Green economy: in Italia dà lavoro al 13,1% degli occupati

Green economy

GreenItaly 2017 presenta i dati della green economy italiana.

La green economy fa bene al fatturato, all’occupazione e all’ambiente. A dimostrarlo sono i numeri italiani, numeri di un tessuto industriale che ha sfidato gli anni della crisi, rimanendo fedele all’identità del “Made in Italy” e coltivando un’attenzione particolare per le pratiche sostenibili.

Fondazione Symbola e Unioncamere hanno racchiuso tutte queste realtà in GreenItaly 2017, l’ottavo rapporto sull’economia verde nostrana.

Promosso in collaborazione con il  Conai e con il contributo di Ecopneus, il documento misura i progressi della transizione industriale italiana verso un modello economico a basso impatto ambientale.

Dall’inizio della crisi più di un’impresa su quattro ha scommesso sulla forza di questa trasformazione: oggi sono 355mila le aziende italiane, ossia il 27,1% del totale, dell’industria e dei servizi che dal 2011 hanno investito, o sono pronte a farlo, in tecnologie per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.

Ma per sapere quanto sana sia la green economy nazionale è necessario tenere d’occhio soprattutto quattro fattori: il dato occupazione, il livello di R&S, export e fatturato.

OCCUPAZIONE – Lo stock degli occupati corrispondenti ai green jobs in Italia sono quasi 3 milioni (2.964,1 mila), corrispondenti al 13,1% dell’occupazione complessiva nazionale. Queste figure si caratterizzano per una maggiore stabilità contrattuale: si tratta nel 46% dei casi di assunzioni a tempo indeterminato. È stato calcolato che nel 2016 hanno aggiunto 195,8 miliardi di euro di valore aggiunto al PIL, pari al 13,1% del totale complessivo.

R&S –Le aziende della green Italy sono quelle più propense a investire in ricerca e sviluppo (R&S): le medie imprese manifatturiere che investiranno quest’anno in questo settore sono il 27% tra quelle “verdi” e solo il 18% tra le altre. Non solo. Il 42% delle imprese della green economy italiana hanno avviato nel 2016 o avvieranno nel 2017 forme di collaborazione formale e partnership con Università o Centri di ricerca.

EXPORT-Ricerca e sviluppo sostengono i risultati in termini di fatturato ed export. Nel 2016 le medie imprese manifatturiere che investono nella sostenibilità e nell’eco-efficienza hanno avuto un dinamismo sui mercati esteri nettamente superiore rispetto al resto delle imprese: hanno incrementato l’export nel 49% dei casi, a fronte del 33% di quelle, per così dire, “non green”.

FATTURATO – Sotto la spinta dell’ecoinnovazione e dell’export in crescita, fra 2015 e 2016 il fatturato è aumentato nel 58% delle imprese del green business, contro il 53% delle altre.  E per quest’anno si aspettano di avere un ulteriore incremento del fatturato di circa il 57%.

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