Dal cimitero di Lipsia, l’enzima mangia-plastica super-efficiente

Nell’arco di 16 ore, PHL7 ha decomposto il PET al 90%, mentre il suo rivale LCC – finora l’enzima considerato più performante – si è fermato appena a un livello di degrado del 45%. In 24 ore ha decomposto un intero cestino di plastica 

Enzima mangia-plastica: scoperto PHL7, degrada il PET a velocità doppia

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L’enzima mangia-plastica studiato dai progetti europei MIPLACE e ENZYCLE

Gli scienziati dell’università tedesca di Lipsia hanno isolato un nuovo enzima mangia-plastica che è capace di degradare il PET in tempi record. Battendo anche il campione in carica, l’enzima LCC scoperto 10 anni fa in Giappone e considerato ad oggi il migliore tra i candidati possibili. Dei 7 candidati testati dai ricercatori tedeschi, PHL7 si è dimostrato particolarmente efficiente, con prestazioni significativamente sopra la media.

PHL7 è stato prelevato da un cumulo di compost che si trovava a Südfriedhof, un cimitero di Lipsia. Messo in una soluzione acquosa insieme a del PET, questo enzima mangia-plastica ha battuto in modo evidente il suo competitor LCC. Il risultato? Nell’arco di 16 ore, PHL7 ha decomposto il PET al 90%, mentre il suo rivale si è fermato appena a un livello di degrado del 45%. In 24 ore ha decomposto un intero cestino di plastica.

“Quindi il nostro enzima è il doppio più attivo del gold standard tra gli idrolasi per la rimozione del poliestere”, commenta Christian Sonnendecker dell’università di Lipsia, che lavora a questa ricerca nell’ambito dei progetti europei MIPLACE e ENZYCLE. Appurato che le prestazioni dell’enzima mangia-plastica sono eccezionali, il team di Sonnendecker è andato alla ricerca del perché. Trovando la risposta in un singolo blocco della catena di amminoacidi che costituisce le proteine di PHL7: rispetto ad altri enzimi simili noti, al posto di un residuo di fenilalanina ha la leucina.

“L’enzima scoperto a Lipsia può dare un importante contributo alla creazione di processi alternativi di riciclaggio della plastica a risparmio energetico”, sostiene Wolfgang Zimmermann dell’università di Lipsia. “Il biocatalizzatore ora sviluppato a Lipsia ha dimostrato di essere altamente efficace nella rapida decomposizione degli imballaggi alimentari in PET usati ed è adatto all’uso in un processo di riciclaggio ecologico in cui è possibile produrre nuova plastica dai prodotti della decomposizione”.

Il prossimo passaggio sarà cercare un partner industriale per unire le forze e realizzare un prototipo di impianto di riciclo biologico del PET. In questo modo si potranno stimare con più precisione le prestazioni effettive dell’enzima mangia-plastica e la riduzione dei costi di riciclo che permette.

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