Crisi climatica: per l’Onu i prossimi 12 mesi sono quelli decisivi

Il segretario generale Guterres: “Non siamo ancora vicini al traguardo, e siamo indietro nella corsa contro il tempo”.

E chiede all’Ue di mostrare ancora più leadership climatica
crisi climatica
UNIS Vienna / Nikoleta Haffar (CC BY-NC-ND 2.0)

Climate Ambition Summit, G20 e COP26 devono lavorare in sintonia contro la crisi climatica

(Rinnovabili.it) – “Non siamo ancora vicini al traguardo, e siamo indietro nella corsa contro il tempo” per risolvere la crisi climatica. L’appello lanciato ieri dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres non può essere più chiaro. Il diplomatico portoghese rinnova la richiesta globale ad aumentare il livello di ambizione e intensificare l’azione climatica.

Perché i prossimi 12 mesi saranno decisivi, secondo il rappresentante del Palazzo di Vetro. Prima il Climate Ambition Summit del 12 dicembre, l’appuntamento per i 5 anni dell’accordo di Parigi pensato per rilanciare l’azione climatica e lanciare la volata alla COP26 di Glasgow, spostata al 2021. Qui Guterres si rivolge a Bruxelles e preme per più impegno sulla finanza climatica, in particolare per le misure di adattamento al cambiamento climatico. Il segretario generale considera il modo in cui l’Ue affronta la disuguaglianza e protegge le persone colpite dalla transizione “un potente esempio” da seguire. E ricorda che anche quest’anno, come tutti i precedenti, siamo ben lontani dal rispettare l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari l’anno per la finanza climatica.

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Il secondo passaggio, Guterres lo dedica al G20 e alle misure di contrasto della crisi climatica che il gruppo dei 20 paesi con l’economia più avanzata del mondo può garantire. Una sfida che vedrà l’Italia protagonista, visto che assumerà la presidenza del G20 nel 2021. Il segretario generale ha ribadito che le nazioni più ricche del G20, che sono responsabili di oltre l’80% dell’inquinamento climatico, devono indicare la strada e ha riconosciuto l’Ue come leader a zero emissioni nette all’interno del gruppo.

Anche qui una richiesta precisa a Bruxelles: i prossimi contributi nazionali volontari (NDC) del paesi membri dell’Ue riflettano almeno una riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030. Cioè l’obiettivo proposto dalla Commissione von der Leyen per la legge europea sul clima, su cui è chiamato a decidere il Consiglio europeo dell’11 e 12 dicembre prossimi.

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Infine, la COP26 di fine 2021. Guterres ha esortato gli Stati a notificare l’aggiornamento dei loro NDC – previsto dall’accordo di Parigi – prima del summit, in modo da dare il tempo sufficiente agli sherpa per preparare il campo della diplomazia sui nuovi livelli di ambizione climatica. Una data entro la quale, sottolinea il diplomatico, è necessario che “ogni paese, città, istituto finanziario e azienda”adotti piani per la transizione a zero emissioni nette entro il 2050.

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