Radiatori, le opere d'arte 'scaldanti' dall'Ottocento a oggi

Si sono diffusi a fine Ottocento sfruttando lo sviluppo dell’energia elettrica su larga scala e iniziative pubblicitarie sui benefici derivanti dal loro utilizzo. Sono i radiatori, nati come preziosi elementi di design che riproducevano le forme delle stufe con un approccio tecnologico tutto nuovo.

La storia dei radiatori è esposta al Musée Electropolis di Mulhouse (Francia) e ripresa dal progetto Google Arts & Culture. Vediamo alcuni esempi.

Inizialmente, come dimostra questo modello, i radiatori erano oggetti costosi da esibire e si badava poco alla loro efficienza.
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Foto: Musée Electropolis

 

A fine Ottocento, la diffusione delle lampade a incandescenza permise lo sviluppo di nuove tecnologie. Questo modello è stato utilizzato fino al secondo dopoguerra come fonte di calore supplementare. La maniglia serviva infatti a facilitare lo spostamento da un ambiente all’altro.
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Foto: Musée Electropolis

 

Successivamente, dalle lampade a incandescenza si passò ai pannelli di metallo che producevano e diffondevano il calore. Il design rimase simile a quello delle stufe a carbone. Questo modello veniva venduto come “camino elettrico”.
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Foto: Musée Electropolis

 

Un altro modello interamente coperto da pannelli di metallo.
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Foto: Musée Electropolis

 

Oltre all’efficienza, si badava anche all’estetica. A questo radiatore degli anni Venti sono stati aggiunti elementi decorativi. Potremmo definirlo uno dei primi esempi di termoarredo.
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Foto: Musée Electropolis

 

Vennero studiate anche stufette a parabola, che concentravano e irradiavano il calore in un’area precisa.
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Foto: Musée Electropolis

 

I produttori iniziarono a studiare campagne pubblicitarie che esaltavano i benefici, in termini di comfort abitativo, determinato dall’utilizzo dei radiatori, promuovendo anche modalità di acquisto a rate.
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Foto: Musée Electropolis

 

Gli ulteriori progressi tecnologici resero possibile il riscaldamento ad accumulo e la produzione di termoventilatori più potenti. Si iniziò anche ad usare la plastica, materiale che permise un nuovo concetto di design.
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Foto: Musée Electropolis

 

Un modello realizzato in bachelite, materiale molto resistente al calore.
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Foto: Musée Electropolis

 

Alla fine degli anni Trenta, l’azienda Saint-Gobain depositò un brevetto per lo stampo di resistori termici in vetro. Nacque l’iconico radiatore “radiaver”.
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Foto: Musée Electropolis

 

Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il tema dei viaggi nello Spazio ha influenzato il design, compreso quello dei radiatori. Qui due modelli ispirati a navicelle e razzi spaziali.
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Foto: © Atoll Musée Electropolis

 

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