La pandemia spinge gli alimenti surgelati

Con la pandemia è cresciuta la richiesta di surgelati. La loro lunga conservazione presenta un duplice vantaggio: fare la spesa più di rado e disporre di scorte nel caso ci fossero disservizi nella distribuzione

surgelati
Foto di LeoNeoBoy da Pixabay

(Rinnovabili.it) – Tra i cambiamenti nelle abitudini alimentari indotte dal Covid-19 c’è una crescita della richiesta di alimenti surgelati. Negli Stati Uniti la vendita di alimenti surgelati è cresciuta del 18,2% nel 2020 per un valore pari a 66 miliardi di dollari, stando ai dati riportati dall’American Frozen Food Institute (AFFI). All’incremento di richieste da parte di consumatori che già acquistavano surgelati, si è aggiunto il 7% di chi preferiva acquistare prodotti freschi.

Che cosa spinge in questa direzione? Acquistare alimenti che garantiscono una lunga conservazione permette di recarsi più di rado a fare la spesa nonché di disporre di una scorta in caso di potenziali carenze nella distribuzione dei generi alimentari. I piatti pronti surgelati attirano invece chi non ama cucinare e non può mangiare al ristorante.

Adattarsi a un nuovo scenario

Questo nuovo scenario ha cambiato le linee di produzione, le catene di approvvigionamento e la distribuzione. Si privilegia il settore delle vendite al dettaglio rispetto a quello della ristorazione, quindi confezioni più piccole in numero maggiore, un cambiamento che ha imposto di modificare il tipo di imballaggi.

Un grande distributore di prodotti alimentari del Regno Unito, Reed Boardall, sta ampliando le celle frigorifere per far fronte alla crescita di richieste di surgelati. Le catene di approvvigionamento si stanno adeguando per mantenere gli alimenti surgelati a -18°: i camion adibiti al trasporto di surgelati hanno un monitoraggio costante della temperatura per evitare gli sprechi.

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A prescindere dal Covid-19, sembra che comunque negli Stati Uniti si stia sviluppando una maggiore attenzione alla salute, quindi tra gli alimenti surgelati c’è un buon assortimento di prodotti vegetariani o comunque più sani; non mancano nemmeno i piatti per conquistare chi ha intolleranze alimentari (glutine, latte, etc.).

Chi sono i nuovi appassionati di surgelati? Si va dalla Generazione Z (che convenzionalmente comprende i nati dal 1996 al 2010) ai baby boomer (i nati tra il 1946 e il 1969) che, dopo aver cenato per anni davanti alla televisione senza far caso a cosa ci fosse nel piatto, adesso sembrano desiderare cibi più sani e il mercato degli alimenti surgelati si inventa di tutto per accontentarli e parte all’attacco: nell’estate 2021 sbarcherà negli Stati Uniti la catena britannica di surgelati vegani Wicked Foods con un catalogo di 80 prodotti.

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