Transizione energetica: quando “veloce” non è abbastanza

L’attuale velocità della transizione energetica porterebbe ad aumento di 2,4°C delle temperature medie terrestri

(Rinnovabili.it) – La transizione energetica verso un futuro a basse emissioni sta procedendo più o meno speditamente, ma l’attuale velocità di cambiamento non è sufficiente a mantenere l’aumento della temperatura mondiale entro più 1,5°C.

Non sono buone notizie quelle che arrivano dal terzo Energy Transition Outlook di DNV GL, multinazionale che fornisce servizi di gestione dei rischi all’industria marittima ed energetica. Il rapporto, pubblicato stamane, offre uno sguardo sul futuro a medio e lungo termine realizzando modelli di sviluppo per 10 regioni e approfondendo gli impatti su alcuni specifici settori industriali.

 

Secondo gli analisti di DNV GL, il mix energetico globale si sta rapidamente decarbonizzando con il petrolio destinato a calare bruscamente dal 2030 in poi, sostituito progressivamente dal gas naturale. In questo scenario, il rapporto vede la domanda globale di energia raggiungere il picco negli anni ’30, per poi diminuire lentamente sotto la spinta di una maggiore efficienza energetica. Entro il 2025 le spese in conto capitale (CAPEX) per le energie rinnovabili supereranno quelle fossili – si legge nel documento – e per la metà del secolo le fer forniranno quasi l’80% del mix elettrico.

 

Non solo. Secondo gli autori entro il 2050, il 40% della domanda finale di energia sarà soddisfatto dall’elettricità (rispetto al 19% del 2017), il 63% della quale sarà generata dal fotovoltaico e dall’eolico. Anche l’elettrificazione sta avendo un effetto drammatico sul trasporto su strada ed entro il 2032 la metà delle vendite di auto nuove a livello globale sarà elettrica.

 

Peccato che a questi ritmi le temperature globali del Pianeta aumenteranno di 2,4°C rispetto ai livelli preindustriali, ben al disopra dunque dell’1,5°C raccomodanti dal mondo scientifico (leggi anche IPCC: servono sforzi incredibili per limitare riscaldamento a 1,5 °C). “La tecnologia esistente può offrire il futuro che desideriamo, compreso il raggiungimento dell’obiettivo di 1,5 ° C stabilito nell’accordo di Parigi – spiega Remi Eriksen, Presidente del Gruppo e CEO di DNV GL. “Finora, tuttavia, il supporto per la transizione energetica è stato troppo sporadico”. Per la società è necessaria “un’azione politica straordinaria” per ridurre le emissioni, soprattutto in vista del fatto che il budget di carbonio a disposizione dell’umanità per raggiungere gli obiettivi climatici, si esaurirà nel 2028.

 

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Credit: DNV GL

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