Brezza marina: quando l’aria pulita è vettore di inquinamento

Microplastica
Credits: Free-Photos da Pixabay

 

Centinaia di migliaia di tonnellate di microplastica potrebbero essere trasportati dai mari alla terra attraverso la brezza marina. Uno studio, condotto dai ricercatori dell’Università di Strathclyde e dell’Università di Tolosa, ha individuato che le piccole bolle di acqua di mare trasportate dai venti potrebbero essere vettori di inquinamento da plastica.

Il meccanismo di trasporto è piuttosto complicato. Gli studi finora condotti sulla microplastica hanno dimostrato che molti residui raggiungono i mari attraverso i fiumi. Alcuni entrano nei vortici dei gyres (moti circolari prodotte dalle correnti oceaniche), altri affondano nei sedimenti, ma la quantità di microplastica presente nel mare non corrisponde alla quantità di plastica trasportata dai fiumi. Dove finisce il resto?

Usando un cloud catcher, uno strumento che permette di ‘catturare’ la brezza marina, i ricercatori hanno analizzato le goccioline d’acqua, campionando varie direzioni e velocità del vento. La brezza marina generata dal surf ha prodotto i conteggi più elevati: 19 particelle di plastica per m3 di aria. Le microplastiche erano lunghe tra i 5 e i 140 micrometri. I ricercatori hanno stimato che, ogni anno, circa 136.000 tonnellate di microplastica potrebbero essere soffiate a terra con gli spruzzi del mare.

Precedenti studi avevano già dimostrato che il vento può trasportare microplastiche nell’atmosfera per lunghe distanze. Tuttavia, i risultati della ricerca, pubblicata sulla rivista Plos One, mettono in dubbio il presupposto che, una volta nell’oceano, la microplastica rimanga in acqua. Ma, soprattutto, mostrano che fine fanno i residui.

Steve Allen, autore della ricerca, ha dichiarato che “la brezza marina è stata tradizionalmente considerata aria pulita, ma questo studio mostra quantità sorprendenti di particelle di microplastica trasportate da essa. Sembra che alcune particelle di plastica potrebbero lasciare il mare ed entrare nell’atmosfera insieme a sale marino, batteri, virus e alghe.

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