L’UE non impara: proposti crediti di carbonio per l’automotive

crediti di carbonio

Nuovi crediti di carbonio per i produttori auto? 

Nessuna quota obbligatoria di auto elettriche per i produttori, ma una nuova scorciatoia per raggiungere gli obiettivi di emissione.

Sembrerebbe essere questo l’indirizzo preso dall’Unione Europea nella lotta inquinamento auto. Lo rivela in esclusiva la Reuters secondo cui Bruxelles starebbe lavorando per replicare il meccanismo dei crediti di carbonio anche nell’automotive comunitaria.

La proposta è parte del nuovo progetto di legge con cui l’esecutivo europeo aggiornerà i limiti di CO2 per automobili e furgoni per 2030. Il provvedimento sarà presentato formalmente il prossimo 8 novembre. Attualmente la bozza definisce un obiettivo di riduzione delle emissioni di carbonio medie per le auto dal 25 al 35% e per i furgoni dal 30 al 40%. Si tratta ancora di numeri provvisori, che potrebbero essere limati durante l’incontro d’alto livello della Commissione europea, poco prima della data di presentazione del testo. La proposta dovrebbe includere un impegno economico per la mobilità elettrica, includendo 800 milioni di euro di finanziamenti per la costruzione dell’infrastruttura di ricarica e più di 200 milioni di euro per lo sviluppo di batterie ad alta efficienza tra il 2018 e 2020.

Se le indiscrezioni riportate dalla Reuters, dovessero mantenersi tali, le case produttrici potranno comprare crediti di carbonio (non negoziabili) con cui compensare gli obiettivi eventualmente non raggiunti entro il 2030. Si tratta di un’eventualità neppure troppo remota visto la risposta del settore agli obiettivi di CO2: malgrado le entusiasmanti promesse, fatte dai Big dell’automotive, di virare sull’elettromobilità, la pressione delle lobby, affinché l’UE annacqui i target 2030, è alta.

I produttori auto spingono per un taglio del solo 20%, consapevoli che la maggior parte di loro potrebbe non raggiungere neppure gli obiettivi attuali. La conferma è arrivata lo scorso mese dallaPA Consulting che ha classificato le case automobilistiche secondo i loro progressi nel raggiungimento degli standard europei, ossia ridurre le emissioni di CO2 dei nuovi mezzi venduti in Europa ad una media di 95 g / km nel 2021. Solo tre degli 11 fabbricanti di automobili – Volvo, Toyota e Renault-Nissan – sono sulla giusta strada. Per tutti gli altri, ci sono salate multe che li attendono in caso di fallimento.

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