Evaporazione naturale, si studia il suo potenziale energetico

Evaporazione naturale

Il potenziale energetico dell’evaporazione naturale.

Alla lista delle cinque più note fonti di energia rinnovabile, i ricercatori della Columbia University vorrebbero aggiungere una sesta voce: l’evaporazione naturale.

L’ingegnere chimico Ahmet-Hamdi Cavusoglu e il biofisico Ozgur Sahin hanno firmato uno studio – pubblicato in questi giorni su Nature Communications – in cui si indagano le potenzialità energetiche di uno dei passaggi fondamentali del ciclo dell’acqua.

“Oggi abbiamo la tecnologia per sfruttare l’energia del vento, dell’acqua e del sole, ma l’evaporazione è altrettanto potente”, commenta Sahin. “Ora possiamo dare un numero al suo potenziale”. E questo numero è decisamente elevato. Secondo la prima valutazione, per ora limitata però ad esperimenti di laboratorio, sfruttando l’evaporazione naturale di tutti i laghi e serbatoi idrici degli Stati Uniti si potrebbe ottenere una potenza di 325 GW. Quasi il 70% dell’attuale capacità nazionale. In linea di principio il fenomeno potrebbe essere legato ad una produzione energetica pressoché continua, giorno e notte.

Ma come fare per sfruttare questa fonte? I ricercatori hanno creato un motore ad evaporazione, un dispositivo dotato di una serie di nastri rivestiti di spore batteriche. Le spore reagiscono ai cambiamenti di umidità restringendosi ed espandendosi, e di conseguenza arricciando e rilasciand  la fettuccia sui cui sono posizionate.  “Lavorano come un muscolo“, spiega Sahin. “Possono spingere e tirare con molta forza”. Il sistema permette di controllare l’umidità aprendo e chiudendo un otturatore e l’energia cinetica delle continue contrazioni dei nastri è trasferita ad un generatore elettrico.

Inutile sottolineare che il progetto ha finora ben poco di concreto: nonostante gli scienziati abbiano creato un piccolo prototipo di motore, lo studio è servito, più che altro, a dimostrare teoricamente le potenzialità dell’evaporazione naturale. La tecnologia, spiega il team, potrebbe rivelarsi utile in futuro anche per garantire la sicurezza delle riserve idriche. Nello studio, i ricercatori stimano che metà dell’acqua che evapora naturalmente dai laghi e dai serbatoi nell’atmosfera potrebbe essere risparmiata durante il processo di raccolta dell’energia. Risilta poco credibile tuttavia che la tecnologia possa, anche in futuro, trasformare in modo efficiente l’energia di evaporazione in energia elettrica.

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