Solo l’abbandono immediato delle energie fossili può salvarci dal cambiamento climatico

Per rimanere entro un aumento di temperature di 1,5°C dovremmo smettere da subito di produrre nuovi impianti alimentati a energia fossile

Agire subito: l’imperativo lanciato dalla comunità scientifica non è mai stato così impellente.

Una serie di dati mostra come il cambiamento climatico sia contenibile entro un aumento massimo di 1,5° C ma solo a patto di avviare immediatamente la fase di abbandono progressivo di ogni combustibile fossile.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, afferma che se ogni infrastruttura alimentata a energia fossile (impianti energetici, fabbriche, veicoli, navi e aerei) venisse rimpiazzata da alternative a zero emissioni al termine della vita produttiva, ci sarebbe un 64% di possibilità di rimanere al di sotto di un aumento di temperatura di 1,5° C rispetto all’era preindustriale. 

I ricercatori dell’Università di Leeds hanno utilizzato modelli matematici per stimare l’aumento di temperatura globale in caso di abbandono immediato dell’energia fossile. Convertendo le principali infrastrutture alimentate a energia fossile al termine della loro “vita media” (calcolata in 40 anni per gli impianti di produzione energetica, 15 per i veicoli e 26 per gli aerei), ci sarebbero circa il 64% di possibilità di contenere il riscaldamento mondiale sotto la soglia critica dell’1.5° C, percentuale che si dimezzerebbe (33%) se la fase di abbandono del fossile dovesse iniziare solo nel 2030.  

Un obiettivo quasi impossibile da raggiungere a meno di un radicale cambiamento nelle società: gli autori dello studio, infatti, insistono a sottolineare come non siano i cambiamenti climatici, in sé, a impedirci di raggiungere l’obiettivo quanto piuttosto le scelte della società globale.

 “L’immediato abbandono delle energie fossili è al limite del realizzabile. Essenzialmente, stiamo affermando che non possiamo permetterci più la costruzione di nessuna nuova infrastruttura alimentata a energia fossile – ha commentato il primo firmatario della ricerca, Christopher Smith – Stiamo andando nella direzione giusta, ma non credo che lo stiamo facendo abbastanza e abbastanza velocemente. Probabilmente raggiungeremo un aumento delle temperature di 2-2,5° C. Resta cruciale porsi un obiettivo: se non ne hai uno, non puoi andare da nessuna parte. Avere un obiettivo molto difficile da raggiungere e mancarlo di poco è comunque meglio che avventurarsi alla cieca in un futuro davvero poco promettente per chiunque”.

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