Il decalogo delle Infrastrutture sostenibili

Infrastrutture sostenibili
Foto di Michael Gaida da Pixabay

L’Associazione Infrastrutture Sostenibili intende operare per sensibilizzare le forze economiche, sociali e politiche sull’importanza di disporre, progettare realizzare e gestire le infrastrutture di qualunque tipo e dimensione, ed in modo particolare quelle relative al settore dei trasporti, dell’acqua, dell’energia, dell’ICT e dei rifiuti, secondo criteri di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Ciò nella convinzione che questo consenta un miglioramento della qualità della vita dei cittadini, riducendo gli impatti sull’ambiente e contribuendo al benessere economico e sociale delle comunità locali. Ed è particolarmente valido nell’attuale contesto e in una congiuntura economica caratterizzata da un lato dalla pandemia e dall’altro degli impegni da prendere con l’Unione europea nell’ambito della NextGenerationEU.

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Mettere al centro della NextGenerationEUla questione della sostenibilità delle infrastrutture vuol dire, oggi, dare una scossa al nostro sistema economico e creare le condizioni per un consolidamento della competitività. Per vincere la sfida lanciata all’Italia dalla Commissione europea è essenziale essere consapevoli delle potenzialità oggi presenti legandole alle opportunità che si hanno di fronte. Egualmente, diventa essenziale avere presenti le criticità e le minacce che pesano sulle prospettive future e sull’efficacia di una pianificazione e di un’attuazione dei progetti di infrastrutture sostenibili.

Opportunità e minacce

Tra le opportunità più significative vi sono da un lato l’ineludibilità oggi di mettere al centro di qualunque progetto o scelta politica o di business la sostenibilità, dall’altro un quadro internazionale che ha prodotto indirizzi chiari a livello continentale e che trova una concreta attuazione nel piano delle risorse con la Next Generation. E’ in questa prospettiva che l’assenza di un soggetto multidisciplinare autorevole e inclusivo consente all’Associazione di posizionarsi al centro di percorsi e processi decisionali di valenza strategica. Il Gap infrastrutturale del nostro Paese e il crescente interesse di investitori nazionali e internazionali completano un quadro quanto mai favorevole. Tra i trend normativi un’attenzione particolare vale la pena di prestare all’evoluzione dei CAM (Criteri Ambientali Minimi) verso le infrastrutture e alle potenzialità del Green Public Procurement sostenuto dall’Unione europea.

Alle opportunità si contrappongono alcune minacce che possono ridimensionare il ruolo e frenare l’efficacia dell’attività dell’Associazione. Pesa sicuramente sulle potenzialità di crescita dell’Associazione l’incertezza del futuro collegata alla durata e agli effetti nel breve e medio periodo della pandemia. L’insensibilità politica, una certa resistenza culturale e il permanere di un clima conflittuale anche a livello tecnico nella PA possono

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limitare la capacità di incidere sulle decisioni, riducendo l’efficacia delle proposte. Ma più di tutto deve preoccupare un possibile, anche parziale, fallimento dell’opportunità offerta al Paese dal Recovery Fund / Next Generation EU per ridurre il Gap infrastrutturale puntando sulla sostenibilità. L’effetto sarebbe drammatico e ovviamente ridimensionerebbe le potenzialità dell’Associazione.

“Per dare risposte adeguate a quanto ci viene chiesto dall’Europa e rispettare le indicazioni per utilizzare e valorizzare le risorse previste nella Next Generation EU – sottolinea Lorenzo Orsenigo, Presidente di Infrastrutture Sostenibili – è essenziale promuovere l’utilizzo di sistemi di rating in grado di “misurare” la sostenibilità ambientale secondo regole e criteri prestabiliti, applicando ad esempio il Protocollo Envision, l’unico attualmente presente sul mercato italiano ed europeo; essere consapevoli che si deve gestire integralmente l’appalto attraverso procedure, processi e sistemi digitali; sostenere, anche attraverso meccanismi di premialità fiscale il ricorso a materiali innovativi, quali ad esempio prodotti green. Sono questi, insieme ad alcune proposte relative a saper applicare e utilizzare anche nel nostro Paese modalità contrattuali innovative in grado di rendere concreta la possibilità, fortemente suggerita dalla Commissione europea, di integrazione tra investimenti pubblici e investimenti privati, i pilastri sui quali poggiare un processo decisionale in grado di orientare il Recovery Plan verso gli obiettivi fissati dalla Next Generation EU.

Per una transizione verde e digitale della Pubblica Amministrazione

L’obiettivo principale per supportare la transizione verde e digitale della PA, è far leva sulla disponibilità di competenze tecniche e digitali, di matrice ingegneristica ed economica, funzionali all’accelerazione della realizzazione, manutenzione e adeguamento alle più moderne tecnologie delle infrastrutture di trasporto, dell’edilizia abitativa e delle infrastrutture idriche. Dotare il Paese di un’ossatura infrastrutturale resiliente e connessa, consente un aumento della competitività e della produttività dell’intero sistema. Per dotare la PA di competenze digitali, intese come gestione in chiave informativa di processi basati sulla dematerializzazione, è necessario avere a disposizione e formare funzionari adeguati, in una ottica di ricambio generazionale, attraverso una assistenza tecnica utilizzando strumenti informativi evoluti. Queste sono le azioni necessarie per la creazione di una capacità realizzativa efficace da parte delle Stazioni Appaltanti, insieme con la loro qualificazione obbligatoria, dove i metodi e gli strumenti informativi, unitamente ad una organizzazione in chiave di processo ed alla formazione continua, dovranno essere i pilastri per l’accesso a tale qualificazione.

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Per il vicepresidente di AIS, Luca Ferrari è compito della nostra Associazione promuovere la sostenibilità nella realizzazione di infrastrutture che migliorino la qualità della vita dei cittadini, siano rispettose dell’ambiente nel quale si inseriscono e contribuiscano al benessere economico e sociale delle comunità locali e alla giustizia sociale. E intendiamo svolgerlo favorendo la diffusione di una cultura ampia e qualificata della sostenibilità, attraverso una sempre maggiore consapevolezza del valore sociale ed economico di un sistema di infrastrutture sostenibili. In questo ambito un contributo decisivo lo può fornire una crescita trasversale della digitalizzazione sia nella Pubblica amministrazione che tra gli operatori della filiera. Per questo l’Associazione intende sostenerne uno sviluppo consapevole e fondato su competenze e una progettualità forte. Ciò nella convinzione che una ampia applicazione di soluzioni digitali sempre più evolute, basate su formati aperti e interoperabili, possa costituire un elemento fondamentale nel percorso verso una sempre maggiore sostenibilità delle nostre infrastrutture.”

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