Energie rinnovabili: i PPA multi-tecnologici riducono i rischi

PPA multi-tecnologici

 

Per gestire al meglio l’intermittenza delle fer non programmabili il settore dovrebbe sperimentare i PPA multi-tecnologici

(Rinnovabili.it) – Il settore delle fonti rinnovabili dovrebbe iniziare a prendere in considerazione contratti di compravendita dell’elettricità legati a progetti ibridi, ossia dove è sfruttata più di una risorsa alla volta.

Questo il consiglio del World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), un’organizzazione globale guidata dai CEO di oltre 200 aziende impegnate nella transizione energetica. L’ente ha pubblicato in questi giorno un rapporto dedicato a quelli che chiama PPA multi-tecnologici (power purchase agreement), ovvero accordi per la vendita d’energia prodotta da tecnologie differenti, come l’eolico, il fotovoltaico, il geotermico e l’idroelettrico. “Ci aspettiamo contratti come questi nel futuro – commenta Mariana Heinrich, responsabile per il clima e l’energia di WBCSD – Siamo convinti che, sia per ridurre i rischi che per altre ragioni, le aziende inizieranno a stipulare PPA multi-tecnologici”.

 

Negli ultimi anni i power purchase agreement sono cresciuti in maniera progressiva nel settore delle rinnovabili. Un recente rapporto di Bloomberg New Energy Finance stima che solo nel 2018 centoventuno società abbiano acquistato fino a 13,4 GW di energia pulita attraverso i PPA aziendali in 21 Paesi.

Il merito di questo successo è presto spiegato. I PPA sono contratti a lungo termine in cui una delle due parti (utility elettrica, grande consumatore o un rivenditore) accetta di acquistare elettricità direttamente dall’altra (il proprietario dell’impianto). Hanno una durata superiore ai 10 anni e prevedono prezzi fissi per kWh venduti, offrendo pertanto una copertura contro eventuali fluttuazioni del mercato. Questo tipo di accordi commerciali sta dando una buona spinta al settore dell’eolico e del solare, ma l’imprevedibilità delle due fonti non cancella il rischio per le aziende.

 

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Una delle soluzioni al problema potrebbe trovarsi proprio nei PPA multi-tecnologici. Il vantaggio chiave, spiega Henrich, è legato alla gestione a intermittenza. “Il profilo di generazione di entrambe le tecnologie è probabilmente abbastanza diverso da permettere a una di compensare l’altra, in particolare se si considera la base annuale piuttosto che quella giornaliera”.

Il rapporto di WBCSD mostra che un PPA ibrido fotovoltaico-eolico può contribuire ad alleviare gli oneri di sbilanciamento, stabiliti dagli operatori di rete per i fornitori energetici che producono più o meno volumi rispetto al previsto.
Può anche, ha osservato Heinrich, ridurre la necessità di acquisti integrativi quando sole e vento non producono. Quiil report in inglese.

 

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