Ecco il 1° standard basato sulla scienza per le zero emissioni aziendali

L’iniziativa Science Based Targets, a cui partecipa anche il WWF, sta lavorando per realizzare il primo standard globale per gli obiettivi “net-zero” delle imprese

zero emissioni aziendali
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

(Rinnovabili.it) – Il percorso verso le zero emissioni aziendali? Da oggi definirlo è più semplice.

Quando di tratta di decarbonizzazione e transizione energetica, i Governi hanno un preciso obiettivo a cui riferirsi: quello contenuto nell’Accordo sul clima di Parigi, che chiede di mantenere il riscaldamento globale sotto i 2°C d’aumento, puntando preferibilmente a +1,5°. E per definire il percorso verso questo target, devono elaborare i rispettivi piani taglia emissioni, ossia i Contributi previsti a livello nazionale (NDC).

Per le imprese il percorso di decarbonizzazione è meno chiaro. Per questo motivo è nata la Science Based Targets initiative (SBTi) il cui scopo è consentire alle aziende di stabilire target aziendali di riduzione dei gas serra ambiziosi e significativi. L’iniziativa – creata da CDP, UN Global Compact World Resources Institute (WRI) e WWF – certifica che gli obiettivi adottati siano in linea con il livello d’ambizione richiesto dalla scienza climatica. Per accelerare ulteriormente il percorso di decarbonizzazione, SBTi ha deciso di realizzare il primo standard globale, basato sulla scienza, per definire un target di “zero emissioni aziendali”

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Nuovo strumento per le zero emissioni aziendali: per una crescita a prova di futuro

In un nuovo documento l’organizzazione delinea le basi concettuali per la definizione di un target emissivo “net zero”, inserendo anche l’analisi delle pratiche esistenti e la valutazione delle strategie coerenti con esso.

Gli autori concludono che affinché un target per le zero emissioni aziendali sia realmente basato sulla scienza, deve soddisfare due condizioni:

  1. deve portare a una profondità di decarbonizzazione coerente con il taglio dei gas serra necessario nell’economia globale per limitare il riscaldamento a 1,5°C;
  2. deve neutralizzare l’impatto di eventuali fonti di emissioni residue che non possono essere eliminate rimuovendo in modo permanente una quantità equivalente di anidride carbonica atmosferica.

“Raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050 è la nostra stella polare, ma ogni secondo che passa da qui a quella data determinerà se ci arriveremo o meno. Non c’è tempo da perdere”, ha commentato Alberto Carrillo Pineda, autore del rapporto e membro del CDP. “Oltre all’ambizione a lungo termine, dobbiamo mettere in campo riduzioni aggressive delle emissioni […] ora e in tutti i settori dell’economia globale. Centinaia di aziende in tutto il mondo stanno già dimostrando che questo è possibile e ripongono la loro fiducia nella scienza per costruire l’economia decarbonizzata del futuro”.

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