Incentivi rinnovabili: modifiche al DM FER, salvo il mini idro

Ritoccati gli incentivi rinnovabili nell’ultima versione del DM FER 1

Sul decreto rinnovabili sono state fatte delle modifiche a seguito delle audizioni.

Ora si sta ancora discutendo su pochissimi punti perché alcune correzioni sono accettate su suggerimento delle associazioni di categoria, degli operatori e delle organizzazioni ambientaliste”. Così, il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Davide Crippa, spiega ai microfoni di Radio Radicale, gli ultimi progressi sull’atteso DM FER 1. Il provvedimento, che disciplinerà i nuovi incentivi rinnovabili (fotovoltaico compreso), è ora chiuso e nelle mani del Ministero dell’Ambiente per l’approvazione finale. Il testo è stato limato qua e là, cercando di mettere man ai principali nodi emersi in queste settimane. “La nostra idea era di farlo completamente diverso, il problema era quello di dover dare una risposta concreta, essendo un decreto che doveva uscire già due anni fa”. Il ritardo accumulato, spiega Crippa, ha imposto al Mise “di non stravolgere l’impianto che era stato ormai licenziato”, preferendo piuttosto lasciare a un provvedimento successivo nuovi interventi e misure in materia di rinnovabili.  

Il percorso del #DecretoFER1 sta andando avanti. Proprio ieri sera abbiamo inviato al @MATTM lo schema definitivo per il parere di concerto. #FER1avantituttahttps://t.co/lDTYnSA5Ocpic.twitter.com/kw2SnV2d74

— Davide Crippa (@crippa5stelle) 17 ottobre 2018  

Cosa cambia nell’ultima versione del DM FER1 rispetto lo schema iniziale? Innanzitutto, l’aumento del 10 per cento della tariffa incentivante prevista per impianti di mini idro e mini eolico. Sempre in termini di incentivi rinnovabili, il testo finale assegna alla nuova classe A-2 dei Registri, ossia impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in amianto o eternit, un premio su tutta l’energia prodotta, a prescindere dalla quantità immessa in rete e da quella auto consumata.

Risolto il nodo delle bonifiche. Il decreto prevede di dare priorità, in Aste e Registri, a impianti realizzati su discariche, cave e miniere esaurite, o aree di pertinenza di discariche e siti contaminati e, affinché vi sia la certezza dell’effettiva decontaminazione e risanamento dell’area, gli operatori dovranno dotarsi della certificazione di bonifica.  

Tra le modifiche rientrano anche: l’inserimento di un’ulteriore data nel 2021 per le procedure di asta e registro; un meccanismo di premialità “che riguarda la predisposizione delle colonnine elettriche”; l’introduzione di “un criterio di salvaguardia tecnologica” per assicurare la neutralità delle gare, che prevede l’attivazione di un contingente dedicato in caso di condizioni particolarmente sfavorevoli per determinata tecnologia rispetto alle altre all’interno dello stesso contingente; la richiesta di cauzioni a garanzia della concreta realizzazione dei progetti iscritti al registro, in misura comunque adeguatamente inferiore alle cauzioni previste per le aste.  

Una volta ricevuta l’approvazione formale dai ministeri competenti, il decreto rinnovabili passerà nelle mani della Conferenza Regioni, quindi sul tavolo della Corte dei Conti prima di volare a Bruxelles per l’ultimo ok. Ma come ricorda Crippa il provvedimento è solo “il primo tassello di una più ampia strategia del Governo, che si aggiunge ai provvedimenti contenuti nel DEF in fase di approvazione e che avrà come cornice generale il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima su cui stiamo lavorando e che presenteremo, come previsto, alla Commissione Ue”.

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