La seconda vita di una Masseria fortificata in Valle d'Itria

Ad Ostuni, i progettisti pugliesi Flore&Venezia curano la ristrutturazione di Masseria Mangiamuso, una costruzione fortificata di origine seicentesca.

Durante i secoli la masseria ha avuto molti proprietari. Dopo circa cinquant'anni di totale abbandono la masseria è stata acquistata da una coppia di australiani che dopo una vacanza in Puglia si è innamorata del territorio e della gente del posto.

"Dopo aver affrontato il tema della distribuzione degli spazi sia interni che esterni la volontà è stata quella di trattare la masseria non come una semplice casa di campagna ma come un monumento da rispettare perché possa rimanere testimonianza anche nel futuro", affermano gli architetti Aldo Flore e Rosanna Venezia.

Il corpo principale della masseria è disposto su due livelli, al piano terra c’era la casa del massaro, mentre al piano prima abitava il proprietario, la casa padronale. Oggi il primo piano è rimasto con la distribuzione molto simile a quella iniziale ed ospita i proprietari.

La casa è composta da zona giorno con cucina e quattro camere da letto. Gli ambienti sono coperti da volte a padiglione le finiture sono tipiche di un’abitazione signorile, pavimenti in cemento a scacchi bianchi e rossi, decorazioni in pietra delle porte e delle finestre. Molte stanze, tra cui la cucina si affacciano su terrazzini e balconi che consentivano la vita all’esterno per lunghi periodi dell’anno.

Il piano terra, invece presenta delle finiture molto più semplici, gli ambienti erano destinati ad abitazione, stalle e depositi, strati su strati di calce che per decenni hanno ricoperto l’apparato murario in tufo cavato direttamente in loco. Oggi questi ambienti sono stati recuperati, dopo aver fatto una serie di interventi di consolidamento e di adeguamento per problemi di umidità e sono diventati camere per ospiti con una grande cucina e una zona colazioni porticata.

I materiali usati, così come da filosofia dello studio Flore & Venezia, sono pochi ed essenziali: pietra, calce ferro e e legno. Molti dei pavimenti sono stati recuperati, così come molte porte. In continuità con una serie di assi di castagno usati come architravi e pali per le mangiatie sia la cucina che i tavoli della zona colazione sono stati realizzati artigianalmente e su disegno dello studio con nassello di castagno.

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