Biometano per i trasporti

Biometano. Una fonte sulla quale siamo leader per quanto riguarda le tecnologie che però stenta a decollare. Il tutto potrebbe contribuire a vincere le nuove sfide per la mobilità sostenibile, con il raggiungimento dell'obiettivo previsto al 2030 per le rinnovabili nei trasporti, assicurano da Confagricoltura che ha partecipato al recente tavolo istituzionale sul biometano agricolo per autotrazione, convocato dal sottosegretario allo Sviluppo economico Davide Crippa, e che ha visto la partecipazione anche del sottosegretario Mise, Andrea Cioffi.

Lo sviluppo di un'economia sempre più circolare, attraverso l'utilizzo di effluenti zootecnici, residui, sottoprodotti delle attività agricole, agroalimentari e di colture di integrazione, consentirebbe l'utilizzo del biometano rinnovabile nel settore dei trasporti che è anche quello ppiù complesso da innovare in direzione di una maggiore sostenibilità.

Se sul fronte tecnologico saremmo pronti c'è da notare che si sconta, fanno notare da Confagricoltura, un forte ritardo nell'avvio degli investimenti - a più di un anno dall'emanazione del secondo decreto di promozione del biometano - che è dovuto ad una serie d'incertezze normative, ma soprattutto alla mancanza di una strategia progettuale condivisa tra i diversi attori della filiera.

Serve prima di tutto favorire le riconversioni, anche parziali, a biometano degli impianti esistenti, attraverso interventi quali:

  • mantenere inalterate le condizioni di esercizio del digestore (tipologia biomasse utilizzabili) per quanto riguarda la produzione della quota di biogas che continua ad essere cogenerata;
  • chiarire che anche la quota di biogas che rimane in cogenerazione, una volta concluso il periodo di incentivazione dell'elettrico, possa essere riconvertita a biometano beneficiando dei relativi incentivi; superare l'attuale requisito del periodo residuo di incentivazione (2-3 anni) per gli impianti entrati in esercizio prima del 2008.

Per il futuro inoltre è necessario favorire lo sviluppo di filiere dedicate - agricoltura, industria, trasporti, grande distribuzione - che siano in grado di assicurare al biometano quel valore aggiunto con investimenti nel settore.

«L'Italia - ricorda Confagricoltura - è il quarto produttore mondiale di biogas, con circa 1700 impianti attivi. Nell'ambito delle energie rinnovabili, questo comparto è quello a maggiore intensità occupazionale che, a oggi, ha creato oltre 6.400 posti di lavoro stabili. Inoltre, il Paese vanta una leadership tecnologica consolidata sul metano e all'avanguardia nel mondo. È il primo mercato europeo per i consumi di metano per autotrazione, con circa 1,1 miliardi di metri cubi consumati e circa 1 milione di veicoli attualmente in circolazione serviti da oltre 1.300 stazioni di servizio».

Sempre secondo Confagricoltura, infine, occorre dare continuità a quanto previsto dalla legge di bilancio sull'incentivazione degli impianti a biogas per garantire innanzitutto il prosieguo dello sviluppo degli impianti a biomasse e biogas di potenza fino a 300 kW, mantenendo il livello di incentivazione del DM 23.06.2016. In particolare il settore zootecnico potrà avere benefici non solo economici, ma anche di accettabilità sociale, con minori emissioni odorifere, e benessere animale.

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