Sarà un Green Deal nucleare? Bruxelles apre all’atomo

Dalla Commissione nessun veto all’atomo per raggiungere gli obiettivi sul clima. Un assist al blocco dei paesi orientali che sono più restii a dismettere le fossili per le rinnovabili

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CC-BY-4.0: © European Union 2019 – Source: EP via Flickr

L’est Europa può saltare subito sul carro del nucleare

(Rinnovabili.it) – Benedetto sia il nucleare, perché non ha emissioni di CO2. La pensa così Frans Timmermans, l’uomo della Commissione europea che gestisce il dossier Green Deal, su una delle questioni più controverse quando si parla di energia pulita. Ma letta nella cornice del piano europeo, questa frase ha diversi risvolti inquietanti. Perché non sono pochi i paesi che potrebbero vedere nell’energia dall’atomo una via d’uscita per rispettare formalmente gli obiettivi climatici. Lasciando però al palo le rinnovabili.

Timmermans ha detto la sua durante un webinar che si è tenuto ieri, dove dialogava con il numero uno dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) Fatih Birol. “L’enorme vantaggio del nucleare, ovviamente, è che è privo di emissioni – ha commentato il vice-presidente della Commissione – Se arrivi alla conclusione che questa è la tua migliore opzione, la Commissione non ti ostacolerà di certo”.

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Una posizione che sarà piaciuta di certo a Varsavia e Praga. Entrambi i paesi dell’est Europa hanno già fatto sapere che “non hanno altra scelta” se non ricorrere al nucleare per centrare gli obiettivi fissati dalla legge sul clima UE in fatto di taglio delle emissioni e di rimodulazione del mix energetico. La Polonia la scorsa settimana ha preannunciato che chiederà il via libera a Bruxelles per costruire una nuova centrale nucleare. La Repubblica Ceca ha fatto lo stesso, cercando l’ok per un impianto nucleare a Dukovany. Il sì dell’UE è necessario perché entrambi gli interventi potrebbero qualificarsi come aiuti di Stato indebiti.

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Timmermans ha poi anche citato quelli che ritiene gli svantaggi principali del nucleare. Su tutti i costi, nei quali deve essere compreso l’intero ciclo di vita dell’impianto, dalla costruzione fino ai costi di smaltimento del materiale radioattivo. E visti i costi in calo delle rinnovabili, ha aggiunto il numero 2 della Commissione, la scelta più razionale sarebbe puntare su solare e eolico. Ma l’esecutivo UE ben si guarda dall’intervenire, se i paesi membri punteranno sull’atomo.

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