Le Cosmogonie di Gucci a Castel del Monte

Courtesy of ® Gucci

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Non è mai stato così enigmatico Castel del Monte, il maniero fatto erigere da Federico II di Svevia nel 1240 in cima a una collina nell'alta murgia pugliese, ad Andria.

Intriso di significati simbolici, riflessi nella sua precisa geometria, la fortezza è stata scelta da Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, per fare da sfondo a Cosmogonie, il blindatissimo show messo in scena ieri e trasmesso in anteprima mondiale sui social, in occasione del lancio della nuova collezione della Maison di moda.

Ispirandosi a dottrine e miti legati all'origine dell'universo, il nome "Cosmogonie" si traduce nei nuovi capi della collezione Gucci presentati in una cornice inedita, tra influenze e le suggestioni storiche che da più di 800 anni il monumento suscita.
Con la sua forma perfetta e l'armoniosa fusione di vari elementi ispirati al Nord Europa, al mondo islamico e all'antichità classica, Castel del Monte rappresenta il crocevia di diversi popoli, culture, civiltà e religioni che hanno plasmato il Mediterraneo. Con la sfilata, Gucci ha confermato il suo impegno a sostenere, preservare e promuovere il patrimonio culturale e artistico supportando un progetto di valorizzazione di Castel del Monte, volto a migliorare l'esperienza dei visitatori presso il sito Patrimonio dell'UNESCO.

Così, in una notte illuminata solo dalla luna e da poche luci di scenografia, Castel del Monte si è animato con figure di un passato sospeso tra storia e fiaba: principesse, cavalieri, giullari, artisti e astronomi della corte di Federico II tornano tra noi con stivali stringati, body luccicanti e completi ricamati con i segni dello zodiaco. Sono i modelli di Gucci che, avvolti in nuvole di fumo e accompagnati da echi cosmici, sfilano tra proiezioni a 360 gradi di immagini, luci, laser geometrici, video mapping, su una passerella di legno posizionata intorno alla pianta ottagonale.

Considerato universalmente un geniale esempio di architettura medievale, Castel del Monte è stato progettato secondo un estremo rigore geometrico e matematico. Il numero otto ricorre in maniera quasi ossessiva: otto sono le sale del piano terra e del primo piano e otto le imponenti torri – ovviamente a pianta ottagonale – disposte su ognuno degli otto spigoli. Si ritiene che nel cortile interno fosse presente una vasca anch’essa ottagonale. La posizione del castello è studiata in modo tale da creare particolari effetti di luci e ombre in determinati periodi dell'anno, come nei giorni del solstizio e dell'equinozio. Tutto, insomma, sembra fatto apposta per suggerire simbolismi che appassionano da secoli studiosi e visitatori.

Attraverso un dialogo su diversi livelli – architettonico, estetico, esoterico – lo show Gucci Cosmogonie ha accompagnato i 400 ospiti presenti all’evento e gli spettatori virtuali in un viaggio nella memoria. Un gioco che traduce la cifra che caratterizza le collezioni di Alessandro Michele, enfant prodige di Gucci, fatte di pensiero e istinto, di meraviglia (Stupor Mundi era anche il nickname di Federico II di Svevia) e di intelletto.

 

 

 


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