Impianti fotovoltaici nel mondo: +20% al 2022 ma la supply chain zoppica

Impianti fotovoltaici nel mondo

Image by Roy Buri from Pixabay

Le previsioni per gli impianti fotovoltaici nel mondo al 2022 e 2023

Gli impianti fotovoltaici nel mondo supereranno la storica soglia di 200 GW installati globalmente il prossimo anno. Ma il percorso fino a lì non sarà in discesa. Il caro materiali sta facendo sentire i propri effetti anche sul settore solare, facendo lievitare i costi dopo anni di continui cali. Lo spiega il nuovo rapporto di Clean Energy Technology, servizio di IHS Markit.

Secondo gli esperti, gli impianti fotovoltaici mondiali sono destinati ad aumentare del 20% nel 2022, catalizzando un investimento totale di almeno 170 miliardi di dollari. Performance tutto sommato buone considerando l’attuale contesto storico ed economico, ma che sfigurano abbastanza rispetto ai trend passati.

Fino a poco tempo, i costi dei sistemi fotovoltaici erano incanalati in una spirale di ribassi (-50% in media globale dal 2013 al 2020), fattore cruciale per il boom del settore. Nel 2021, tuttavia, la voce è cresciuta del 4% su base annua, portando nuove sfide al mercato.

La piccola generazione distribuita batte i grandi impianti solari

Nonostante il contesto più “esoso” del previsto, le installazioni in mercati chiave come Cina, India, Stati Uniti ed Europa non si sono fermate, pronte guidare la crescita nel mondo anche nel 2022. L’aumento più ingente arriva dal segmento della piccola generazione distribuita, soprattutto quella cinese; mentre le grandi installazioni centralizzate hanno faticato non poco.

“Il segmento delle utility è stato il più colpito nel 2021, con più progetti ritardati o annullati. Al contrario, il forte sviluppo del settore della generazione residenziale, commerciale e industriale […], ha rappresentato una delle storie di successo del solare 2021, sostenuta dalla crisi dei combustibili e dall’aumento dei prezzi dell’elettricità; soprattutto nei mercati europei”, ha affermato Josefin Berg, responsabile della ricerca presso IHS Markit.

Il caro materiali del fotovoltaico

La società prevede che gli impianti fotovoltaici nel mondo registreranno una crescita a due cifre nel 2021 che continuerà allo stesso ritmo fino al 2022. I prezzi però rimarranno alti ancora per un po’. Due le cause: da un lato le interruzioni della logistica e della catena di approvvigionamento verificatesi nell’ultimo anno. Dall’altro, l’annuncio di nuove restrizioni energetiche nella Cina continentale a causa della profondi crisi dei combustibili.

L’energy crunch ha fortemente limitato la produzione cinese di materiali materiali chiave come il silicio metallico, polisilicio e vetro solare, disunendone l’offerta e alzando i costi. Basti pensare che da ottobre 2020 a ottobre 2021, solo il prezzo del silicio policristallino è cresciuto di oltre il 200%.

“C’è un notevole appetito nei mercati globali per investire e sviluppare installazioni solari, ma la catena di approvvigionamento non è pronta a soddisfare questo livello di domanda, ha bisogno di tempo per adattarsi. Lo abbiamo visto più chiaramente nel mercato del polisilicio, che continuerà a essere un collo di bottiglia per la crescita del fotovoltaico 2022, fino a quando la nuova capacità pianificata non verrà aumentata dal 2023 in poi”, ha affermato Edurne Zoco, direttore esecutivo, presso IHS Markit.

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