Oggi si celebra la Giornata mondiale della biodiversità

Giornata mondiale della biodiversità
Credits: R_Winkelmann da Pixabay

Oggi si celebra la Giornata mondiale della biodiversità, promossa dalle Nazioni Unite nell’ambito degli obiettivi dell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile.

Dalla sua fondazione nel 1993 e fino al 2000, la celebrazione si è tenuta il 29 dicembre, in occasione dell’entrata in vigore della Convenzione sulla diversità biologica. A partire dal 20 dicembre 2000, però, la data è stata spostata per ricordare l’adozione della Convenzione, avvenuta il 22 maggio 1992 in occasione del vertice sulla Terra di Rio.

Per le Nazioni Unite, la Giornata mondiale della biodiversità è un’occasione per spronare iniziative di cooperazione internazionale, tenendo insieme temi apparentemente molto diversi tra loro, ma tutti collegati con la conservazione della varietà che caratterizza gli ecosistemi della terra: l’agricoltura sostenibile; la desertificazione, il degrado del suolo e la siccità; l’acqua e servizi igienico-sanitari; la salute e sviluppo sostenibile; l’energia, la tecnologia e l’innovazione; la condivisione delle conoscenze, la resilienza e l’adattamento urbano; il trasporto sostenibile; il cambiamento climatico e la riduzione del rischio di catastrofi; la difesa dei popoli indigeni; la sicurezza alimentare

Quest’anno, il messaggio del segretario generale dell’Assemblea dell’ONU, Antonio Guterres, è stato chiaro: “preservare e gestire in modo sostenibile la biodiversità è necessario per mitigare la disgregazione climatica, garantendo sicurezza idrica e alimentare, e anche prevenendo le pandemie. Per Guterres, infatti, l’emergenza coronavirus ha dimostrato come l’interesse per la salute dell’uomo sia intimamente connesso con la nostra relazione con la natura.

Sebbene gli ecosistemi siano in grado di adattarsi alla riduzione della biodiversità, i ruoli un tempo ricoperti da più specie interagenti vengono irrimediabilmente persi. Se la riduzione è eccessiva, l’ecosistema perde la sua capacità di riprendersi. La perdita di biodiversità causata dalle attività antropiche ha effetti di lunga durata, spesso permanenti. Il 75% dell’ambiente terrestre e circa il 66% dell’ambiente marino sono stati modificati in modo significativo: circa 51 milioni di km2 sono stati convertiti in agricoltura e 40 milioni sono utilizzati per il pascolo. In più, quasi il 75% delle risorse di acqua dolce è destinato alla produzione di colture o bestiame.

Questa sostanziale trasformazione di foreste, zone umide, praterie e altri ecosistemi ha prodotto un calo del 60% del numero di vertebrati in tutto il mondo a partire dal 1970, con le maggiori perdite negli habitat di acqua dolce (83%). Non a caso, gli scienziati concordano nel ritenere che un tasso di estinzione così alto e accelerato stia di fatto provocando la sesta estinzione di massa a livello globale. Per tale ragione, Guterres è stato esplicito nel sottolineare che, così come aumenta il numero di specie a rischio, questo rischio includa sempre di più la stessa umanità.

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