Vittorio Storaro. La storia delle idee nel tempo attraversa la luce

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“Novecento” (1976) (regia: Bernardo Bertolucci; Autore della fotografia: Vittorio Storaro). L’attore Roberto Maccanti (nel ruolo di Olmo Dalcò da ragazzo) (cortesia: Fondazione Cineteca di Bologna)
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Vittorio Storaro

Dopo la recente assegnazione a Vittorio Storaro del Nastro d’Oro da parte del SNGI Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani al Museo MAXXI di Roma per il formidabile lavoro lungo 50 anni di storia del cinema – con i tre Oscar vinti nel 1980, 1982 e 1988, i numerosi riconoscimenti BAFTA, David di Donatello e gli 8 Nastri d’Argento, fra cui quello recente del 2018 per “La Ruota delle Meraviglie – Wonder Wheel” di Woody Allen – il più significativo fra gli autori della fotografia del cinema italiano continua con lo stesso entusiasmo e la stessa curiosità creativa il suo lavoro.

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“La Ruota delle Meraviglie – Wonder Wheel” (2017) (Regia: Woody Allen; Autore della fotografia: Vittorio Storaro), per il quale Storaro ha vinto nel 2018 il Nastro d’Argento (cortesia: Lucky Red)

Altri due riconoscimenti sono arrivati con il Cariddi d’Oro alla Carriera alla 66esima edizione del Taormina FilmFest, mentre ancora per la fotografia di “Apocalypse Now” di Francis Ford Coppola (Premio Oscar per la migliore fotografia nel 1980), il Maestro ha ricevuto il riconoscimento di un contest online, ‘Best of the Best Cinematography’, organizzato da Shot Academy.

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“Apocalypse Now” (1979) (Regia: Francis Ford Coppola; Autore della fotografia: Vittorio Storaro) (Premio OSCAR per la migliore fotografia, 1980). Un altro intenso primo piano dell’attore Martin Sheen (nel ruolo del Capitano Benjamin L. Willard) (cortesia: United Artists)
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“Apocalypse Now”(1979) (Regia: Francis Ford Coppola; Autore della fotografia: Vittorio Storaro). (Premio OSCAR per la migliore fotografia, 1980). La fantastica maschera di Marlon Brando (il colonnello Walter Kurtz) (cortesia: United Artists)
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“Apocalypse Now” (1979) (Regia: Francis Ford Coppola; Autore della fotografia: Vittorio Storaro). (Premio OSCAR per la migliore fotografia, 1980). L’attore Marlon Brando nel ruolo del colonnello Walter Kurtz (cortesia: United Artists)

Molti sono i progetti ai quali ha lavorato e sta lavorando Vittorio Storaro, fra i quali sono da segnalare i preziosi lavori di supervisione realizzati per il restauro digitale di “Ultimo Tangoa Parigi” e “Novecento” di Bernardo Bertolucci, e un prossimo libro e una mostra dedicate ai 25 anni di collaborazione artistica con il grande regista, mentre sono in divenire anche altri numerosi progetti.

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“Novecento” (1976) (Regia: Bernardo Bertolucci; Autore della fotografia: Vittorio Storaro). Un intenso primo piano di Dominique Sanda (nel film Ada Fiastri Paulhan) (cortesia: Fondazione Cineteca di Bologna)

La nostra attenzione è inoltre rivolta anche al grande lavoro di sviluppo di nuove soluzioni flessibili a luce LED per illuminare che Vittorio Storaro con la figlia Francesca ha messo a punto in collaborazione con De Sisti Lighting con la serie “Le Muse della Luce”, per sistemi che presentano una grande latitudine applicativa, dall’illuminazione architetturale, passando attraverso la luce per riprese televisive, fino al set cinematografico.

Il lavoro di Vittorio Storaro è sempre ogni volta attuale: un lavoro approfondito sulla storia delle idee e sul Tempo che ogni regista e ogni racconto scenico rappresentano.

La luce è lo strumento che con i valori simbolici espressi dai colori nella loro modulazione e nel contrasto fra luce e ombra traduce nel migliore dei modi possibile quello che è da sempre l’obiettivo del nostro grande autore della fotografia, ovvero “..l’idea di uno specifico stile cinematografico per ogni film”, perché fra tutte questa “… è sempre la cosa fondamentale”.

(a cura di Massimo Maria Villa)

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