DNA antico e design contemporaneo

Un appartamento di charme, abitato da un’agiata famiglia milanese e collocato nel centro storico di Milano, è stato interpretato da Vudafieri-Saverino Partner con un progetto di interior design all’insegna di contrappunti e giustapposizioni, capace di osare e rompere con la tradizione, rispettando allo stesso tempo l’antica identità degli spazi.

L’abitazione, collocata in un palazzo d’epoca nel cuore di Milano, occupa una superficie di 450 metri quadri ed è concepita secondo un classico impianto ottocentesco a L, in cui le stanze sono organizzate ai due lati di un lungo corridoio distributivo. Un appartamento di alto profilo, con oltre 100 anni di memoria e di storia: un DNA tanto antico quanto prezioso, che i due architetti hanno deciso di preservare e valorizzare.

In quest’ottica di conservazione, sono le decorazioni a fare da elemento di rottura, creando un ambiente dal design contemporaneo. Pavimenti in legno a spina di pesce, maniglie in ottone, infissi a telaio bianco dialogano così con pezzi di design made in Italy e con opere pop art, offrendo nuovi sguardi e prospettive. Un arredo che gioca sulla preziosità della materia, sulle contaminazioni e gli accostamenti inediti, ponendo al centro del progetto la relazione tra oggetti e tra oggetti e spazio.

Il mix di storia e contemporaneo si respira appena varcate le porte dell’abitazione: nella zona d’ingresso, una panca d’antiquariato è posta vicino a sei opere di Andy Warhol, dando vita a un raffinato gioco di contrasti.

La zona living, ampia e luminosa, è suddivisa tra soggiorno e sala da pranzo e arredata con opere d’arte e oggetti di design, in una sapiente giustapposizione tra vintage e modernità. Punto focale è il camino, la cui forma dalle suggestioni archetipe è valorizzata dalla cornice originaria in marmo.

Nella spaziosa master room, le diverse aree di riposo, guardaroba, bagno, sono divise tramite un sistema dinamico di boiserie – cornici, con grande cura del dettaglio e delle prospettive visive. Per non intaccare la struttura originaria, sono dunque gli arredi e non i muri a determinare la riorganizzazione spaziale.

La cucina, strutturata a isola, è defilata dalle zone di rappresentanza. Una vetrata scorrevole, mimetizzabile a comando, rende possibile la creazione di due aree separate per la preparazione e il consumo dei pasti.

Il passaggio da un ambiente all’altro è sottolineato da un pavimento in ceramica, effetto optical, che si discosta da quello in legno, mentre un divano-panca rivestito in velluto capitonné cardinalizio introduce codici estetici inattesi per un ambiente cucina, definendo uno dei tratti caratteristici del progettare di Vudafieri-Saverino Partners: quello di giocare sulla scomposizione tra significante e significato.

Nel bagno dei ragazzi gli arredi divisori sono realizzati partendo da mobili vintage: pezzi discordanti tra loro per forme, materiali ed età sono stati reinterpretati in una struttura di ferro grezzo e scatole bianche di legno costruite ad hoc.

Una cura artigianale nell’esecuzione, il desiderio di offrire punti di osservazione inediti e sorprendenti, l’eleganza e l’attenzione al dettaglio che costituiscono la cifra stilistica dello Studio Milanese.

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