Hong Kong, completato il museo M+ di Herzog & de Meuron

Foto di Virgile Simon Bertrand
Foto di Virgile Simon Bertrand

 

Un nuovo concetto di centro culturale si concretizza nello skyline di Hong Kong, precisamente nel distretto culturale di West Kowloon, un’area culturale in fermento della città affacciata sul lungomare Victoria Harbour, sulla quale stanno sorgendo diversi musei, teatri, spazi espositivi oltre ad un parco pubblico di 14 ettari.

Risale infatti a pochi giorni fa l’annuncio del completamento e della prossima inaugurazione – a fine 2021– dell’M +, il nuovo e ambizioso museo delle arti visive, unico nel suo genere, progettato dallo studio Herzog & de Meuron insieme con TFP Farrells e Ove Arup & Partners.
Il museo, che occupa una superficie espositiva di 65.000 metri quadrati suddivisa in 33 gallerie, nasce con l’intento di celebrare tutte le forme d’arte contemporanee del ventesimo e ventunesimo secolo: oltre a pittura, scultura, architettura e design, l’esposizione riguarderà anche le 'nuove' tecniche artistiche tra cui fotografia e video, con una particolare attenzione agli artisti asiatici.

Nel 2013 lo studio Herzog & de Meuron si impose su un’eccezionale rosa di concorrenti assicurandosi la realizzazione del museo, in corso dall’inizio del 2015. L’apertura al pubblico dell’M+ fu invece inizialmente prevista per il 2018, in seguito posticipata per questioni burocratiche.
Alcune immagini appena rilasciate dai progettisti testimoniano il personale del museo alle prese con l’allestimento degli spazi, lo spostamento delle collezioni permanenti e l'installazione delle opere e degli oggetti della collezione in vista dell'apertura al pubblico.Hong Kong


Ph. Kevin Mak

 

L'imponente forma architettonica del museo consiste in monumentali volumi orizzontali e verticali – un ampio podio e una torre sorprendentemente snella – che rievoca le tipologie del paesaggio architettonico di Hong Kong e la loro sensibilità alle condizioni urbane locali.
Sotto il sito in cui sorge l’M+ si trovano la MTR Airport Express e la Tung Chung Line. Se da una parte questa condizione preesistente ha rappresentato una sfida per la progettazione e la costruzione del museo, dall’altra è anche diventata un punto di partenza per l'edificio: lo scavo intorno ai tunnel ferroviari è stato reso dai progettisti uno spazio utile per ospitare installazioni dinamiche e rotanti.

L'edificio include anche tre cinema, una mediateca, un learning hub, un centro di ricerca, negozi, ristoranti, un bar, una members lounge e alcuni spazi per uffici, con un roof garden che offre una vista spettacolare su Victoria Harbour.
La maggior parte delle gallerie sono disposte su un ampio podio al secondo piano che offre ai visitatori un'esperienza fluida e interconnessa attraverso le varie esposizioni.
La torre definisce un dialogo visivo con il paesaggio urbano di Hong Kong. Il podio e la torre sono uniti come strutture di cemento rivestite di piastrelle di ceramica che riflettono le mutevoli condizioni di luce e tempo, distinguendosi dai vicini grattacieli in vetro e acciaio. La facciata della torre presenta inoltre un sistema a LED per la visualizzazione di contenuti multimediali relativi al museo.

Suhanya Raffel, direttore del museo, sottolinea l'importanza del completamento del lungo percorso di costruzione dell’M+. "Questa è un'importante traguardo per il museo. Mentre segniamo il completamento dell'edificio, i nostri preparativi per l'apertura sono in pieno svolgimento. Ci siamo trasferiti nella nostra sede permanente e sono entusiasta di poter dire che presto potremo dare il benvenuto ai visitatori di Hong Kong e di tutto il mondo".

“M+ ha certamente il potenziale per diventare il principale museo di cultura visiva in Asia – ha affermato invece Jacques Herzog, socio fondatore di Herzog & de Meuron – esso esprime al meglio la direzione da seguire per celebrare una cultura mondiale, senza confini, dove la diversità, l'uguaglianza e l'accesso ad ogni forma d'arte sono stati concetti che hanno direzionato la progettazione fin dall'inizio. Questo tipo di diversità è parte del DNA del M+. Questo lo rende un museo attento alla cultura locale, ma allo stesso tempo universale e aperto; è e sarà un punto di incontro per i visitatori di tutto il mondo".

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