Ai paesi dell’Europa orientale non piace più il carbone (degli altri)

La Repubblica Ceca trascina davanti alla Corte europea di Giustizia la Polonia, rea di non averla consultata nell’estensione delle operazioni alla miniera della Bassa Slesia, vicina al confine ceco

Carbone: Praga denuncia la Polonia per la miniera di lignite di Turow
Nella foto: la miniera di lignite di Turow, sullo sfondo la centrale termoelettrica. Via depositphotos.com

Il carbone della miniera di Turow al centro della vicenda che coinvolge Praga e Varsavia

(Rinnovabili.it) – La Polonia tira dritto sul carbone e la Repubblica Ceca la trascina di fronte alla Corte di giustizia europea. Varsavia dovrà giustificare di fronte al massimo tribunale dell’UE la sua politica rispetto alla miniera di lignite di Turow, nella Bassa Slesia. A poca distanza dal confine ceco, secondo Praga la miniera inquinerebbe le falde acquifere della regione ceca di Liberec, appena di là dal confine, e avrebbe altri impatti negativi sull’ambiente. Particolarmente colpite le città di Frydlant e Hradek.

La vicenda non è nuova ma la Polonia ha sempre sperato di riuscire a mettere una pezza in modo bilaterale, evitando di passare per Bruxelles. “Ho cercato a lungo di risolvere la disputa in maniera extragiudiziale” e l’attività della miniera “ha un impatto negativo sulle vite quotidiane” di molti cechi, ha spiegato il ministro degli Esteri ceco, Tomas Petricek, ripreso da Agenzia Nova. “Sfortunatamente i negoziati non sono andati come sperato ed ecco il motivo della causa. Chiederemo anche misure provvisorie. Se la Corte lo concederà, la miniera dovrà sospendere l’attività fino a che non si arriverà a sentenza”.

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Praga contesta di non essere stata consultata nel processo che ha portato la Polonia ad estendere la durata di vita della miniera di carbone di Turow fino al 2044. La lignite di Turow alimenta principalmente una vicina centrale elettrica che, da sola, produce circa l’8% del fabbisogno di elettricità della Polonia.

La Repubblica Ceca avrebbe voluto che Varsavia prendesse in considerazione l’impatto ambientale della miniera e delle attività collegate nella decisione arrivata il 21 gennaio scorso. Invece non ha neppure ricevuto le carte dalla controparte polacca né dalla compagnia statale Pge, gestore della centrale e della miniera.

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Secondo le autorità ceche, la Polonia ha infranto la legge comunitaria. Nel dicembre 2020, la Commissione europea aveva già sostenuto la posizione di Praga: Varsavia stava violando la direttiva sulla valutazione dell’impatto ambientale, che richiede sia la consultazione transfrontaliera sia il rispetto del principio di cooperazione sancito dal trattato fondativo dell’Unione.

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