A Bologna la scuola è in Fiera

MC A - Mario Cucinella ArchitectsMC A - Mario Cucinella Architects

15/09/2020 - Primo e unico caso sperimentale in Italia di utilizzo di uno spazio fieristico per il ritorno a scuola nel post lockdown legato alla pandemia: è stato inaugurato ieri a Bologna il Padiglione 34 della Fiera di Bologna, trasformato a tempo di record in una “mega” scuola da 75 aule per ospitare 1.600 studenti di tre istituti bolognesi, i Licei Minghetti e Sabin e l’Istituto di Istruzione Superiore Pier Crescenzi Pacinotti Sirani.

Il progetto, nato su iniziativa della Città metropolitana di Bologna e sviluppato dall’architetto Mario Cucinella, vuole essere l’occasione per accogliere, dopo sette lunghi mesi, gli studenti a scuola in un’area ben collegata al trasporto pubblico e all’interno di uno spazio già attrezzato, molto ampio ed esistente, che consente di rispondere in tempi brevi a tutte le prescrizioni legate ai distanziamenti, imposte dalle normative Covid.

Il Padiglione 34 della Fiera di Bologna allestito e pensato da MC A - Mario Cucinella Architects come una piccola cittadella da vivere, è stato ridisegnato secondo un’idea di città a partire da tre assi principali che si diramano dall’esterno, questi diventano gli accessi diversificati delle tre scuole, attorno a ognuno di essi si genera una trama di assi secondari sui quali si distribuiscono le aule, per un totale di 75 aule cui si aggiunge un’area specifica con 3 aule Covid. Circa 4mila i pannelli utilizzati per costruire le aule e 500 i corpi illuminanti a led per illuminarle.

Proprio come in una città, all’interno di queste “trame urbane” si aprono come spazi pubblici delle aree intermedie per la condivisone o per laboratori e workshop, creando così un luogo che pur essendo dentro un padiglione fieristico trova comunque dei momenti di libertà. Una “scuola città” pensata per far divertire e riflettere sulla sostenibilità: i rivestimenti colorati, le pareti, la pavimentazione e gli arredi diventano oggetto di apprendimento attraverso delle infografiche dinamiche e interattive create con un colore diverso per ogni “quartiere” scuola, che affrontano i grandi temi ambientali, come ad esempio l’economia circolare, i Suastainble Development Goals delle Nazioni Unite. A caratterizzare le aree di condivisione, le sedute BAL8 disegnate dai giovani professionisti della SOS – School of Sustainability, e realizzate mediante la stampa 3d, con filamenti di plastica riciclata, da WASP e R3direct. Anche i cerchi concentrici della grafica della pavimentazione diventano come una segnaletica giocata sul tema del distanziamento.

Anche gli studenti hanno dato il loro contributo nel pensare a questa “scuola città” intitolando i nomi delle vie a personalità dell’attualità o che hanno contraddistinto questo periodo storico pandemico e post-pandemico che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo. C’è la via dedicata a Li Wenliang, il medico cinese che aveva dato l’allarme sul virus, quella dedicata ai migranti del Mediterraneo, ai medici e agli infermieri, quella dedicata a George Floyd e ancora: via Gennaro Arma, via della Speranza, via Yuri Gagarin, via Altiero Spinelli, via Breonna Taylor, via 2 Agosto 1980, via Martin Luther King.

“La scuola in fiera - dichiara l’architetto Mario Cucinella - sarà una grande opportunità, sarà una scuola costruita come fosse una piccola città in cui i ragazzi troveranno le strade intitolate ai personaggi che hanno scelto, nuove aule e i percorsi completati con colori e infografiche sui temi ambientali. La sfida del post-Covid sarà il progetto architettonico, gli spazi ampi saranno essenziali, perché abbiamo un’altra idea di scuola, che è quella di comunità. Una politica educativa che fa delle belle scuole dice ai ragazzi che si sta prendendo cura di loro e l’architettura è un modo per prendersi cura delle persone”.

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