Nuova sede A Due: un 'paesaggio del lavoro'

La nuova sede di A Due, azienda specializzata nella progettazione e costruzione di sistemi completi per la preparazione di bevande, è stata recentemente completata nel comune di Collecchio su progetto di Iotti + Pavarani Architetti.

Essa rappresenta una importante sfida per l’azienda nel perseguire un continuo rinnovarsi, dotarsi di nuovi spazi e rilanciare la società verso le sfide internazionali che la vedono protagonista.

La richiesta è stata quella di una sede più ampia ed efficiente, ma soprattutto più allineata ai valori aziendali, capace di consolidare lo spirito di coesione dei collaboratori (circa 80, tra tecnici e produzione) e il radicamento dell’azienda sul proprio territorio.

Il progetto vuole ridefinire prioritariamente un paesaggio del lavoro, che includa rapporti visivi significativi con il contesto della campagna circostante e rapporti spaziali interni vibranti, seppur basati sulla massima chiarezza e fluidità dei percorsi fisici e percettivi.

Posto nella piana tra un torrente e i boschi, la nuova sede A DUE vuole costituire un bordo marcato e astratto, che non cerca un rapporto mimetico con il luogo ma tuttavia sa intessere un dialogo a più livelli con il contesto circostante, una campagna ancora intatta caratterizzata dalla trama delle coltivazioni agricole.

Il nuovo edificio si distende così lungo la direttrice nord-sud, parallelo alla strada SP 15, e si articola in una sequenza di corpi edificati alternati a corti verdi longitudinali: un rilevato di terra stretto e lungo a “nascondere” lo spazio dell’atrio ad un solo piano; un corpo uffici rettangolare a due livelli; infine il volume dimensionalmente più rilevante (alto quanto il corpo uffici) destinato alla produzione.

Un impianto tipologico sobrio, che trova la sua ricchezza nell’articolazione degli spazi aperti e nel controllo delle viste sul paesaggio.

Tutti gli ambienti di lavoro possono relazionarsi con la presenza di una vegetazione multiforme, interna ed esterna agli ambienti, come elemento vivo che “ossigena” gli spazi e contribuisce ad annullare ogni componente alienante, in una ideale continuità spaziale tra interno ed esterno, così tipica anche della architettura rurale circostante.

I percorsi interni al fabbricato sono volti alla massima chiarezza funzionale e al contempo alla massima trasparenza tra ambiti diversi, al fine di consentire a tutti i collaboratori del gruppo la conoscenza dei processi e delle attività in corso. Già dall’atrio è così possibile “attraversare” visivamente l’intero fabbricato e traguardare, attraverso un’ampia vetrata, lo spazio della produzione, così come – nell’altra direzione, all’interno del corpo uffici – la sperimentazione di una totale continuità tra gli spazi della progettazione hardware, software e dei servizi post-vendita, cerca di favorire la massima sinergia e il più veloce ed efficace scambio di informazioni tra i collaboratori dei vari settori.

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