Ristrutturazione: tracce a pavimento per il passaggio degli impianti

Una casa oltre ad essere confortevole deve essere anche funzionale e rispondere alle esigenze dei suoi abitanti. La funzionalità di una casa si esprime anche attraverso l'insieme degli impianti che la costituiscono e che sono delle vere e proprie reti di servizi di utilità.

Tra gli impianti rientrano l'impianto idro - sanitario, l’impianto elettrico, l’impianto di riscaldamento e/o raffrescamento, l’impianto per la distribuzione del gas, a cui se ne possono aggiungere altri quanto il sistema degli impianti tende verso un livello domotico.

Nell'ambito di una ristrutturazione non sempre tutti gli impianti vengono rifatti ex novo, dipende se si tratta di una ristrutturazione totale o parziale. Di solito l'impianto elettrico e quello idro - sanitario sono oggetto di rifacimento completo, mentre l’impianto di riscaldamento è quello che si cerca di "conservare".

La modalità di posa degli impianti può essere a pavimento, sottotraccia (lungo le pareti), nel controsoffitto. La posa a pavimento è quella maggiormente praticata. Se è prevista la demolizione del pavimento esistente e del sottostante massetto, la posa degli impianti è ottimale oltreché agevolata, ma, se si decide di mantenere il supporto esistente e di sovrapporre il pavimento nuovo sul vecchio, allora subentra il ‘problema’ delle tracce a pavimento.

Tracce a pavimento, l’importanza della progettazione

Quante tracce bisogna realizzare? Come e dove farle? “Dipende” è la risposta a queste domande.
Infatti, la realizzazione delle tracce dipende da vari fattori come il numero degli impianti di nuova realizzazione, la tipologia dell’impianto, il dimensionamento del singolo impianto (il numero di punti elettrici da realizzare, il numero di punti utenza, il numero dei corpi scaldanti), dal posizionamento dei vari contatori e collettori.

Definiti gli impianti da rifare, lo step successivo è la loro progettazione, che per alcuni, come quello di riscaldamento, se è rifatto o modificato in modo sostanziale, diventa un progetto asseverato da un professionista e presentato presso i competenti uffici. L’impianto elettrico ad uso residenziale è al di sotto di determinati parametri per cui si rende obbligatoria la progettazione asseverata.

Le tubazioni dell’impianto elettrico, dell’impianto di adduzione dell’acqua ad uso sanitario, dell’impianto di riscaldamento saranno posate nelle tracce a pavimento. Le tubazioni dell’impianto del gas sono posate a pavimento se per esempio piano cottura e caldaia a condensazione sono in punti distanti tra loro, altrimenti se sono vicini e/o limitrofi le tubazioni del gas verranno posate sottotraccia. Invece, le tubazioni di scarico dell’acqua sono localizzate all’interno del bagno e della cucina dove generalmente il massetto si rifà.

La progettazione degli impianti è molto importante perché verranno realizzati in fasi diverse del cantiere, al fine di evitare le sovrapposizioni nelle tracce a pavimento. Le maestranze di cantiere devono sapere dove saranno posizionate le scatole portafrutti o dove saranno posizionati i punti luce a parete e a soffitto; devono conoscere la posizione dei termosifoni e il loro dimensionamento, ossia l’altezza interasse e il numero di elementi, poiché quando le tubazioni di mandata e di ritorno verranno realizzate segneranno un punto fisso; pertanto, se si ricerca una certa simmetria per l’alloggiamento del termosifone sottofinestra o in nicchia, oppure un allineamento specifico, il dimensionamento deve essere già noto. Se bisognerà realizzare l’impianto di condizionamento (CDZ) sarebbe opportuno scegliere punti di attacco in cui sia possibile realizzare lo scarico della condensa che vada nei bagni e soprattutto che la relativa tubazione di scarico - funzionando per gravità - possa essere posizionata sottotraccia e non a pavimento.

Tracce a pavimento, apertura e chiusura

Definita la progettazione degli impianti si procede con il loro tracciamento in cantiere. Il tracciamento altro non è che segnare con precisione dove realizzare i “punti finali” di ciascun impianto. Per quanto riguarda l’impianto elettrico, le scatole porta frutti, fino all'ultimo, possono essere incrementate, spostate o eliminate, ma serve segnarle perché bisognerà poi individuare dove posizionare le scatole di derivazione e di conseguenza il quadro elettrico.

Quando si inizierà a realizzare le tracce si avrà la reale cognizione di che tipologia di sottofondo è presente e quindi della quota effettiva disponibile. A seconda che sia un bistrato o un monostrato le condizioni a contorno cambieranno. Il massetto ha la funzione di supportare il pavimento, non dovrebbe contenere gli impianti, ma spesso non è così, soprattutto se ci troviamo di fronte ad un massetto aderente. In presenza di un sottofondo bistrato con massetto desolidarizzato ci si può ritenere “fortunati” perché l’operazione di tracciamento e posa degli impianti è notevolmente agevolata per via della considerevole altezza.

In generale, considerando che il diametro delle tubazioni è compreso tra i 20÷30 mm circa, si possono ritenere sufficienti 5 cm di altezza che salgono a 7 – 8 cm nel caso di sovrapposizioni e/o incroci con altri impianti, che sarebbe sempre auspicabile evitare. La UNI 1264-4 prescrive un’altezza minima di 3 cm di massetto sulla tubazione dell’impianto di riscaldamento. Prescrizione che potrebbe essere anche applicata nel caso dei corrugati dell’impianto elettrico. Bisogna tener presente che nel caso in esame, pavimento in sovrapposizione, l’altezza disponibile per la posa degli impianti è incrementata dallo spessore della pavimentazione preesistente, che a volte raggiunge anche 1/1,5 cm, questo può essere un beneficio nel caso di quote disponibili molto ridotte. L’importante è non cercare mai di recuperare l’altezza dalla soletta del solaio.

Le tracce devono essere il più possibile dritte, evitando traiettorie tortuose e soprattutto le curve; i corrugati dell’elettrico hanno una certa flessibilità per cui curve con ampio raggio possono essere realizzate, cosa che non è possibile per quelle del riscaldamento dove vi è il passaggio di un fluido sottopressione. Le uniche curve ammesse sono quelle tra pavimento e parete per far arrivare la tubazione al punto di erogazione, ma anche queste da eseguire a regola d’arte.

Per realizzare le tracce sarebbe meglio utilizzare un elettroutensile come uno scanalatore anziché un martello demolitore, lo scanalatore permette di avere un tracciamento molto lineare e regolare questo è importante al fine di preservare il più possibile il supporto esistente.
Le tubazioni vanno posizionate nelle tracce in modo ordinato, si deve evitare il loro sparpagliamento, fissandole con delle fascette o con della malta a presa rapida; devono rimanere il più possibili planari e parallele al supporto. Se proprio non è possibile evitare le sovrapposizioni, la norma CEI 64-8/5 degli impianti elettrici, consiglia di sovrapporre i tubi dell’impianto elettrico ai tubi contenenti liquidi.

Le tracce non devono rimanere aperte per molto tempo perchè questo potrebbe causare danneggiamenti alle tubazioni oltre che l’infiltrazione di sporcizia. Quindi le tracce, dopo la posa degli impianti, vanno adeguatamente protette e si consiglia di chiuderle il più presto possibile.

Per la chiusura delle tracce si dovrebbero usare delle malte a presa rapida, il composto deve essere sufficientemente fluido per poter colmare il vuoto creatosi tra tubazione e supporto. Generalmente a base di legante di cemento e di calce, la malta in questione deve essere antifessura ed elastica per eliminare i fenomeni di ritiro tra traccia e supporto esistente.

MAGGIORI APPROFONDIMENTI SULL'ARGOMENTO