coinvolgimento di alcuni dei protagonisti italiani della nostra cultura di progetto, quali architetti, designer, critici, curatori di istituzioni museali – ha aperto una ampia riflessione sugli scenari futuri del nostro abitare e della nostra quotidianità, oltre che offrire spunti interpretativi e indicazioni su come i differenti approcci e atteggiamenti culturali del Design potranno ridefinire percorsi nuovi nel futuro del nostro vivere e dei nostri spazi.

La piatttaforma ha raccolto e sta raccogliendo da un lato – oltre ai punti di vista di autorevoli nomi italiani e non della cultura, quali Joseph Grima, direttore creativo della Design Academy di Eindhoven, o l’information designer Giorgia Lupi, Ugo La Pietra, artista, architetto e designer, Pippo Ciorra, senior curator del museo MAXXI di Roma, o BeatriceLeanza, direttore esecutivo del MAAT Museu de Arte, Arquitetura e Tecnologia di Lisbona – una riflessione e rilettura della nostra attualità, prendendo in analisi tutti i processi culturali, industriali e sociali ora in atto, per metterli in discussione e formulare nuove ipotesi operative con riferimento ai nostri meccanismi relazionali e produttivi.

La piattaforma di lavoro e di condivisione si chiama WPAC, acronimo di “Welcome to thepost-analog condition”, e la sua attività work in progress è consultabile online sul sito del Circolo del Design di Torino.

Come sostiene il suo Direttore Sara Fortunati “..La prima missione del Circolo del Design di Torino è quella di alimentare e diffondere la cultura del progetto”, in linea con l’obiettivo primario ricordato da Elisabetta Donati de Conti, curatrice del progetto WPAC, di dare uno strumento ai designer per “..contribuire attivamente all’immaginazione di nuove modalità di esistere e di nuovi codici culturali”.

Per ulteriori informazioni, contattare l’Ufficio S

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