Auchan Taranto si riqualifica raccontando il territorio

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Il progetto di Lombardini22 consiste nel restyling del centro e l’ampliamento con l’aggiunta di una nuova volumetria di 10.000 mq  

Un progetto importante quello che ha coinvolto il centro commerciale di Taranto realizzato da Lombardini22 composto da due parti: il restyling del centro commerciale esistente (un edificio di 30.000 mq), e l’ampliamento con l’aggiunta di una nuova volumetria di 10.000 mq in un unico corpo architettonico separato dalla viabilità carrabile da una fascia verde attrezzata. Attraverso la metodologia del Building Information Modeling è stato possibile effettuare una riqualificazione totalmente integrata. Mark Up ha incontrato Adolfo Suarez, architetto e socio fondatore di Lombardini22. 

Che brief avete avuto dalla proprietà, come siete arrivati al concept finale?

Il brief chiedeva di riqualificare il centro, trasformandolo in un punto di riferimento per lo shopping, il divertimento, la ristorazione, per Taranto e tutta la provincia. Il progetto doveva avere un forte legame con il territorio, le tradizioni e le abitudini dei tarantini, doveva essere molto riconoscibile per dar vita a un luogo in cui i cittadini si potessero riconoscere. L’obiettivo inoltre era quello di essere accogliente per tutti e creare spazi per un pubblico trasversale: over 60, famiglie, teenager. Infine, l’orientamento di tutto il progetto è green.

Quanto è valso il concetto di esperienza complessiva e quali servizi avete integrato?

Siamo arrivati in modo naturale a comporre il concept finale: l’obiettivo di parlare al territorio si è espresso, nel nostro progetto, nella volontà di far parlare il territorio attraverso le sue caratteristiche e ricchezze. Abbiamo costruito una narrazione “popolare” che parla del luogo, delle sue vocazioni e della sua cultura materiale. Lo abbiamo fatto traducendo i mestieri caratteristici nelle varie piazze del centro -denominate “cortili dei mestieri”, dedicate ai saperi artigianali del territorio tarantino: i vasai, i ceramisti, i pescatori, gli intrecciatori.

La food court quanto ha inciso nella progettazione complessiva del nuovo concept alla luce delle tendenze attuali?

È uno dei luoghi che sta avendo maggiore sviluppo all’interno del mondo retail. Nel caso della riqualificazione del centro di Taranto, la food court non ha subito un incremento di superfice ma abbiamo compiuto un importante trattamento dell’area, riuscendo a implementare il numero di sedute (200 posti contro i 150 precedenti), abbiamo differenziato gli arredi per tempi di permanenza, rendendo la food court più flessibile, abbiamo migliorato l’acustica con sistemi fonoassorbenti (in legno dogato) e l’illuminazione (con l’introduzione di led e controllando la luce naturale).

Il progetto illuminotecnico si è sviluppato attraverso due layer: illuminotecnica “primaria” e illuminazione “secondaria”, estetica e decorativa ma anche acustica e psicologica che rende la luce maggiormente percepibile a clienti e visitatori. Nelle gallerie e nelle food court, i grandi lampadari in tessuto interpretano molti ruoli: illuminano, schermano la luce naturale degli enormi lucernari e sono elementi acusticamente attivi. Inoltre, volte e pergolati fungono da ombreggiamento regolando l’intensità della luce naturale proveniente dalle vetrate di copertura sovrastanti: le coperture vetrate erano infatti una delle criticità del centro Auchan prima dell’intervento, troppo permeabili all’abbagliamento solare nonostante la gradevole sensazione di passeggiata “a cielo aperto” che sapevano offrire. Infine, coerentemente con il concept complessivo, anche nella food court si trova una tematizzazione dedicata alla ceramica (con pattern di Grottaglie sui fronti vetrina).

Quali i vantaggi dell’approccio Bim?

Il Bim comporta continui aggiornamenti organizzativi e soprattutto una sempre più stretta integrazione tra tutti gli operatori della filiera, facilitando lo scambio e l’interoperabilità delle informazioni, rendendo il processo di progettazione (e poi di realizzazione, d’uso e di manutenzione) più fluido ed efficiente. Migliora quindi la gestione multidisciplinare del progetto all’interno di un processo organizzato e integrato. Nel caso di Taranto, gli aspetti architettonici, impiantistici, elettrici e di termotecnica sono stati sviluppati all’interno di un modello Bim, potendo gestire al meglio l’integrazione delle discipline per il rinnovamento dell’architettura esistente e per il suo ampliamento.

da Mark Up n. 279