Adesso è ufficiale: il 2020 è nella top 3 per riscaldamento globale

riscaldamento globale
credits: Rudy and Peter Skitterians da Pixabay

Record di riscaldamento globale, il primato del 2016 è dietro l’angolo

(Rinnovabili.it) – Alla fine del 2020, il riscaldamento globale avrà raggiunto la soglia degli 1,2°C sopra i livelli pre-industriali. Forse questo non sarà l’anno più caldo di sempre (primato che spetta al 2016), ma ci si avvicina parecchio. Tanto da entrare sicuramente sul podio di questa classifica bollente. In ogni caso, l’ultimo lustro così come l’ultimo decennio sono quelli più caldi della storia, da quando sono iniziate le misurazioni scientifiche a metà Ottocento.

Lo scrive l’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) nel rapporto sullo Stato del clima globale 2020. Da cui emerge un altro dato che sottolinea l’urgenza di adottare un’azione climatica davvero all’altezza della situazione in cui versa il pianeta. Infatti, conteggiati anche i dati relativi agli ultimi 12 mesi, c’è il 20% di probabilità che supereremo la soglia degli 1,5°C di riscaldamento globale già nel 2024.

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Anche il riscaldamento degli oceani è a livelli record. Nel 2020 più dell’80% dei mari ha subito un’ondata di caldo marino, con ripercussioni diffuse per gli ecosistemi marini. Che già soffrono a causa dell’acidificazione degli oceani, causata dell’assorbimento di CO2.

Ma il 2020 è comunque un anno straordinario per un altro motivo. Il 2016, infatti, aveva segnato il record anche grazie alla concomitanza con un forte El Niño. Invece ora “stiamo vivendo un La Niña, che ha un effetto rinfrescante sulle temperature globali”, ha sottolineato il segretario generale della Wmo Petteri Taalas presentando il rapporto.

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Rapporto provvisorio, che come di consueto prende in esame i dati delle temperature globali registrati fra gennaio e ottobre nei 5 database principali (HadCRUT, NOAAGlobalTemp, GISTEMP, ERA5 e JRA-55). I dati definitivi saranno diramati a marzo prossimo.

Alcuni dati, però, possono già considerarsi consolidati. Il record di caldo più notevole è stato registrato nell’Asia settentrionale, in particolare nell’Artico siberiano dove le temperature erano di oltre 5°C sopra la media. Idem si dica per il ghiaccio marino artico, che raggiunge il suo minimo annuale a settembre. Il dato 2020 è il secondo più basso negli ultimi 42 anni, cioè da quando è iniziato il monitoraggio satellitare. In più, il ghiaccio marino nel mare di Laptev (nell’Artico russo) è stato eccezionalmente basso durante la primavera, l’estate e l’autunno, e la rotta del Mare del Nord è stata priva di ghiaccio o quasi da luglio a ottobre 2020. Il ghiaccio antartico nel 2020 invece è vicino o leggermente superiore alla media degli ultimi 42 anni.

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