Le smart city più rivoluzionarie del 2021

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Telosa, credits: cityoftelosa.com

Corea del Sud, Stati Uniti, Italia, Arabia Saudita, gli esempi di smart city costellano il globo

Una smart city è un luogo in cui reti e servizi tradizionali vengono resi più efficienti grazie all’utilizzo di soluzioni digitali a vantaggio dei suoi abitanti e delle imprese.

E’ questa la definizione di “città smart” secondo la Commissione Europea, un concetto che va ben oltre un miglior uso delle risorse o di minori emissioni, ma che significa mobilità urbana smart, un impiego delle risorse idriche affidabile e riciclabile, un sistema di smaltimento rifiuti integrato, fino ad arrivare a soluzioni più efficienti per alimentare gli edifici.

L’urgenza di adeguare le aree urbane alla prossima inurbazione di massa ha dato il via ad un susseguirsi di progetti esclusivamente dedicati alle smart cities. Un insieme di buone pratiche che, anche se in piccola scala, hanno dimostrato che esistono strade alternative e più efficienti per raggiungere gli stessi obiettivi di sviluppo.

Ecco una selezione di alcune delle smart city più suggestive del 2021.

Oceanix City, a Busan Corea del Sud

Oceanix City credits BIG Bjarke Ingels Group

Oceanix City credits BIG Bjarke Ingels Group

Dall’indiscusso genio di BIG Bjarke Ingels Group, in collaborazione con Oceanix e con UN-Habitat delle Nazioni Unite, inizierà la costruzione di Oceanix City, la prima smart city galleggiante.

Nata per trovare una soluzione al problema dell’innalzamento del livello dei mari, questa città intelligente sarà autosufficiente sotto ogni aspetto. Acqua, energia, cibo saranno prodotti in loco il tutto inserito in un circuito di riciclo e valorizzazione. Secondo le previsioni potrebbe ospitare fino a 10mila abitanti con la possibilità di un’espansione infinita grazie al design flessibile e modulare.

Project H1, Seoul

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Project H1 – credits UNStudio

Restiamo in Corea del Sud dove UNStudio sta sviluppando un progetto di riqualificaizone urbana per dar vita alla prima “città da 10 minuti” del Paese.

Si chiamerà Project H1 e permetterà a tutti i futuri residenti di raggiungere ogni genere di servizio, attività, negozio, ospedale o attività ricreativa in soli 10 minuti a piedi dalla propria abitazione.

Il concetto di città da 10 o 15 minuti sta prendendo sempre più piede, basti guardare i recenti interventi di Parigi, in aggiunta Project H1 ingloberà tutta una serie di servizi smart per rendere la città ancora più efficiente dal punto di vista della sostenibilità e dell’efficienza.

Il verde pubblico e privato sarà il connettore degli spazi, valorizzando la vita comunitaria.

Telosa, Stati Uniti

Le  smart city più rivoluzionarie del 2021

Telosa la città più sostenibile del mondo – credits: BIG

Ci avviciniamo all’utopia con la proposta per Telosa, definita la città più sostenibile del mondo costruita da zero. Un sogno non poi così lontano dato che la ricerca dei finanziamenti è già partita e fortemente appoggiata dal plurimiliardario americano Marc Lore. Ancora una volta il progetto è stato affidato allo studio BIG che ha immaginato un masterplan di 61.000 ettari abitati da una popolazione in crescita di 50.000 persone. Essendo costruita da zero, Telosa avrà la possibilità di creare sin dall’inizio un sistema infrastrutturale ed energetico improntato esclusivamente sull’energia rinnovabile, dicendo addio alle fonti fossili. Gli edifici saranno Net zero energy e privi di barriere architettoniche. Le fattorie idroponiche riforniranno di cibo la città mentre giardini pensili e parchi verdi favoriranno la biodiversità anche se nel mezzo di un deserto americano.

Chorus Life, Bergamo

Le  smart city più rivoluzionarie del 2021

Proxima City – L’esempio di Chorus Life in costruzione a Bergamo – credits: JDP architects

Giochiamo in casa con Chorus Life, un piccolo esempio di smart city in costruzione a Bergamo. Fortemente voluta dal mecenate Domenico Bosatelli, il futuro centro urbano deve la sua attenzione ai dettagli all’architetto Joseph Di Pasquale. In questo caso si tratta di un intervento di rigenerazione urbana che sta trasformando gli spazi un tempo occupati dalla fabbrica OTE, in una “città modello da esportare in giro per il mondo”. La parola d’ordine è densità relazionale, per porre l’accento sui rapporti umani parzialmente persi anche a causa della pandemia. Anche in questo caso la tecnologie e la digitalizzazione saranno un elemento chiave per assicurare il successo futuro, sviluppando una smart city dove tutto è connesso, per migliorare l’efficienza ma anche la qualità della vita dei cittadini.

The Line, Neom, Arabia Saudita

Le  smart city più rivoluzionarie del 2021

The Line NEOM – credits NEOM.com

Una città da 1 milione di abitanti, che si estende per 170 km e conserverà il 95% della natura locale, con zero auto, zero emissioni ed energia rinnovabile. O almeno è quanto promesso dall’erede al trono Mohammed bin Salman. The Line sarà la smart city emblema del faraonico programma Saudi Vision 2030, che tenterà di condurre il Paese verso la transizione 100% ecologica. Mobilità pubblica elettrica ad altissima velocità, Intelligenza artificiale a gestione dei servizi, 100% di energia rinnovabile prodotta in loco e la natura come filo conduttore.

Milano smart city

Kengo Kuma - credits Welcome, feeling at work

Kengo Kuma – credits Welcome, feeling at work

 

Il capoluogo lombardo sta vivendo un momento particolarmente intenso di innovazione e rivoluzione urbana. Molteplici interventi di riqualificazione costellano la pianta della città, affidandosi spesso alle firme di celebri archistar.

Iniziando dal quartiere di Porta Nuova che in tempi non sospetti ha accolto i primi grattacieli della città, tra i quali il famoso Bosco Verticale. Per passare a City Life sorta dalle ceneri della ex-fiera di Milano Portello e conosciuta per le tre torri progettate rispettivamente da Arata Isozaki, Daniel Libeskind e Zaha Hadid. Il completamento del progetto vedrà la realizzazione entro il 2025 dell’ultimo tassello, l’edificio City Wave il tutto ovviamente progettato in chiave sostenibile ed alimentato da energia rinnovabile.

Entro il 2024 sarà completato il progetto “Welcome, feeling at work”, sviluppato da Kengo Kuma seguendo i principi dell’architettura biofilica. Il luogo prescelto è accanto al Parco Lambro, al posto della ex-Rizzoli. Lo scopo del progetto è ridisegnare il rapporto tra uomo e natura, creando un luogo dove uno completa l’altro.

Procedendo oltre i bastioni si arriva a MilanoSesto, anche in questo caso un intervento di riqualificazione che promette di abbattere fino a 5.500 tonnellate di CO2 l’anno. Il masterplan disegnato da Foster+Partner darà spazio alla nascita di una serie di interventi progettuali firmati nientemeno che da Mario Cuccinella, Barreca e La Varra, Antonio Citterio Patricia Viel fino ad arrivare alla nuova stazione di Renzo Piano.

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