Come fermare la deforestazione in Amazzonia con i diritti umani

I due autori dello studio, pubblicato su Review of European, Comparative and International Environmental Law, hanno fatto un’analisi comparata dei trattati, delle convenzioni e dei casi portati in tribunale dagli attivisti finora

Deforestazione in Amazzonia: solo i diritti umani possono fermarla
Foto di Rodrigo Farhat da Pixabay

Una ricerca passa in rassegna gli approcci migliori per arginare la deforestazione in Amazzonia

(Rinnovabili.it) – Con l’arrivo di Bolsonaro alla guida del Brasile il ritmo della deforestazione in Amazzonia è tornato a salire dopo alcuni anni di rallentamento. Le ong ambientaliste hanno provato a denunciare la situazione, il più delle volte facendo leva sull’impatto di queste politiche ambientali: perdita di biodiversità, aumento del cambiamento climatico e rischio che la foresta raggiunga il punto di non ritorno su tutti. Ora un nuovo studio spiega che la via migliore per difendere l’Amazzonia è un’altra: i diritti umani.

Il ragionamento fatto da Justine Bendel dell’università di Exeter e Tim Stephens dell’università di Sydney è molto semplice. L’Amazzonia è sparsa su diversi Stati sudamericani, ciascuno sovrano nelle decisioni che riguardano la tutela dell’ambiente e gli obiettivi climatici. Mentre i diritti umani hanno un riconoscimento sovranazionale e hanno preminenza giuridica in quanto diritti fondamentali.

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Perciò, spiegano i due autori della ricerca pubblicata su Review of European, Comparative and International Environmental Law, appellarsi alle violazioni dei diritti umani per bloccare la deforestazione in Amazzonia porta un vantaggio immediato per gli attivisti: basta costruire un caso con informazioni e dati relativi ad un singolo Stato, e non a più paesi come nel caso della via della tutela ambientale.

Secondo, i tribunali non dovranno impelagarsi in un dedalo di leggi e regolamenti su ambiente, clima, sfruttamento economico delle risorse naturali per quantificare l’impatto ambientale della deforestazione. Basterà accertare che una certa attività arreca danno a una popolazione indigena.

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Poi c’è un vantaggio nel responso dei tribunali. Avere a che fare con più Stati significa che le corti, di solito, faticano a stabilire per ciascun paese che azioni deve compiere per garantire tutele adeguate all’ambiente. Mentre nel caso di un processo per violazione dei diritti umani, anche le prescrizioni del giudice sono più semplici da emettere.

“Ci sono molteplici opportunità per le controversie sui diritti umani per affrontare la questione della deforestazione in Amazzonia, e il rafforzamento sia dei diritti degli indigeni che del diritto a un ambiente sano rendono più probabile che i casi di lotta alla deforestazione abbiano successo”, commenta Bendel.

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