Onu, il 2021 è l’anno decisivo per affrontare l’emergenza climatica

Il Segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres ricorda come “la scienza sia chiara” e che “per limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi centigradi, dobbiamo ridurre le emissioni globali del 45% entro il 2030 dai livelli del 2010.

E’ un allarme rosso per il nostro Pianeta, i governi non sono neanche lontanamente vicini al livello di ambizione necessario per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi”
emergenza climatica
Credits: Marco Verch Professional Photographer su Flickr (CC BY 2.0)

di Tommaso Tetro

(Rinnovabili.it) – “Il 2021 è un anno decisivo per affrontare l’emergenza climatica globale. La scienza è chiara: per limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi centigradi, dobbiamo ridurre le emissioni globali del 45% entro il 2030 dai livelli del 2010”. La pensa così il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres parlando del nuovo rapporto – in cui vengono descritti i Paesi che devono aumentare gli sforzi e presentare i piani d’azione nazionali per il clima con contenuti più ambiziosi – lanciato oggi dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc).  

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Il rapporto dell’Unfccc guarda agli impegni che si dovranno proporre nel 2021 per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. “E’ un allarme rosso per il nostro Pianeta – continua Guterres – i governi non sono neanche lontanamente vicini al livello di ambizione necessario per limitare i cambiamenti climatici a 1,5 gradi e raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi. I principali Paesi, responsabili delle emissioni, devono intensificare gli obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2030. Questo deve avvenire prima della Conferenza sul clima delle Nazioni Unite di novembre a Glasgow”.

In un contesto come quello attuale, afferma Guterres, “il momento è ora. I piani di ripristino per superare l’emergenza Covid-19 offrono l’opportunità per ricostruire un ambiente più verde e più pulito. Gli impegni a lungo termine devono essere accompagnati da azioni immediate”.

Il documento messo a punto dall’Unfccc serve a misurare lo stato di avanzamento dei piani d’azione nazionali per il clima in vista della Cop26, la prossima Conferenza delle parti di Glasgow: al 31 dicembre 2020 sono 75 i Paesi che hanno comunicato un aggiornamento degli impegni che rappresenta il 30% delle emissioni globali di gas serra. La maggior parte delle nazioni – viene spiegato – ha aumentato i propri livelli di impegno per ridurre le emissioni. Ma l’effetto combinato porterebbe a una riduzione inferiore all’1% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2010. La riduzione delle emissioni per raggiungere l’obiettivo degli 1,5 gradi dovrebbe essere al di sotto del 45%.

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Anche secondo Patricia Espinosa, Segretario esecutivo dell’Unfccc, “questo rapporto mostra che gli attuali livelli di ambizione climatica sono molto lontani dal soddisfare gli obiettivi dell’accordo di Parigi. La Cop26 deve essere il momento in cui ci mettiamo sulla buona strada verso un mondo verde, pulito, sano e prospero”.

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